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Giovanni Quer
Israele: diritto e società
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La sessione speciale all'ONU sugli insediamenti: una piattaforma per il BDS 17/10/2016
La sessione speciale all'ONU sugli insediamenti: una piattaforma per il BDS
Analisi di Giovanni Quer

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La sessione speciale richiesta dalla rappresentanza palestinese e avanzata da membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, tra cui Venezuela, Malesia, Angola, Egitto e Senegal, si è conclusa con un unico messaggio: gli insediamenti sono illegali, sono l'ostacolo alla pace e vanno boicottati. Alla sessione hanno partecipato anche Hagai El-Ad, direttore di B'Tselem, Lara Friedman, direttrice di Peace Now America e il prof. François Dubuisson, Free University of Brussels.

Che la sessione sia stata esclusivamente politica lo provano le "testimonianze" degli "esperti". Hagai El-Ad ha mostrato un breve video su Hebron e un altro sulla vita dei palestinesi nella West Bank. El-Ad ha denunciato l'esistenza di una "violenza burocratica quotidiana". Nel denunciare gli insediamenti come illegali, El-Ad ha anche citato l'accusa coloniale, sostenendo che i "settlers" vivono in condizioni esclusive da primo mondo, mentre la popolazione palestinese soffre. Infine, El-Ad ha richiesto l'intervento della comunità internazionale per mettere fine all'occupazione. I video che B'Tselem sono fatti da normali cittadini palestinesi cui sono state distribuite piccole telecamere in seno a un progetto finanziato anche dall'Unione Europea. Altri report sono basati sulle testimonianze di ricercatori locali, che hanno causato non pochi scandali - come il ricercatore che ha negato la Shoah di fronte alle telecamere di Tuvia Tenenbaum e il ricercatore che assieme all'associazione Ta'ayush denunciava all'Autorità Palestinese i palestinesi che vendono terre agli israeliani.

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In un articolo apparso sul numero speciale di Succot su Haaretz, Hagai El-Ad spiega che ha parlato all'ONU perché "sono israeliano, non ho altro passaporto, non ho altra patria, e qui continuerò a vivere" per farlo però El-Ad vede necessario agire a livello internazionale perché si imponga a Israel la visione di pace B'Tselem considera giusta.

Lara Friedman ha posto l'accento sull'impresa degli insediamenti e il futuro della Palestina, sostenendo che la presenza israeliana in Giudea e Samaria non solo impedisce la creazione di uno Stato palestinese, ma anche crea una situazione che porterà a uno Stato bi-nazionale. Le stesse parole della rappresentante di Peace Now America sono state poi riprese dal vice-ambasciatore americano all'ONU.

Infine, la testimonianza del prof. Dubuisson prova la natura politica unilaterale della sessione. Il prof. di Bruxelles, impegnato nella causa palestinese, ha partecipato nel 2011 alla sessione a Cape Town del Tribunale Russell sulla Palestina, un'organizzazione popolare senza alcuna copertura giuridica che fa della condanna di Israele la propria ragion d'essere. Già a favore della campagna contro l'impresa israeliana Sodastream, che aveva una fabbrica nell'area C i cui dipendenti erano per la maggior parte palestinesi, il prof. Dubuisson ha usato la sessione del Consiglio di Sicurezza per lanciare un appello in favore del boicottaggio degli insediamenti.

La cooptazione di una discussione al Consiglio di Sicurezza per avanzare l'agenda pro-boicottaggio prova ancora una volta la preoccupante connessione tra visioni politiche, diritti umani e boicottaggio di Israele. Il linguaggio sentimentale e non giuridico, le "prove" di una presunta colonizzazione della West Bank, l'appoggio indiscriminato a una visione politica che non viene mai discussa, puntano a una ormai quasi consolidata dogmatica della pace. La Sessione non ha provato né l'illegalità né l'illegittimità degli insediamenti, che sono invece citate come assiomi nelle analisi sul conflitto. Quando il punto comune a tutte le posizioni politiche è che il futuro degli insediamenti andrà negoziato, tali iniziative che pretendono di avanzare la pace e fanno del diritto internazionale la propria bandiera sono invece operazioni politiche che impediscono ogni negoziato perché fanno della presenza israeliana in Giudea e Samaria l'unico problema da risolvere (e da eliminare).

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Giovanni Quer


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