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Giovanni Quer
Israele: diritto e società
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Israele nega a Isabel Phiri il visto d'entrata: il primo caso di BDS alle frontiere? 09/12/2016
Israele nega a Isabel Phiri il visto d'entrata: il primo caso di BDS alle frontiere?
Analisi di Giovanni Quer

A destra: "Uccidi gli ebrei"/"Boicotta Israele"

Isabel Phiri è assistente del Segretario Generale del World Council of Churches (WCC), un'organizzazione cristiana inter-denominazionale che opera per il dialogo ecumenico e per la pace. Il WCC ha un programma per Israele e Palestina, l'EAPPI (Ecumenical Accompaniment Programme in Palestine and Israel), che comprende attivisti dal mondo per essere "testimoni della vita sotto occupazione" e "impegnarsi nel conflitto". Israele ha negato a Isabel Phiri l'entrata in Israele per le attività dell'organizzazione per cui lavora. Il WCC ha abbracciato il movimento teologico conosciuto come Palestinian Liberation Theology, che promuove una visione teologica contraria al Sionismo e all'esistenza di Israele come Stato Ebraico e promuove il boicottaggio come risposta cristiana all'occupazione.

Il 20 giugno 2007 la Central Committee del WCC ha adottato la "Amman Call", un documento che traccia le posizioni politiche dell'organizzazione sul conflitto. Tra le dichiarazioni politiche che svelano la falsa neutralità, vi sono: il riconoscimento del diritto al ritorno dei palestinesi, "Gerusalemme dev'essere una città aperta, accessibile, inclusiva e condivisa tra i due popoli e le tre religioni", "gli insediamenti sono illegali e costituiscono un ostacolo alla pace", "la pace nella regione è legata a una pace giusta tra Israele e Palestina". L'idea che Gerusalemme sotto amministrazione israeliana sia una città chiusa e oggetto di "giudeizzazione", la semplificazione delle relazioni etniche e religiose, e l'idea di "pace giusta" indicano una netta propensione per la narrativa storica e politica palestinese.

In una dichiarazione della Central Committee del 28 giugno 2016, l'organizzazione conferma le proprie visioni politiche. Dopo aver dichiarato il proprio impegno per la pace, avendo aiutato gli ebrei europei a fuggire dall'Europa nazista e, contemporaneamente, i rifugiati palestinesi cacciati "dalle loro terre ancestrali", il WCC condanna il sionismo cristiano come una forma di fondamentalismo cristiano che usa le Scritture per giustificare l'occupazione. Questo punto è centrale nella teologia della liberazione palestinese, che accusa il Sionismo di essere un movimento retrogrado che ha riportato in auge una visione "primitiva", "tribale", "particolaristica" e "nazionalistica" di Dio, in opposizione alla visione universalista, inclusiva e aperta del cristianesimo e dell'ebraismo diasporico.

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Isabel Phiri

Nel 2001 il WCC conferma la necessità di boicottare i prodotti che provengono dai territori, come formulato nei documenti di Durban 2001 (il summit internazionale di ONG sul razzismo e la xenofobia dove è stata concepita la strategia del boicottaggio). Più di 350 organizzazioni cristiane sono affiliate al WCC, e, secondo la Phiri, non c'è una politica di appoggio generale al boicottaggio.

Il Ministro dell'Interno Deri in consultazione con il Ministro Erdan hanno disposto la negazione del visto di entrata per le attività dell'organizzazione WCC. Isabel Phiri sostiene che non le sia stata fatta nessuna domanda riguardo al boicottaggio dalle autorità di frontiera mentre non ha rilasciato alcun commento sul fenomeno. Olav Fykse Tveit, Segretario Generale del WCC, ha accusato le autorità israeliane di discriminazione contro la Phiri, sudafricana e in passato professoressa di teologia africana all'Università di Kwazulu-Natal. Il passato della teologa non fa però che confermare i sospetti delle autorità israeliane. Le teologie africane sono ampiamente basate sui principi di teologia della liberazione sviluppatisi a fine anni '60 in Sudamerica, che interpretano Gesù come un ribelle contro il peccato dell'oppressione economica, etnica, culturale e l'attivo impegno dei fedeli nella lotta per la giustizia. Su questi principi si muove anche la teologia della liberazione palestinese, che però è orientata a condannare il nazionalismo ebraico come una forma di particolarismo tribale per sposare invece il nazionalismo pan-arabista. Le affermazioni della Phiri riguardo al boicottaggio non sono del tutto vere. Non c'è stata un'adozione ufficiale della politica di BDS, ma il boicottaggio di Israele fa parte delle posizioni teologiche e politiche del WCC e di molti dei suoi membri (inclusa Pax Christi tra le organizzazioni cattoliche). La Central Committee del WCC ha adottato una risoluzione nel 2014, in seguito a un meeting (2-8 luglio) a Ginevra, in cui si invitano le chiese membro ad adottare una politica di investimenti per la pace, dopo aver citato le azioni della Chiesa Presbiteriana in favore nel boicottaggio e l'appello al boicottaggio incluso nel documento Kairos Palestine 2009. Kairos Palestine è il manifesto politico-teologico della teologia della liberazione palestinese, che include l'appello al boicottaggio, e che è stato ampiamente discusso in varie occasioni dal WCC e dalle diverse sue commissioni.

Fingere che il boicottaggio non abbia nulla a che vedere con le posizioni teologiche e politiche del WCC per la formale assenza di una risoluzione che adotti l'appello al BDS è un'artificiosa scusa per non prendere una chiara posizione sul movimento. Inoltre l'azione politica delle chiese membro e del programma EAPPI è sicuramente orientata a fomentare il sentimento anti-israeliano con una linguaggio che parla di giustizia, pace, diritti umani e solidarietà cristiana. Il BDS non è che una parte del complesso movimento di delegittimazione e demonizzazione di Israele. Il WCC promuove la delegittimazione di Israele da un punto di vista cristiano, con pericolose posizioni teologiche che negano il sionismo e che si muovono su un confine molto labile con antiche accuse anti-giudaiche e anti-semite di particolarismo, tribalismo, legalismo, perversione delle Scritture e esaltazione della Diaspora come dimensione etica dell'ebraismo.

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Giovanni Quer


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