Parigi: per ‘Reporter senza frontiere’ Israele è il peggiore Commento di Giulio Meotti
Testata: Il Foglio Data: 13 dicembre 2024 Pagina: VIII Autore: Giulio Meotti Titolo: «Per la Ong, Israele e Usa sono meno liberi dei regimi africani»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 13/12/2024, a pag. VIII, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Per la Ong, Israele e Usa sono meno liberi dei regimi africani".
Giulio Meotti
La Ong francese Reporters sans Frontières sbatte Israele in fondo alla classifica della libertà di stampa. Perché Israele, giustamente, arresta o uccide in combattimento i "giornalisti" che sono in realtà dei terroristi di Hamas, o loro fiancheggiatori di Gaza, dove tutta l'informazione è controllata strettamente dal gruppo terrorista.
Israele aveva fatto i nomi: Anas al Sharif, Alaa Salameh, Hossam Shabat, Ashraf Sarraj, Ismail Abu Omar e Talal Arrouqi, secondo Israele tutti affiliati alle ali militari dei due gruppi terroristi. O come Ahmed Shehab e suo padre, Abd al-Rahman Shehab, uccisi insieme: lavoravano il primo per la radio Voice of Prisoners, emittente della Jihad islamica, e il secondo era un comandante di alto rango del Jihad islamico che ha trascorso decenni in prigione in Israele prima di essere rilasciato nello scambio di terroristi con Gilad Shalit.
Tre dei quattro ostaggi salvati da Israele a giugno, tra cui Noa Argamani, erano detenuti nella casa di Abdallah Aljamal, giornalista palestinese e membro di Hamas. Israele accusa anche Ismail Abu Omar, un giornalista di al Jazeera ferito in un attacco israeliano vicino a Rafah, nel sud di Gaza, di essere di Hamas. Oltre a lavorare per la stazione di proprietà del Qatar, Abu Omar avrebbe prestato servizio come vice comandante nel battaglione East Khan Younis di Hamas. La mattina del 7 ottobre, Abu Omar si è infiltrato in Israele e ha filmato dall’interno del kibbutz Nir Oz.
E ancora, per citare solo alcuni reporter uccisi durante la guerra di Gaza: Hamza Murtaja, membro dell’ala militare di Hamas; Ismail al Ghoul, membro del battaglione Nukhba di Hamas; Hamza al Dahdouh, membro del battaglione Zeitoun del Jihad Islamico. Poi ci sono i giornalisti rimasti uccisi mentre lavoravano per testate di Hamas e del Jihad islamico, come al Aqsa tv e al Sahel. Ma Reporter senza frontiere non ha riportato questi fatti, lasciando intendere che Israele ha una licenza di uccidere giornalisti.
Come ha detto alla Bbc l’ex ambasciatore d’Israele nel Regno Unito Mark Regev, “siamo l’unico paese in tutto medio oriente con una stampa libera. Siamo l’unico paese in tutta la regione in cui la stampa può liberamente criticare il governo e i suoi leader e scrivere su di loro le peggio cose. Dire che Israele prende di mira deliberatamente la stampa è semplicemente ridicolo: siamo l’unico paese in questa parte del mondo che osanna la libertà di stampa”.
Ma sfogliamo la classifica della libertà giornalistica del 2024 stilata da Reporter senza frontiere per capire se è vero. Si scopre che Israele è meno libero di Serbia, Senegal, Zambia, Haiti e che è ben venti posizioni indietro al Qatar, dove un giornalista finisce in galera se critica la famiglia dell’emiro al Thani.
Scopriamo anche che l’Italia è al 46esimo posto nel mondo, quasi dieci posizioni dietro la ben più libera Mauritania, un paese dove ancora esiste la schiavitù. E poi che gli Stati Uniti, quelli del “quarto potere”, del free speech, del Primo emendamento e della stampa più libera e aggressiva del mondo, stanno messi anche peggio e peggio persino del Ghana e della Costa d’Avorio, mentre l’Ucraina è meno libera del Gambia.
A leggere le classifiche delle ong occidentali ci sarebbe da ridere, se non fosse molto tragico.
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