Iraq: in aumento gli attentati terroristici islamici Al Qaeda tenta di dimostrare che non è stata sconfitta, ma la popolazione non l'appoggia più
Testata: Il Foglio Data: 11 maggio 2010 Pagina: 3 Autore: La redazione del Foglio Titolo: «La vendetta dello Stato islamico dell’Iraq»
Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 11/05/2010, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " La vendetta dello Stato islamico dell’Iraq ".
Iraq
Quest’anno in Iraq non c’era ancora stata una giornata così violenta come quella di ieri. Venti attacchi ben coordinati, cento morti. E’ sufficiente il racconto del massacro di Hilla per capire che si tratta della vendetta degli uomini dello Stato islamico dell’Iraq – lo pseudo partito armato che si vanta di rappresentare gli interessi, e i metodi ultraviolenti, di al Qaida nel paese mediorientale. Parla per loro la tecnica usata anche ieri, elaborata e poi affinata in sette anni di stragi contro i civili. Due attentatori suicidi con autobomba hanno atteso nel parcheggio di una fabbrica di tessili che i lavoratori sciamassero fuori dai cancelli all’ora di pranzo per farsi saltare in aria. Si trattava di un bersaglio non militare, la cui unica attrattiva era di essere indifeso e affollato. Poi, dopo un’ora, un terzo attentatore con un giubbetto esplosivo s’è infiltrato come al solito nel caos tra i soccorritori, i feriti e la gente, quando la situazione era ancora più vulnerabile, e s’è fatto anche lui saltare. Hilla è una città sciita, e come tale rientra nella lista dei bersagli dello Stato islamico (fu devastata anche nel 2005 da un singolo attentato davanti a una clinica, uno dei peggiori, 125 morti). Anche gli altri bersagli in lista (e chi non c’è, su quella lista?) hanno subito attacchi: i sunniti di Fallujah, una moschea sciita, la polizia assaltata a nove posti di blocco con fucili d’assalto silenziati – un salto di qualità nell’arsenale di al Qaida – ancora i sunniti a Mosul. Lo Stato islamico ora colpisce dovunque, per dimostrare di essere coriaceo e di esistere ancora. E punisce tutti gli iracheni perché nessuno offre più collaborazione, attiva o tacita, come negli anni passati.
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