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Libero Rassegna Stampa
30.03.2025 Una limousine di Putin esplode nel centro di Mosca
Cronaca di Maurizio Stefanini

Testata: Libero
Data: 30 marzo 2025
Pagina: 11
Autore: Maurizio Stefanini
Titolo: «Una delle Limousine di Putin esplode nel centro di Mosca»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 30/03/2025, a pag. 11, con il titolo "Una delle Limousine di Putin esplode nel centro di Mosca" la cronaca di Maurizio Stefanini.

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Maurizio Stefanini

Una delle limousine della flotta di Putin, è esplosa a Mosca, non lontano dalla sede dei servizi segreti. Un'umiliazione per la sicurezza russa, proprio nel bel mezzo di una intensificazione dei combattimenti in Ucraina.

«Putin morirà presto, è un dato di fatto, e tutto finirà», aveva detto mercoledì Zelensky in conferenza stampa.
Era stato letto come un riferimento alla età del presidente russo, ma sapendo del modo in cui i Servizi ucraini sono riusciti a colpire anche in profondità in territorio nemico, poteva anche suonare come avvertimento.
Manco a farlo apposta, ieri una limousine che si ritiene faccia parte della flotta del leader del Cremlino Vladimir Putin è esplosa a Mosca. Le immagini sui social mostrano l’auto in fiamme e il fumo scuro che si alza. Il bello è che l’esplosione è avvenuta nei pressi della sede dei servizi segreti russi. Il veicolo è una Aurus Senat nera del valore di 330mila euro. Come riporta il Daily Star, non è chiaro chi stesse utilizzando la limousine al momento dell'esplosione, e finora non si hanno notizie di feriti. Ma sembra che l’incidente abbia scatenato il panico al Cremlino, dove i timori di attacchi sono già elevati.
A metà dicembre, in particolare, una bomba ha ucciso il generale Igor Kirillov, comandante delle forze di difesa Nucleare Biologica Chimica, e il suo aiutante. La bomba era nascosta in un monopattino elettrico e l’Ucraina ha rivendicato la responsabilità dell'attacco all'alto ufficiale russo.
Quello che si sa è che lo stesso Putin è sorvegliato accuratamente. Prima di ogni sua partenza la zona di destinazione viene ispezionata per mesi, i telefoni cellulari vengono monitorati e vengono installati dei jammer per disturbare le frequenze telefoniche. La notizia arriva in un contesto in cui, se pure c’è stato uno scambio di cadaveri tra 909 caduti ucraini e 43 russi, da una parte la Russia continua massicci bombardamenti, con 4 morti e 21 feriti nell’est dell'Ucraina, e annuncia nuove grandi offensive. Dall’altro il ministero della Difesa di Mosca, rilanciato da Ria Novosti, dice che «indipendentemente dalle dichiarazioni di Zelensky sulla presunta cessazione da parte del regime di Kiev della distruzione deliberata degli impianti energetici russi, le forze armate ucraine hanno solo aumentato il numero di attacchi alle infrastrutture energetiche nelle regioni di Kursk e Belgorod». E mentre si parla della riconquista russa del Kursk in un’altra parte del fronte gli ucraini hanno invaso il territorio russo, nella regione di Belgorod. Sarebbe solo un battaglione, Mosca ha detto che l’attacco era stato sventato, ma secondo vari analisti quel contingente relativamente piccolo dell’esercito di Kiev sta gradualmente conquistando terreno, anche se non è ancora chiaro se l’incursione sia da intendere come un raid di breve durata o come un’operazione a lungo termine.
In particolare, secondo il think tank statunitense Institute for the Study of War, sarebbero in corso feroci combattimenti nei villaggi di Demidovka, Prilesye e Popovka. L’Ucraina avrebbe inoltre effettuato una serie di attacchi aerei di precisione, prendendo di mira posti di comando, ponti, elicotteri e depositi. Belgorod confina con le regioni ucraine di Sumy, Kharkiv e Luhansk e viene regolarmente utilizzata dalle forze russe per lanciare attacchi contro l’Ucraina. Il presidente ucraino Zelensky ha poi dichiarato che il suo esercito stava adottando «misure strategiche» per contrastare una potenziale offensiva russa da Sumy, dove si è verificato un accumulo di truppe.
L’improvviso afflusso di soldati attraverso il confine potrebbe contribuire a proteggere l’Ucraina da un’offensiva russa a Sumy.
Belgorod, inoltre, si trova vicino a Kursk, che l'Ucraina contava di far diventare merce di scambio durante i negoziati per il cessate il fuoco. Tornati lì i russi all’offensiva grazie anche al massiccio impiego dei nord-coreani, la nuova incursione potrebbe contribuire ad alleviare la pressione sulle ultime truppe ucraine rimaste a Kursk e a proteggere il loro fianco destro da un attacco russo. Tuttavia, a differenza di quanto accaduto a Kursk, quando le forze di Kiev hanno colto di sorpresa la Russia e conquistato rapidamente centinaia di chilometri di territorio, stavolta le conquiste ucraine sono state più lente e sfalsate.

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