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Ugo Volli
Cartoline
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La censura dei media sulla politica americana 28/06/2017
La censura dei media sulla politica americana
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: Donald Trump

Cari amici,

quand’è nata, più di quindici anni fa, Informazione Corretta mirava soprattutto a verificare e correggere la sistematica disinformazione dei media italiani sul Medio Oriente. In seguito è emersa la necessità di fare di più, perché la parzialità dei media non si esprime solo con calunnie e interpretazioni deformanti, ma anche e forse soprattutto con la censura, non dando le informazioni che giustificano le azioni di Israele, per esempio ignorando o minimizzando le notizie sul terrorismo ed esagerando invece le reazioni israeliane. Se guardo al mio lavoro con queste “cartoline”, la parte che mi appare più utile è proprio il mettere a vostra disposizione dinotizie, fatti e analisi che i media italiani, ma anche quelli europei e americani, in particolare i giornali che si fregiano del titolo di “autorevoli” ignorano sistematicamente perché contraddicono le loro tesi “progressiste” e dunque antisraeliane, filo-islamiste, favorevoli all’”accoglienza”. L’ideologia, come ha detto qualcuno, si fonda sulla ferma determinazione di non lasciare che dei miserabili fatti possano turbare le proprie sublimi concezioni politiche. Meglio tacerli, questi fatti, soprattutto per evitare che il pubblico, sempre visto come un pupo bisognoso di essere educato, possa farsi venire delle idee sbagliate.

Tutti sappiamo che questa censura, una volta limitata forse al Medio Oriente, oggi si è estesa massicciamente all’Europa: per esempio la polizia tedesca ha istruzioni di non pubblicare dati sugli stupri (http://vocidallestero.it/2016/01/08/la-polizia-tedesca-copre-casi-di-stupro-per-non-legittimare-le-critiche-alla-migrazione-di-massa/ e ancor peggio di coprire i casi di terrorismo (http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/06/20/la-polizia-tedesca-ordina-non-dite-la-verita-sul-terrorismo/), per non mettere in luce “sbagliata” l’immigrazione; in Francia è in corso una battaglia per costringere polizia e magistratura a trattare per quel che è, un caso di omicidio antisemita, l’uccisione di Sarah Halimi, anziana donna ebrea, da parte di un vicino musulmano (http://www.tabletmag.com/jewish-news-and-politics/235532/sarah-halimi-france-anti-semitism).

Il fatto nuovo è che dall’elezione di Trump la disinformazione si è estesa molto fortemente alla politica americana. Non si tratta solo delle deformazioni e delle falsità e minacce di morte di cui vi ho parlato l’altro giorno (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=66773), ma di una sistematica censura sulle notizie che possono spiegare la legittimità della posizione di Trump e il suo senso politico. Questa è la ragione per cui queste “cartoline” secondo me, devono guardare anche la politica americana, che è da un secolo decisiva nel mondo e oggi anche più del consueto. Vi segnalo oggi rapidamente tre notizie che non hanno avuto l’attenzione che meritano né dalla stampa americana, massicciamente anti-Trump, né dalla nostra.

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I media contro Trump, ma non basta a farlo cadere

La prima in ordine di tempo è l’attacco che un democratico estremista ha fatto il 14 giugno contro i deputati repubblicani impegnati in una partita benefica di baseball. Ci sono stati tre feriti, di cui uno molto grave, che è anche il capogruppo repubblicano alla Camera, Steve Scalise. Si tratta palesemente di un attentato terroristico che mirava non solo ai deputati, ma alla democrazia americana. Guardate come la stampa anglosassone ha presentato la cosa: la CNN, fin che ha potuto, ha accuratamente evitato di citare il fatto che fosse stato un democratico a sparare (http://edition.cnn.com/2017/06/14/politics/gallery/virginia-gop-shooting/index.html), il Guardian (che è l’equivalente di Repubblica in Gran Bretagna, ha congegnato un curriculum dei feriti mettendo in evidenza che si erano opposti alla proibizione delle armi ai privati voluta da Obama contro la Costituzione americana, quasi la sparatoria fosse colpa loro (http://edition.cnn.com/2017/06/14/politics/gallery/virginia-gop-shooting/index.html). Che poi un importante dirigente democratico fosse stato registrato mentre diceva che era contento che Scalise fosse stato colpito e che sperava che quel figlio di p. morisse (http://www.zerohedge.com/news/2017-06-23/caught-tape-democratic-party-official-says-hes-glad-scalise-got-shot-i-wish-he-was-f) non ha suscitato i soliti alti lai sul declino della democrazia americana. Anzi, i giornali sono stati belli zitti su tutto l’episodio.

Secondo esempio, la vittoria della candidata repubblicana nelle elezioni suppletive per un seggio alla Camera in Georgia. I democratici avevano investito tantissimi soldi ed energie (il record di investimenti pubblicitari per un’elezione locale) su una specie di Macron locale che avrebbe dovuto mostrare che Trump aveva perso l’appoggio dell’elettorato. E invece il successo di cui erano sicuri non è avvenuto. L’elezione, che quando speravano di vincere sembrava importantissima, ha subito perso interesse e spazio nelle pagine dei giornali. Se avete voglia di divertirvi, vi invito a leggere gli articoli del New York Times (la bibbia degli antitrumpisti) prima (https://www.nytimes.com/2017/06/20/us/politics/georgia-special-election.html e dopo il voto (https://www.nytimes.com/2017/06/20/us/politics/karen-handel-georgia-special-election.html).

Infine, la sentenza di ieri. Vi ricordate che all’inizio del suo mandato Trump aveva imposto un blocco ai visti per persone provenienti da un certo numero di paesi dove il terrorismo ha le sue basi? Naturalmente questi paesi sono tutti musulmani, ma non tutti i paesi musulmani sono sulla lista. E’ un normale provvedimento di sicurezza, che però è stato non solamente contestato in nome della bontà dell’Islam, da politici e giornali “progressisti”, ma annullato con sentenze del tutto pretestuose, da alcuni giudici politicizzati. Quando questo avvenne i giornali anche italiani si affrettarono a fare grandi titoli sulla sconfitta di Trump. Il presidente non si è scoraggiato e ha seguito le vie legali, facendo ricorso alla Corte Suprema. In un primo provvedimento di ieri i giudici del più alto organo giudiziario americano hanno non solo accettato di decidere sul tema (nel sistema giudiziario americano la cosa non è scontata, anzi la maggior parte delle cause sottoposte alla Corte Suprema non vengono discusse), ma hanno anche deciso di sospendere l’efficacia delle sentenze fino al giudizio che emetteranno a settembre. E anche questo non è affatto scontato. I giornali ne hanno parlato ovviamente il meno possibile e in Italia lo ha fatto quasi solo la Stampa, peraltro con un articoletto di cui tutto si può dire, salvo che spieghi ai lettori correttamente l’importanza dell’argomento (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=66781). Anche questa è una vittoria importante, che dà ragione a Trump su un tema cruciale. Tanto per cambiare, una vittoria censurata.

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http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
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