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Il Foglio Rassegna Stampa
16.02.2017 Trump/Netanyahu: come i giornali riportano la notizia
Doppio standard di giudizio e verità negata

Testata: Il Foglio
Data: 16 febbraio 2017
Pagina: 3
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Il trumpismo applicato a Israele»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 16/02/2017, a pag. 3, l'editoriale "Il trumpismo applicato a Israele".

Sulla Stampa, a pag. 9, il segretario dell'Onu Antonio Guterres dichiara che non c'è alternativa alla soluzione a due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese. Ogni ipotesi di soluzione presenta incognite, ma Ariel David a pag. 7 del quotidiano torinese spiega quali sono le soluzioni alternative (IC lo riprende oggi in altra pagina).

Corriere della Sera e Repubblica lasciano la parola a Etgar Keret e a Jonathan Safran Foer. Ci chiediamo perché gli unici intellettuali intervistati dai quotidiani italiani siano quelli critici verso le scelte dell'attuale governo israeliano. Amoz Oz, David Grossman, Keret, Foer: come mai sono sempre e questi i nomi a comparire sulla stampa italiana?

Secondo Federico Rampini sulla Repubblica, a pag. 2, "Trump butta a mare il principio di due Stati": in realtà ieri Trump ha dichiarato che è aperto a varie possibilità, non ha negato quella di uno Stato palestinese a fianco di quello ebraico. Rampini travisa le sue parole.

Sul Manifesto, a pag. 12, continua il lutto di Michele Giorgio, secondo cui Trump concederebbe a "Tel Aviv" (il quotidiano comunista non riconosce Gerusalemme come capitale di Israele) "mano libera verso un'apartheid legalizzata". Consuete menzogne e diffusione di odio contro gli ebrei che si difendono da chi ne vuole la morte sono la cifra di ogni articolo di Giorgio.

Per Umberto De Giovannangeli sull' Unità, invece, quello di Trump è "un pericoloso passo indietro" perché si tratterebbe di una "pietra tombale sulla soluzione 'due popoli due stati' ". Quello che UDG non scrive è che il conflitto e il terrorismo palestinese dopo Oslo (1993) non solo non è cessato, ma anzi si è intensificato provocando migliaia di vittime.

Il Fatto Quotidiano ignora completamente la notizia, che pure su tutti gli altri giornali trova ampio riscontro e copre le prime pagine.

Il Foglio, infine, riduce la notizia a un breve editoriale che non affronta i temi e le possibilità emerse durante l'incontro Trump-Netanyahu.

Ecco l'articolo del Foglio:

Immagine correlata
Trump e Netanyahu ieri a Washington

Incontrando Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca, Donald Trump non ha insistito sulla soluzione a due stati della questione israelo-palestinese, che è stata incoraggiata dagli Stati Uniti per decenni, ed è alla base degli accordi di Oslo e di Camp David. Trump ha chiesto al premier israeliano di rallentare “un pochino” la costruzione degli insediamenti, ma non ha imposto una sua visione, ha detto: sarò “molto contento” dell’assetto che voi israeliani riuscirete a trovare con i palestinesi, “posso sopravvivere a una soluzione a uno stato”, ma sostanzialmente: fate voi. Per la prima volta nella storia recente, l’Amministrazione americana non vuole guidare il negoziato israelo-palestinese, né forgiarlo, non impone soluzioni a tavolino, né quelle antiche che sono già fallite, né nuove (Trump resta affezionato all’idea di spostare l’ambasciata americana a Gerusalemme, ma non insiste, non promette).

Secondo il neo presidente americano, tocca ai diretti interessati determinare l’approccio migliore per trovare la pace, “ogni parte dovrà scendere a compromessi”, e Washington lavorerà per agevolare il dialogo. Netanyahu ha ribadito che la questione degli insediamenti per lui non è rilevante ai fini della pace, e ha incassato il mandato a scegliere il prossimo passo con i palestinesi: il premier israeliano non credeva più nella soluzione a due stati, ma sa bene che quella a uno stato è ancor meno praticabile. Da dove si riparte, ancora non si sa.

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