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Riprendiamo dal BOLLETTINO della Comunità ebrica di Milano, ottobre 2019, a pag.10, con il titolo "Dal Libano, Hezbollah può scatenare una guerra se Teheran glielo ordina. E l'Unifil, che ci sta a fare?", il commento di Angelo Pezzana.
![]() Unifil, quanti ignorano persino il significato di questa sigla? Difensori della pace, ha chiamato quei soldati il presidente Mattarella, in parte a buon titolo, senza però specificare da quale nemico la difendano. Essendo situati fra Libano e Israele, si può ritenere che i nemici della pace sono proprio i due paesi, che vengono abitualmente citati “quando cresce la tensione” una definizione politicamente corretta che sostituisce “ quando Hezbollah lancia missili contro Israele, o scava tunnel per penetrare in territorio israeliano”. I due paesi citati in modo equivalente, capovolgono la realtà. Se il Libano fosse un normale paese confinante, la presenza dell'Unifil sarebbe inutile, non avendo Israele mai creato problemi con i propri vicini. Che nascono invece sempre su iniziativa dei suoi nemici, in questo caso Hezbollah, che di fatto ha sostituito l'esercito regolare, per cui il Libano è ormai subordinato all'Iran, che controlla e dirige gli attacchi per distruggere Israele.
![]() L'Iran dietro i terroristi di Hezbollah in Libano Dal Libano, Hezbollah può scatenare una guerra se Teheran glielo ordina. E la presenza dell'Unifil, che ci sta a fare? Ai nostri media non interessa, una volta pronunciata la parola 'pace' il resto non conta. Su internet gira un video, della durata di un paio di minuti, che fa riflettere, https://www.youtube.com/watch?v=uTSGIe5QM20 in cui alcuni soldati dell'Unifil, rinchiusi nelle loro due auto blindate con la scritta cubitale UN, vengono attaccati da un gruppo di militanti di Hezbollah. A colpi di pietre e bastoni cercano di infrangere i vetri, l’obiettivo è trascinarli fuori dalle auto. Ci riescono quando una delle due auto viene incendiata. Un atto di guerra vera e propria, che però non diventa una notizia. Perché? La risposta non è difficile da indovinare. In questo attacco di inaudita violenza manca un protagonista: Israele. Se si racconta la verità crolla tutta l’impalcatura, in fondo la tesi dell’equivalenza tra Israele e i suoi nemici ha sempre impedito di informare sul perché Israele è costretto a difendersi per sopravvivere. Raffigurato come uno Stato forte e quindi potente, mentre i suoi nemici mandati a farsi ammazzare riscuotono la commozione generale, Israele lotta con un braccio legato dietro la schiena. Si ha un bel protestare contro la disinformazione, ma il male affascina più del bene.
![]() Angelo Pezzana Per inviare al Bollettino la propria opinione, telefonare: 02/483110225, oppure cliccare sulla e-mail sottostante
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