Sull'OPINIONE di oggi 16/06/2007, a pag.4, l'analisi di Dimitri Buffa sulla sitiazione palestinese.
I Palestinesi hanno battuto un altro incredibile record negativo: farsi da
soli il proprio auto-apartheid.
Per anni il politically correct europeo e italiano ha potuto dare la colpa
a Israele crocifiggendo la sua classe politica per avere innalzato ³the
fence², la barriera anti terrorismo, appioppandogli subito l¹epiteto de ³il
muro della vergogna². Lasciando intendere un¹analogia in realtà inesistente
con il non rimpianto Muro di Berlino, simbolo della cortina di ferro
sovietica. E ora che Gaza è tutta in mano ai fondamentalisti di Hamas che
ieri hanno proposto ad Abu Mazen la pace, nella guerra civile palestinese,
in cambio di una rigida spartizione tra Gaza e Cisgiordania, nessuno dice
una parola?
Il governo nominato da Abu Mazen dopo la destituzione di quello precedente
non fermerà di certo la mattanza.
Che incidentalmente,e nessuno lo dice (se si assommano anche i morti
precedenti alla guerra civile vera e propria, cioè quelli degli anni
dell¹Intrafada o Intifada interna, ndr) stanno ormai superando quelli degli
scontri tra esercito e polizia israeliana contro i terroristi. Vittime
innocenti incluse.
Quest¹anno quasi un migliaio di palestinesi sono morti per mano di altri
palestinesi. E siamo solo a giugno. Oramai quindi è chiaro che prima di fare
la pace con Israele, i palestinesi devono fare la pace tra di loro.
E questa cosa sembra anche più difficile, visto che Iran e Siria soffiano
sul fuoco e alimentano Hamas.
Poi si è riaperto il fronte libanese con i palestinesi degli eterni campi
profughi, che si dividono in palestinesi pro e contro gli hezbollah. E
vedrete che succederà anche lì, tempo sei mesi. Ormai gli stessi
palestinesi per non ammazzarsi più decidono di separare lo stato che ancora
non hanno in due stati. E stavolta nessuno può dare la colpa a Israele
perché i territori destinati ai ³poveri palestinesi² mancano di contiguità.
Il problema è che manca la contiguità necessaria tra le idee e le ideologie,
accomunate entrambe solo dall¹odio contro gli ebrei. Ma una sotto spoglie
laiche e l¹altra sotto mentite spoglie islamiche, senza più possibilità di
mettersi d¹accordo. Tanto che ormai non si incontra più un arabo liberale
che prenda sul serio le rivendicazioni territoriali dei palestinesi:
li considerano un popolo impazzito che ha perso ogni occasione, governato da
governanti ancora più pazzi che pensano solo al potere, ai soldi e
all¹esercito personale.
Il compromesso quasi raggiunto è questo: Al Fatah monopolizzerà il
terrorismo e la guerriglia solo in Cisgiordania e Hamas avrà l¹esclusiva su
Gaza. La prima pietra di un muro invisibile, cui presto ne potrebbe seguire
uno visibilissimo,
i palestinesi l¹hanno quindi messa ieri da soli. Benché per anni qualcuno
abbia osato paragonare Israele al Sudafrica e il sionismo al razzismo,
adesso viene fuori la verità vera:
i palestinesi non sono mai stati un popolo.
Tantomeno un popolo unito, visto che quasi tutti erano ex cittadini
giordani e qualcun altro era invece egiziano, libanese o siriano. E oggi lo
dimostrano dividendosi definitivamente in due. E ce li voglio proprio vedere
i buonisti, i pacifisti e i cooperatori di ong senza sé e senza ma, marciare
un domani bruciando bandiere israeliane e invocando ³due popoli e tre
stati².
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