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Ugo Volli
Cartoline
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E’ arrivato il momento di fare i conti con la realtà 04/09/2017
E’ arrivato il momento di fare i conti con la realtà
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: "Non sono antisemita vostro onore, sono solo antisionista!"

Cari amici,

gli ebrei di corte – chiamiamoli così, per evitare descrizioni più colorite – collaborano con i centri politici, intellettuali, giornalistici che servono, dal Pd ai giornali “autorevoli”, per intenderci, anche nel descrivere una situazione in cui il fascismo “rialza la testa” in Europa come in America e pratica l’antisemitismo, minacciando il ritorno ai tempi bui. Naturalmente la grande maggioranza di coloro che media, politici ed ebrei di corte descrivono come fascisti e antisemiti non lo sono affatto, sono solo avversari del loro progetto politico. Non è fascista né antisemita Trump, né i suoi collaboratori o ex come Bannon e non sono fascisti neanche coloro che si oppongono alla cancellazione della storia in nome del politically correct, su cui vi ho scritto ieri (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=67489). Non è fascista né antisemita, ma al contrario liberale e amico di Israele Wilders, non lo sono i sostenitori della Brexit, non lo è buona parte del cosiddetto “populismo” così come i governi del “fronte di Visegrad” (cioè dei paesi già soggetti all’imperialismo sovietico, che si oppongono all’immigrazione islamica). Fascisti, se intendiamo questa parola nella sola accezione ragionevole oggi, dopo quasi un secolo dalla fondazione dei fasci (piazza San Sepolcro a Milano, 23 marzo 1919), cioè nel senso di praticare una politica violenta, intollerante, che non permette agli avversari di esprimere le loro idee, sono invece coloro che si collocano all’estrema sinistra, gli “Antifa” (nonostante il nome), i Black Block, gli “autonomi” che infestano anche alcune università italiane e cercano di impedire incontri internazionali e opere pubbliche indispensabili. E orientati al fascismo sono i censori meno estremisti ma più potenti e operativi che cercano di ridurre al silenzio i loro nemici per via amministrativa.

Oggi però non voglio parlarvi di fascismo ma di antisemitismo, che secondo gli ebrei di corte e i loro riferimenti politici deriverebbe essenzialmente dalla destra “fascista”. Bene, è appena uscito un bel rapporto di ricerca pubblicato da un’istituzione al di sopra di ogni sospetto di “fascismo” come l’università di Oslo. Vi raccomando vivamente di leggerlo qui: http://www.hlsenteret.no/publikasjoner/digitale-hefter/antisemittisk-vold-i-europa_engelsk_endelig-versjon.pdf. Ci sono molti dati altamente significativi. Il primo che voglio sottolineare (lo trovate a pag. 24) è che c’è stato un forte aumento degli atti di antisemitismo nel periodo in esame (2005-2015) rispetto al periodo precedente. Non ci sono prove, dice il rapporto, che l’origine stia nell’esplosione del conflitto fra i palestinisti e Israele, ma la coincidenza è chiara. Il secondo è che questa esplosione di antisemitismo è avvenuta solo nell’Europa occidentale e non per esempio in Russia (pag 25). Il terzo è che “fra i perpetuatori di violenze antisemite in Europa Occidentale sono prevalenti individui (di solito giovani maschi) con provenienza da paesi musulmani” (pag 25). “Le inchieste sugli atteggiamenti indicano che l'antisemitismo è notevolmente più diffuso tra musulmani nell'Europa occidentale che tra la popolazione generale, ma suggeriscono anche l'adesione all'Islam in sé non spiega tutta la differenza. Il paese d'origine sembra svolgere un ruolo importante, così come il livello della religiosità - più gli individui sono religiosi, più è probabile che siano antisemiti”.

Immagine correlata
Una scritta antisemita

E’ interessante anche dare un’occhiata alla Tabella 11: alla domanda “Pensando agli incidenti in cui qualcuno ti ha attaccato o ti ha minacciato perché sei ebreo, chi è stato?”, le risposte possibili erano: qualcuno di destra, di sinistra, cristiano estremista o musulmano. In Francia le risposte attribuivano responsabilità degli attacchi antisemiti per il 53% ai musulmani, per il 18% alla sinistra e per il 4% alla destra; in Svezia il 51% musulmani, il 25% di sinistra e il 5% alla destra; in Germania il 24% musulmani, l’11% di destra e il 9% di sinistra; in Gran Bretagna il 36% musulmani, il 14 di sinistra e il 7% di destra. Il ruolo degli integralisti cristiani era sempre quasi nullo, salvo il 6% in Gran Bretagna. Sono dati che devono far pensare, non solo per la prevalenza dell’antisemitismo islamico, che è quasi una cosa ovvia (ma ovviamente negata dagli ebrei di corte e dai loro padroni, nonostante tanti episodi criminali), ma anche per la spaventosa presenza della sinistra fra i violenti antisemiti. Pensate che il 25% degli assalti antisemiti in Francia e il 18 in Svezia è attribuito dalle vittime, che certo sanno chi li ha minacciati o percossi, alla sinistra. Secondo le idee correnti (fra gli ebrei di corte, gli intellettuali e i giornali) ci dovrebbe essere incompatibilità fra la sinistra e l’antisemitismo anche se una lunga tradizione risalente ai tempi di Marx dimostra il contrario. E invece no: l’84% degli ebrei francesi considera l’antisemitismo un problema grave, il 60% teme di subire attacchi antisemiti e circa il 10 ne è stato personalmente testimone, il 74% bada, sempre o a volte, a non mettersi addosso oggetti come la kippà o la stella di Davide che potrebbe identificarli come ebrei, il 10% circa evita di frequentare ambienti ebraici. Vi risparmio i dati sugli altri paesi esaminati che sono un po’ più bassi per la Svezia, ancora minori per Germania e Gran Bretagna. Il punto è però che circa il 70% di questi atti sono attribuiti a soggetti islamici o di sinistra.

Ecco quelli che parlano del rischio di rinascita del fascismo nel mondo ebraico e sui giornali progressisti, dovrebbero pensare a questi dati. Il rischio dell’antisemitismo e del fascismo sono ben presenti oggi in Europa, non nell’Ungheria di Orban, ma nella Francia di Hollande e Macron, nella Svezia governata dai socialdemocratici. Quelli che vorrebbero davvero gli ebrei di nuovo ad Auschwitz non sono tanto i pateticamente rari neofascisti nostrani, i bagnini che espongono il ritratto del duce o quelli che fanno il saluto romano al cimitero; sono un bel pezzo degli “antifascisti” o meglio degli “Antifa” militanti, coi loro fratelli islamici possibilmente immigrati clandestini, come si è accorto chi negli ultimi anni ha provato a sfilare con la bandiera della Brigata Ebraica nei cortei del 25 aprile. Io non sono restio a riconoscere ad almeno alcuni degli ebrei di corte e dei loro principali la buona fede, anche se essa è certamente accompagnata da una vocazione a mettere la testa sotto la sabbia per non vedere quel che conferma la loro ideologia. E’ arrivato però anche per loro il tempo di svegliarsi e di vedere chi è il vero nemico della democrazia (e anche degli ebrei) oggi.

Immagine correlata
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