Il 25 aprile qualcuno sfilerà contro la Brigata ebraica ? e a favore dei nazi-islamisti di Hezbollah e Hamas
Testata: L'Opinione Data: 24 aprile 2007 Pagina: 0 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «Rischio antisemitismo per la sfilata del 25 aprile»
Da L'OPINIONE del 24 aprile 2007:
“Si devono mettere in testa, qualcuno glielo deve dire o meglio insegnarglielo a scuola nell'ora di storia, che quelli che sfilano il 25 aprile con le bandiere di hezbollah e con la faccia di Arafat é come se marciassero dietro i vessilli del Terzo Reich, mentre noi a Porta San Paolo con l'associazione nazionale dei partigiani andremo con orgoglio a mostrare la bandiera della Brigata ebraica e quella dello stato d'Israele". Adriano Mordenti, uno dei tanti grandi e saggi vecchi della comunità ebraica romana, paventa che quest'anno si ripetano a Roma i tafferugli anti semiti che infangarono lo scorso anno la città di Milano con autonomi e centri sociali a insultare le bandiere della Brigata ebraica che quest'anno invece sarà a sfilare nella capitale. Ma non per questo gli ebrei di Roma faranno un singolo passo indietro, anzi nel pomeriggio ci sarà anche una manifestazione di solidarietà a piazza Venezia con i tre soldati israeliani rapiti in territorio israeliano al confine con Gaza (Gilat Shalit) e con il Libano (Ehud Goldwasser e Eldad Regev). L'esperienza quindi fa temere che possano ripetersi a Roma le manifestazioni di intolleranza che macchiarono Milano il 25 aprile 2006. In particolare vennero bruciate, senza tante distinzioni né complimenti, sia la bandiera dello stato ebraico, sia quella della Brigata che con i suoi 5mila uomini liberò gran parte dell'Emilia Romagna.
Per la cronaca il corpo venne costituito nel 1944, dopo una lunga trattativa fra le autorità ebraiche in Palestina ed il governo britannico, che amministrava quei territori sulla base del mandato ricevuto dalla Società delle Nazioni al termine della prima guerra mondiale. Della Brigata ebraica facevano parte ebrei provenienti non solo dai territori che sarebbero divenuti l'attuale Israele, ma anche da altre terre allora soggette al controllo britannico (Canada, Sudafrica ed Australia), cui si sarebbero uniti poi altri militari ebrei, di origine polacca e russa. A comandare la brigata fu nominato il brigadiere generale canadese Ernest Frank Benjamin. Dopo un primo addestramento in Egitto, la Brigata venne inviata nel novembre 1944 sul fronte italiano, dove i soldati ricevettero un ulteriore addestramento. L'unità fu quindi integrata nell'VIII Armata britannica e dislocata nei pressi di Alfonsine, combattendo a fianco di unità italiane e polacche, distinguendosi in numerose operazioni militari in Emilia Romagna. Alla fine della guerra l'unità fu trasferita, nell'ambito delle forze di occupazione alleate, in Belgio ed Olanda, infine smobilitata nel luglio del 1946 per ordine del governo britannico, anche per le crescenti tensioni che si registravano in Medio Oriente. Moltissimi dei circa 5mila soldati che ne fecero parte, una volta tornati in Israele, portarono con sé l'esperienza militare acquisita, contribuendo in maniera significativa alla nascita dell'esercito israeliano ed alle sue vittorie nelle prime guerre che presto si trovò a sostenere.
A sentire i testimoni della sfilata milanese dell'anno scorso in realtà la Brigata Ebraica era stata applaudita da tantissime persone. Il momento di tensione però é scoppiato quando il gruppo dell'Associazione Amici diIsraele (e quello della comunità ebraica locale) è passato vicino a un gruppo di autonomi. A quel punto sono iniziati i fischi contro lo striscione con la stella di David . Mentre sul lato destro di piazza Oberdan gli autonomi fischiavano e urlavano "Palestina libera Palestina rossa" e "Israele terrorista" , il lato sinistro, composto da gente comune, ha iniziato ad applaudire forte, come per protestare contro i provocatori. All'epoca c'era ancora l'oggi ex ambasciatore d'Israele in Italia Ehud Gol che a caldo pronunziò queste parole: "Da ebreo e israeliano, ieri, mi sono colmato di vergogna e di rabbia alla vista del barbaro comportamento dei 'fascisti' della sinistra estremista che hanno profanato la sacralità della festa della liberazione del 25 aprile, assieme alla memoria dei caduti della Brigata Ebraica in Italia, dando alle fiamme le bandiere dello Stato d'Israele nel corso del corteo di Milano". Nell'occasione persino Fausto Bertinotti fu costretto a prendere le distanze dai suoi aficionados dei centri sociali affermando che "é una incompatibilità esistenziale quella tra il 25 aprile, la nostra presenza e bruciare le bandiere. "
Parlò anche l'allora presidente dell'Unione delle comunità ebraiche Cesare Morpurgo sostenendo che "gesti come quelli di Milano nascondono rigurgiti antiebraici" e che "é fondamentale che la nuova legislatura si apra con il sostegno al diritto all'esistenza e alla sicurezza di Israele minacciato dall'Iran e l'isolamento delle forze che contestano questo diritto ricorrendo all'antisionismo". Quest'anno, é il vero pericolo, a Roma potrebbero replicarsi quegli stessi episodi vergognosi di anti semitismo di sinistra tenutisi a Milano lo scorso 25 aprile. Come al solito travestiti e contrabbandati come "legittime critiche allo stato di Isarele". E anche per il nuovo ambasciatore d'Israele a Roma Gideon Meir potrebbe esserci un ben poco ambito battesimo di fuoco nella prevedibile polemica politica che inevitabilmente seguirà.
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