Omissioni e disinformazione sulle operazioni israeliane a Gaza
Testata: La Repubblica Data: 05 giugno 2007 Pagina: 22 Autore: la redazione Titolo: «I tank israeliani tornano a Gaza»
Un articolo sulle operazioni militari israeliane a Gaza. Che non spiega che quella israeliana è una reazione all'aggressione continua condotta mediante il lancio dei razzi kassam. Il titolo utilizzando il verbo "tornare" collega le operazioni attuali al precendete ritiro. Ma Israele non ha affatto rioccupato Gaza. Ecco il testo, dalla REPUBBLICA del 6 giugno 2007:
GERUSALEMME - Le truppe israeliane sono entrate ieri nella Striscia di Gaza con bulldozer e carri armati, penetrando in territorio palestinese per oltre due chilometri. È la prima operazione condotta via terra da Tsahal da quando, il mese scorso, sono riprese le ostilità. I 15 blindati e le ruspe sono avanzati su un territorio pianeggiante nel Sud della Striscia, tra Rafah e Khan Yunis, senza incontrare resistenza. I soldati di Israele hanno perquisito edifici e arrestato alcune persone, mentre le ruspe rivoltavano il terreno alla ricerca di nascondigli di armi e tunnel. «Si tratta di un´operazione di routine che ha il fine di raccogliere informazioni e sventare futuri attacchi terroristici», ha affermato un portavoce militare. Solo nel tardo pomeriggio c´è stata una reazione palestinese, con sei bombe di mortaio lanciate sul valico di Erez e sul territorio israeliano confinante, dove però non ci sono stati vittime né danni. Non è una buona atmosfera quella che prelude all´incontro, domani a Gerico, tra il premier israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen, nel quale si dovrà discutere di sicurezza e di allentamento dei posti di blocco di Israele in Cisgiordania. La richiesta di cambiare regole e procedure ai posti di blocco è arrivata ieri anche con una critica pesante da parte di Amnesty Internazional. In un rapporto pubblicato in occasione dei 40 anni dell´occupazione israeliana in Palestina, Amnesty ha chiesto di «porre fine alle confische di terreni, ai blocchi e alle altre violazioni del diritto internazionale umanitario che avvengono sotto l´occupazione». Secca la risposta del vicepremier Simon Peres: «I palestinesi sono responsabili della loro sorte - ha detto alla radio pubblica israeliana - gli enormi problemi causati dalla barriera di sicurezza sono la conseguenza della seconda Intifada e degli autobus fatti saltare in aria dai kamikaze palestinesi che vengono dalla Cisgiordania».