venerdi 18 aprile 2025
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Fiamma Nirenstein ci parla della guerra antisemita contro l'Occidente

Riprendiamo da FORMICHE.net, la video-intervista di Roberto Arditti a Fiamma Nirenstein dal titolo: "A che punto siamo in Medio Oriente. Intervista a Fiamma Nirenstein". 
(Video a cura di Giorgio Pavoncello)

Intervista a tutto campo a Fiamma Nirenstein di Roberto Arditti, a partire dal suo ultimo libro: "La guerra antisemita contro l'Occidente". Le radici dell'antisemitismo e perché l'aggressione contro il popolo ebraico in Israele è un attacco a tutto campo contro la civiltà occidentale. E una sconfitta di Israele segnerebbe anche la nostra fine. 



Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
10.04.2025 Come ha fatto Putin a fregare Trump
Analisi di Micol Flammini in collaborazione con Kristina Berdynskykh

Testata: Il Foglio
Data: 10 aprile 2025
Pagina: 1
Autore: Micol Flammini
Titolo: «155 cinesi contro Kyiv»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 10/04/2025, a pag. 1/4, con il titolo "155 cinesi contro Kyiv", l'analisi di Micol Flammini in collaborazione con Kristina Berdynskykh.

Micol Flammini
Micol Flammini
Ucraina - Russia, le notizie di oggi in diretta | Zelensky: «Trump irritato  con Putin più di quanto immaginiamo». «Droni russi hanno colpito Kiev» |  Corriere.it
Anche la Cina invia truppe al fronte ucraino, seguendo l’esempio della Corea del Nord, mentre la base militare di Jasionka, in Polonia, cruciale per il supporto all’Ucraina, vede il ritiro delle forze americane, ora sostituite da alleati della NATO. Trump abbandona l’Occidente, se l’Europa non imparerà a difendersi da sola, prima o poi Putin ne approfitterà

Roma. La base militare di Jasionka, in Polonia, si trova a ottanta chilometri dal confine con l’Ucraina. Dal febbraio del 2022 si è trasformata in un punto logistico fondamentale per coordinare gli aiuti a Kyiv, raccogliere l’assistenza internazionale e far partire le armi verso il territorio ucraino. Il suo ruolo è centrale, infatti le reti di spie legate a Mosca hanno tentato di tenere sotto controllo e setacciare l’area: finora Varsavia ha arrestato sedici spie che operavano per capire che tipo di equipaggiamento i paesi occidentali stavano mandando a Kyiv.

Jasionka rimarrà nella storia della guerra uno dei punti in cui la collaborazione tra alleati e Ucraina è stata cruciale e di successo, come a Wiesbaden, in Germania, dove gli Stati Uniti e gli ucraini hanno creato un modo di cooperare talmente diretto da riuscire ad armonizzare l’intelligence americana con le operazioni ucraine. Da Jasionka però gli americani hanno deciso di spostarsi, lasciando alla gestione polacca e di altri alleati della Nato il compito di portare avanti tutti gli interventi. “Dopo tre anni – ha detto il generale americano Christopher Donahue – questa è l’opportunità di ridimensionare il nostro impatto e far risparmiare ai contribuenti americani decine di milioni di dollari”. La Polonia sottolinea che non si tratta di un ritiro, ma di uno spostamento. Il messaggio però resta: Washington porta via i suoi uomini da uno dei punti che in Europa fanno la difesa dell’Ucraina.

L’Amministrazione di Donald Trump sta portando avanti i suoi progetti di disimpegno, mettendo gli alleati nelle condizioni di riorganizzarsi senza indebolirsi. Lo sfaldamento delle alleanze è uno degli obiettivi di Mosca, e l’operazione è ancora più importante in un momento in cui, mentre gli Stati Uniti lasciano a poco a poco i loro impegni, gli avversari perfezionano il loro modo di operareinsieme: se fino a qualche anno fa Russia, Cina, Iran e Corea del nord erano monadi dal punto di vista militare, dopo anni di esercitazioni congiunte hanno capito il valore dell’interoperabilità, una caratteristica che aveva fatto la forza della Nato e dei suoi alleati. La notizia del ritiroamericano da Jasionka si sovrappone a quella dei soldati cinesi catturati in Ucraina. Il fenomeno è molto più esteso rispetto ai due combattenti trovati nella regione di Donetsk:Wang Guangjun di 34 anni e Zhang Renbo di 27, molto più loquaci rispetto ai soldati nordcoreani catturati finora, quindi Kyiv spera di ottenere una maggior collaborazione da parte loro per raccogliere notizie. Il Foglio è in possesso di una lista di oltre cento cittadini cinesi che, secondo l’intelligence ucraina, combattono al fianco della Russia contro Kyiv. Per ogni cittadino, l’intelligence è in grado di indicare il grado e la posizione che ricopre dentro all’esercito, in quale unità militare e divisione presta servizio, quando èarrivato nei centri di addestramento russi e quando ha firmato il contratto con l’esercito. Secondo il documento che il Foglio ha visionato, il primo cittadino cinese a prestare servizio è stato il ventiquattrenne Cheng Kong: ha firmato un contratto il 28 luglio 2024 ed è stato nominato fuciliere nel 102° Reggimento fucilieri motorizzati, entrando in combattimento nel Donbas il 29 agosto 2024. La maggior parte dei soldati cinesi ha firmato i contratti tra Mosca e San Pietroburgo, tra l’estate e l’autunno del 2024, entrando perlopiù in servizio a settembre. Tra loro ci sono: tiratori, operatori di droni, cecchini, genieri, lanciagranate, esploratori, mitraglieri, autisti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto in un incontro a cui il Foglio ha partecipato: “La questione cinese è seria. Ci sono 155 cittadini cinesi, che stanno combattendo contro gli ucraini sul territorio dell’Ucraina”. Ha spiegato che la Russia pubblica annunci per reclutare i soldati su TikTok e altri social cinesi: “Non è un reclutamento segreto”. Chi risponde agli annunci si reca a Mosca, dove prima deve passare il controllo medico (il vaglio dura tre o quattro giorni), poi inizia un addestramento di uno, due mesi. Finito l’addestramento il soldato cinese riceve i documenti necessari per essere un immigrato regolare in Russia e anche una carta di pagamento legata al circuito Mir, in cui vengono versati i soldi. Ieri il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino ha detto di star verificando le notizie. Le autorità cinesi non hanno ordinato ai loro cittadini di andare a combattere con la Russia, ma si suppone siano al corrente della partecipazione di soldati di Pechino in Ucraina e chiudano un occhio.

La presenza dei soldati cinesi si aggiunge a quella dei nordcoreani che dando il loro sostegno alla guerra della Russia hanno imparato tattiche di combattimento moderne, dimostrando una fulminea capacità di adattamento. Prima di mandare i suoi uomini, il dittatore nordcoreano Kim Jong Un stava già sostenendo la Russia con le armi, l’invio di truppe è stato un passo importante per apprendere come fare davvero la guerra. La Repubblica islamica dell’Iran è stata la prima a fornire a Mosca i droni Shahed, che poi ha usato negli attacchi contro Israele. Gli Stati Uniti si stanno ritirando, mentre i loro nemici combattendo al fianco della Russia acquisiscono un’esperienza sul campo senza precedenti da usare contro qualsiasi avversario. Tutto quello che era teoria in Ucraina è pratica e si può esportare.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@ilfoglio.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT