A chi vuole parlare dell'antisemitismo che incombe sugli ebrei di oggi, si chiudono le porte

Oggi è la Giornata della Memoria. Fioccano le manifestazioni di ogni tipo e di ogni rilievo, grande e piccolo. Per quanto mi riguarda, oggi me ne sto a casa. Non ho ricevuto alcun invito a partecipare ad alcuna di queste manifestazioni, non soltanto come soggetto attivo, ma neppure per assistervi. Eppure, tutto sommato, avrei qualche titolo al riguardo. Per tutto l'impegno, con libri e tanti articoli, che ho dato su questo tema. Se non altro perché buona parte della mia famiglia è stata massacrata nella Shoah. A parte una gentile telefonata in cui mi è stato chiesta una testimonianza sull'ebraismo di Salonicco, niente. Ah sì. Mi avevano invitato a tenere una conferenza, ma la condizione dell'ente invitante era che modificassi il titolo proposto da "L'antisemitismo oggi" a "I nuovi razzismi"... Ed è chiaro che una simile condizione è irricevibile. Forse questo permette di capire. A chi, nella Giornata della Memoria, vuole parlare dell'antisemitismo che incombe sugli ebrei di oggi, si chiudono le porte. Me ne starò a casa a riflettere riguardando le foto dei miei parenti deportati e uccisi. Per esempio, quella di mio zio Isaac. Deportato e trucidato a Auschwitz, come risulta dall'archivio di Yad Vashem. Chiedendomi soprattutto perché tanti sacrifici come quello non siano bastati. |