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Ugo Volli
Cartoline
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Quelle matite che indignano l' Algeria. E l'Ansa 13/05/2012

Quelle matite che indignano l' Algeria. E l'Ansa
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

 

Cari amici,
come reagireste voi se vi trovaste sulla scrivania o nella cassetta delle lettere una matita in omaggio con sopra uno slogan di quelli copiati da New York: “Io-cuoricino-Portogallo” (I love Portugal) o “Io-cuoricino-Lituania” (I love Lithuania) ? Vi indignereste voi? Protestereste? Chiedereste spiegazioni alla ditta che li ha prodotti? Minaccereste ritorsioni? Sento già che mi rispondete: “ma scusa, perché? Che male c'è?”
Buona domanda. E se la dichiarazione d'amore riguardasse qualche paese con cui l'Italia ha delle divergenze ideologiche o dei rimproveri da fare, tipo la Libia o la Cina o perfino la Siria, ne fareste scandalo?
Be', credo proprio di no. In occasione delle fiere del turismo si vedono spesso manifesti di questi paesi, con bellezze turistiche e inviti alla visita; e non mi sono mai accorto che qualcuno protestasse (con una sola eccezione che vi dirò dopo).
Torniamo alle matite. Leggete per favore questa notizia Ansa di un paio di giorni fa, che mi è arrivata da un lettore amico:
“(ANSA) - TUNISI, 8 MAG - Cosa può accadere se in uno Stato islamico e dichiaratamente schierato con i palestinesi arrivano nei negozi delle matite che recano, sul dorso, la scritta «I love Israel»? Il minimo è che scoppino delle polemiche ed è questo quel che sta accadendo in Algeria, perché a Mascara sono arrivate confezioni di matite colorate, destinate agli scolari, con la inequivocabile dichiarazione d'amore per Israele. Le confezioni sono imballate con un quaderno da disegno, un'altra matita e un temperamatite, questi però senza scritta. «La vendita di questo prodotto ai nostri bambini - ha detto un genitore di uno scolaro - è semplicemente una incitazione ad amare lo Stato sionista israeliano». La cosa strana è che le matite non sono state costruite in Israele, come pure potrebbe essere scontato. Portano invece l'immancabile marchio 'Made in China' e non quello del distributore. L'interrogativo che oggi si ponevano i genitori di alcuni bambini che frequentano le elementari a Mascara è solo uno: com'è possibile che siano arrivate sino a qui senza che nessuno lo impedisse? (ANSA).
Eccola, l'eccezione, Israele (che è anche l'eccezione ai manifesti turistici, gli unici contestati sono i suoi). Vi è un odio tale nei confronti di Israele che le matite con il suo nome sono considerate un affronto intollerabile. Capisco e prendo nota che questo accada in uno “stato islamico” come l'Algeria (ma come, non era laico? E non è sbagliato che esistano degli stati confessionali ? E se si può dire tranquillamente che l'Algeria è uno “stato islamico” che c'è di male se Israele vuole essere lo stato del popolo ebraico?)
Capisco dunque che questo accada in uno stato governato da una dittatura militare dello stile socialismo da terzo mondo, che ha come alternativa solo gli islamisti; capisco che il mondo arabo da sessant'anni a questa parte abbia aizzato l'odio contro Israele come valvola di sfogo per le proprie tensioni sociali; capisco che l'Algeria abbia espulso dopo l'indipendenza centinaia di migliaia di ebrei che avevano radici millenarie nel paese, attuando una pulizia etnica di stile hitleriano, per cui nessuno chiede riparazione. Capisco che, per dirla con l'articoletto, “l'interrogativo che oggi si ponevano i genitori di alcuni bambini che frequentano le elementari a Mascara è solo uno: com'è possibile che siano arrivate sino a qui senza che nessuno lo impedisse?”. E' una domanda perversa che mi fa temere moltissimo l'infiltrazione dell'islamismo in Europa. Ma proprio per questo, capisco.
Quel che non capisco è l'Ansa. Avete notato il tono di sostanziale solidarietà dell'ignoto redattore coi poveri genitori la cui integrità è stata violata dalla presenza di un simbolo israeliano sulle matite dei figli, l'assenza di ogni valutazione sul livello di grettezza e di odio che questo episodio dimostra.
Mi stupisce che non vi sia una riflessione sul fanatismo e sull'ostacolo alla pace che questo rappresenta.
Mi stupisce che non si dica che in Israele le bandiere alegrine, turche, e anche palestinesi sono in libera vendita (fate un giretto nel suk arabo della città vecchia di Gerusalemme e ne troverete a volontà, insieme con le kefià e altri simboli del genere).
Lasciatemelo dire, c'è un riflesso antisemita non solo nell'unilateralità della reazione algerina (o delle contestazioni degli estremisti italiani a stand di fiera e manifesti turistici israeliani), ma anche nell'accettazione pacifica di questa discriminazione razzista.
L'articoletto sulle matite dice molto non solo sull'Algeria, ma anche sull'Ansa.
E già che ci siamo, a proposito, perché non dirvelo: I-cuoricino-Israel (I love Israel). Siete indignati?

 Ugo Volli


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