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Il Manifesto Rassegna Stampa
12.10.2017 Sul Manifesto la demonizzazione quotidiana di Israele
Michele Giorgio rovescia la realtà

Testata: Il Manifesto
Data: 12 ottobre 2017
Pagina: 9
Autore: Michele Giorgio
Titolo: «Non solo Hezbollah, Israele minaccia Beirut: 'Fronte unico dalla Siria a Gaza'»
Riprendiamo dal MANIFESTO di oggi, 12/10/2017, a pag. 9, con il titolo "Non solo Hezbollah, Israele minaccia Beirut: 'Fronte unico dalla Siria a Gaza' ", il commento di Michele Giorgio.

Prosegue senza sosta la disinformazione sul quotidiano comunista ad opera di Michele Giorgio, che definisce "fronte della resistenza" le falangi dei terroristi di Hezbollah. Giorgio, inoltre, rovescia la realtà descrivendo Israele come guerrafondaia e desiderosa di attaccare il Libano, e i "resistenti" (cioè i terroristi) come pacifici difensori della propria terra. Nulla di più falso in un pezzo di demonizzazione dello Stato ebraico, che non chiede altro se non di esistere in pace. Pensando ai comunisti del Manifesto, almeno a quelli in buona fede, non si vergognano di quanto viene pubblicato su Israele?

Ecco l'articolo:

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Michele Giorgio

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Terroristi islamisti di Hezbollah

 

Beirut ieri ha reagito all'affondo del ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman che due giorni fa aveva accusato le Forze armate libanesi di essere divenute “parte integrante del movimento sciita Hezbollah”. Parole che avevano toccato un nervo scoperto in Libano dove l'esercito, malgrado la povertà di mezzi e risorse, è emerso negli ultimi anni come un pilastro della coesione nazionale in un Paese da anni spaccato tra i sostenitori del “fronte della resistenza”, quindi di Hezbollah e dell'alleanza con Siria e Iran, e coloro che al contrario invocano una stretta collaborazione con gli Usa, la Francia e l'Occidente.

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IL LIBANO FARÀ FRONTE a ogni aggressione israeliana. Ci opponiamo ad ogni attacco contro la nostra sovranità, specialmente da parte di Israele e del terrorismo (jihadista, ndr)», ha protestato il ministro della difesa libanese Yaacoub Sarraf. Leader politici e comandanti militari israeliani di recente hanno avvertito che in caso di conflitto ordineranno di colpire ovunque in Libano, anche le forze armate lasciate fuori dal conflitto dei 2006. Sarraf ha condannato inoltre le ripetute violazioni dello spazio aereo nazionale da parte dell'aviazione israeliana durante i raid che compie contro obiettivi in Siria o in missioni di ricognizione. Beirut il mese scorso aveva minacciato di rivolgersi all'Onu per ottenere una condanna formale di Israele. Minaccia alla quale Tel Aviv aveva reagito ordinando ai suoi piloti, in un paio di occasioni, di sorvolare le città meridionali libanesi a bassa quota. I giornali libanesi hanno riferito di scene di panico tra le popolazioni locali.

LIEBERMAN, DUE GIORNI FA, ha descritto la prossima guerra che Israele combatterà come un conflitto su “due fronti, al nord e al sud...al nord gli Hezbollah e al sud Gaza”, ha spiegato riferendosi al movimento islamico Hamas che controlla la Striscia. «Non ci sono più guerre su un fronte solo. Questa è la nostra considerazione di base — ha aggiunto — e ciò a cui ci prepariamo militarmente. Se un tempo parlavamo del fronte libanese, questo non c'è più. Ma ce ne sarà uno unico di Siria e Libano insieme». Una nuova guerra è sempre più vicina, ha fatto capire Lieberman. Dall'altra parte del confine sono convinti che Israele si stia preparando ad uno scontro ampio, volto a colpire prima di tutto l'Iran o almeno la sua presenza in Siria. Ad inizio ottobre era stato il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ad ammonire Israele dal pianificare un nuovo conflitto.

“L'ATTUALE GOVERNO israeliano, presieduto da Netanyahu, conduce i suoi cittadini a morte e distruzione —aveva avvertito — Posso affermare che (gli israeliani, ndr) non hanno un'idea precisa di ciò che li attende se intraprenderanno questa stupida guerra”.

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