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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
22.12.2012 Isaiah Berlin e il XX secolo
Nel libro ' In Libertà ' appena uscito

Testata: Il Giornale
Data: 22 dicembre 2012
Pagina: 32
Autore: Giampiero Berti
Titolo: «La libertà è allergica a chi ha la verità in tasca»

Sul GIORNALE di oggi, 22/12/2012, a pag.32, con il titolo "La libertà è allergica a chi ha la verità in tasca", Giampiero Berti recensisce il libro " In Libertà ", appena uscito presso l'editore Armando. In una lunga intervista, una sorta di autobiografia. Tutte le opere di Isaiah Berlin (1909-1997) sono segnalate nella rubrica LIBRI RACCOMANDATI di IC.

Isaiah Berlin, straordinario in­tellettuale cosmopolita, è sta­to tra i più grandi storici delle idee del Novecento. Nel nostro Paese non era stato ancora pub­blicato questo volume, che ora vede la luce presso l’editore Ar­mando: Isaiah Berlin, In libertà (pagg. 271, euro 22). Trattasi di una sorta di autobiografia costru­ita attraverso una lunga intervi­sta concessa nel 1988 al filosofo iraniano Ramin Jahanbegloo, do­ve vengono ripercorsi i momenti fondamentali della sua vita pub­blica e privata e, soprattutto, in­tellettuale.
Il liberalismo di Berlin ci mo­stra come la storia delle idee non possa essere compresa nei suoi sviluppi se non viene calata entro la più generale storia politica, so­ciale ed economica, e come que­sti­diversi aspetti della realtà assu­mano il loro vero significato solo alla luce di una spiegazione teori­ca in grado di trascenderli. Lo sto­ricismo di Berlin, tuttavia, non è deterministico, perché per lui re­sta sempre­vigente il nesso inscin­dibile fra libertà e responsabilità, dato che tutto dipende dalla vo­lontà e dal libero arbitrio dell’uo­mo. Nell’intervista emerge so­prattutto la distinzione fra i due ti­pi di libertà concepiti a partire dalla fine del Settecento: la liber­tà negativa, quale assenza di limi­tazioni o interferenze, e la libertà positiva, quale capacità di auto­determinazione. Possiamo osser­vare che la libertà negativa è pro­pedeutica al liberalismo perché non è attraverso il potere che si dà seguito alla libertà, ma solo li­mitandolo. La libertà positiva, in­vece, esplicita il potere stesso: la libertà è la libertà di potere. La pri­ma è la libertà dallo Stato, la se­conda la libertà nello Stato.
La chiave di lettura proposta da Berlin ci fa capire la reale diffe­re­nza fra la democrazia e il libera­lismo. Se la democrazia è centra­ta sulla domanda: «chi ha diritto di comandare»?, il liberalismo pone un altro quesito: «come li­mitare il potere di chi coman­da »? Nel caso della democrazia il problema è quello del soggetto, nel caso del liberalismo il proble­ma è quello del modo. È evidente che la centralità del soggetto ­non importa quale soggetto- im­plica la sua divinizzazione per­ché vi è un’immediata identifica­zione tra
il soggetto stesso e la ve­rità: ad esempio, la Classe, la Raz­za, il Popolo, il Proletariato sono diverse espressioni di entità divi­nizzate. Di qui la giustificazione ideologica del totalitarismo. Con la centralità del modo invece sia­mo in presenza di ogni antitesi dell’idea totalitaria, dato che il modo non è portatore di verità ma solo di neutra procedura. Nei divergenti paradigmi della liber­tà negativa e della libertà positiva è possibile rintracciare gli incu­naboli del vero spartiacque politi­co del ventesimo secolo: la vera divisione non è passata tra il fasci­smo e l’antifascismo o tra il nazi­smo e il comunismo, ma tra la li­bertà e la non libertà, cioè tra il li­beralismo e i vari totalitarismi. Il resto è secondario.

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