Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 04/10/2018, a pag.31, con il titolo "Medaglia d’oro al valor militare alla Brigata Ebraica: 'Un eccezionale contributo alla Liberazione dell’Italia' ", il commento di Fabiana Magrì.
Fabiana Magrì
Asher Dishon e Gideon Gilboa, 95 anni ciascuno, hanno posato fieri in alta uniforme nel cortile di «Bet Hagdudim» (il Museo dei Battaglioni) nei pressi di Netanya, per una foto che passerà alla storia. «Oggi celebriamo l’eccezionale contributo della Brigata Ebraica alla liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista» ha affermato ieri l’ambasciatore italiano in Israele Gianluigi Benedetti durante la cerimonia per la consegna della medaglia d’oro al valore militare, il più alto riconoscimento militare della Repubblica italiana, al battaglione che dall’ottobre del 1944 tenne testa all’esercito tedesco nel Nord Italia. Accanto a Dishon e Gilboa, ma in abiti civili, anche l’italiano Gualtiero Cividalli (92 anni) con gli altri - pochi - veterani sopravvissuti e con il comandante delle forze di terra dell’esercito israeliano, il generale Kobi Barak. La medaglia è stata appuntata sull’insegna della 7a Brigata corazzata di «Tzahal», erede di quella Ebraica.
«Nonno, padre, zii e cugini: sono il settimo della famiglia in questa brigata», sorride Yedaaya Epstein, 21 anni. «Sono fiero di essere in questo battaglione», aggiunge Daniel Sztulman, 25 anni: «Sono cresciuto in Israele ma la mia cultura è italiana. I miei nonni vivono in Italia e sono molto legati a Israele e Gerusalemme». Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, ribadisce che questa medaglia «mette al riparo da strumentalità e mortificanti distorsioni che ogni 25 aprile, festa della Liberazione, puntualmente si ripropongono per iniziativa di gruppi accecati dall’odio».
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