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Non Isis ma Islam Cari amici, Riflettiamo: che cosa vuol dire che gli attentatori di Parigi erano “dell'Isis”? Essere “dell' Isis” significa avere in tasca una tessera come quella del Pd e magari aspirare a fare il consigliere di circoscrizione o l'amministratore di qualcosa, aspirando magari a diventare onorevole nel parlamento di Raqqa o maresciallo nel suo esercito? Non è un'ipotesi realistica, sarete d'accordo. Non sei “dell'Isis”. Sei antisemita, antioccidentale, violento, disposto a imbarcarti con chiunque condivida i tuoi impulsi omicidi. Ecco, il punto che voglio sottolineare è questo: i terroristi islamici che agiscono in Europa non “appartengono” all'Isis, lo usano come etichetta. L'Isis è probabilmente qualcosa di abbastanza simile a una marca di franchisng, come Benetton (senza alcuna insinuazione, è solo un paragone tecnico sulla distribuzione) che non possiede affatto la grande maggioranza dei negozi che portano il suo nome, ma li rifornisce, dà loro consulenza sul marketing e l'arredamento, obbliga i loro proprietari per contratto a rispettare certi criteri e a vendere solo la loro merce.
Ma sono musulmani che credono di applicare il Corano, imitano le azioni di Maometto e dei suoi compagni, continuano una tradizione millenaria di guerre di conquista degli infedeli. E' al di là delle parole ipocrite che escono da intellettuali, politici (per esempio del PD) e organizzatori profondamente ambigui, sono riconosciuti dalle loro comunità come nobili combattenti ed eroi, al pari dei tagliagola che cercano di ammazzare gli ebrei in Israele. Su quest'ambiguità trovate qui un'analisi (http://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/Pubblicazioni/Documents/Contributi/dossierislamita.pdf) Se quest'analisi che vi ho esposto è almeno in parte giusta, bisogna ammettere che il problema terrorista non si risolve affatto “eliminando l'Isis” e men che meno “facendo la pace in Medio Oriente”. La sola strada non per eliminarlo, che è impossibile, ma per controllarlo è tenere sotto strettissimo controllo le popolazioni islamiche. Perché è un dato di fatto che non tutti i musulmani sono terroristi (anzi le brave persone non mancano e va reso onore a chi resiste alla spinta culturale alla violenza), ma tutti i terroristi (o se volete la grande maggioranza, qualche eccezione non manca, ci sono anche i nazisti alla Breivik ecc.) sono musulmani. Dunque il problema è cogliere i nuclei di organizzazione mentra ancora si formano, prima che siano operativi e svuotare le vasche in cui per dirla con Mao Zedong, il terrorista (lui diceva guerrigliero) deve "muoversi come un pesce nell'acqua". Ugo Volli |
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