Il "moderato" Khatami fa propaganda all'Università Cattolica contro gli Usa e contro Israele
Testata: L'Opinione Data: 11 maggio 2007 Pagina: 0 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «La lectio magistralis di Khatami alla Cattolica»
Da L'OPINIONE dell'11 maggio 2007:
“Bush e Cheney sono finiti!”. Invitato in Italia dalla Pontificia università gregoriana a tenere una sorta di “lectio magistralis” nei locali della Cattolica a Milano, l’ayatollah Mohammead Khatami, Presidente dell’Iran tra il 1997 e il 2005, non ha deluso le attese di chi si attendeva le solite sparate anti americane e anti israeliane. E così ha pontificato. Eppure continua a essere unanimemente considerato un “moderato” dai suoi sponsor in Occidente. Tra cui i gesuiti che lo hanno chiamato a fare da relatore al convegno intitolato “Necessità e difficoltà del dialogo tra le civiltà nel sistema globale”. Khatami ha invece approfittato dell’occasione per denunciare senza mezzi termini la politica di “guerra preventiva” dell'amministrazione Bush, paragonandola all'estremismo violento dei terroristi come Bin laden. Il tutto tra gli applausi degli astanti, quasi tutti uomini di fede e monsignori, oltre a studenti e professori visibilmente simpatizzanti per Khatami e antipatizzanti per Bush. Tutta gente che evidentemente non si sentiva per niente a disagio a fare da clac all’ex Presidente di un paese che negli ultimi tre anni ha lapidato 375 donne per il reato di adulterio. A conclusione della conferenza, mentre tutte le telecamere televisive e i giornalisti si raccoglievano intorno a Khatami , la presidente del Movimento Solidarietà, Liliana Gorini si è avvicinata all’ayatollah per dargli una copia dell'ultimo pamphlet sulle mozioni per l'impeachment di Cheney negli Stati Uniti promosse dal deputato La Rouche.
La Gorini gli ha anche chiesto “come vede l'iniziativa di La Rouche, Kucinich e McGovern per l'impeachment di Cheney prima che scateni un'altra guerra in Iran”. “Ah! Cheney!” - ha risposto Khatami in inglese - “Bush e Cheney sono finiti! E l'iniziativa per l'impeachment mi sembra molto importante, la ringrazio”. Insomma alla Cattolica di Milano l’8 maggio l’ayatollah Khatami ha goduto della stessa popolarità di cui può godere una rock star nella curva di uno stadio organizzato per un mega concerto. Alla fine, rispondendo alla domanda di tal Matteo, uno studente di Parsi, Khatami ha aggiunto: “I neoconservatori americani hanno promosso l'invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq. La loro politica ha avuto un alto costo in termini di vite umane sia per l'Oriente che per l'Occidente. In Iraq sono morti 3.600 americani. La politica degli estremisti perde sostegno nell'opinione pubblica americana, come dimostra il crollo della popolarità di Bush rispetto al 2002, il fatto che i repubblicani abbiano perso la maggioranza al Congresso, le numerose manifestazioni contro la guerra negli Stati Uniti mi rendono ottimista, e spero che trionferà il dialogo tra le civiltà, e se trionferà, sarà grazie a voi giovani”. Nessuno, per la cronaca, gli ha fatto una domanda che fosse una sul diritto di Israele a esistere, limitandosi a prendere per buone le tirate di Khatami a favore dei “poveri palestinesi”, o sui diritti umani ripetutamente violati in Iran.
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