venerdi 04 aprile 2025
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Free Palestine è uno slogan sionista 21/03/2025


Clicca qui






L'Opinione Rassegna Stampa
19.04.2007 Con D'Alema agli Esteri, rapporti difficili anche con il Marocco
per il sostegno al Fronte del Polisario

Testata: L'Opinione
Data: 19 aprile 2007
Pagina: 2
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «D’Alema litiga anche con il Marocco»
Da L'OPINIONE del 19 aprile 2007:

“Per risolvere la crisi del Sahara occidentale, l'ex colonia spagnola annessa dal Marocco nel '75, serve un dialogo diretto senza precondizioni fra le parti, il Fronte Polisario e il governo di Rabat, e l'Italia è pronta ad offrire i suoi buoni uffici perché questo dialogo possa essere avviato”. Con queste dichiarazioni fatte durante il suo viaggio in Algeria, dove questo tema è stato uno dei principali affrontati nei colloqui con il collega Mohamed Bedjauoi e il primo ministro Abdelaziz Belkhadem, il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha aperto il nuovo fronte di conflitto diplomatico con una paese amico, stavolta considerato tra quelli arabi moderati, cioè il Marocco. Infatti D’Alema riconosce con queste parole esplicitamente ai terroristi filo castristi del Fronte Polisario la dignità di interlocutori del governo marocchino.

Che invece li considera mercenari al servizio della stessa Algeria. Avere riconosciuto il fronte Polisario in una visita di stato in Algeria è in pratica come avere dato un pugno in faccia al re del Marocco. Ma D’Alema, se possibile, ha fatto anche di peggio, in quella stessa occasione: ha detto che “il governo italiano ha sempre sostenuto le risoluzioni dell'Onu e le proposte dei piani presentati dall'ex segretario di stato americano James Baker che vertono attorno al riconoscimento del diritto dell'autodeterminazione del popolo sarahawi attraverso un referendum”. Ma questo referendum, guarda caso, ora sono proprio le Nazioni Unite ad escluderlo, mentre il Marocco da parte sua ha recentemente presentato un piano politico che prevede la stessa autodeterminazione e un’ampia autonomia amministrativa senza passare per il referendum e soprattutto senza arrivare alla secessione del Saharawi. Il tutto, con la risoluzione 1675 del Consiglio di Sicurezza del 28 Aprile 2006, che raccomanda a tutte le parti di operare a favore di una “soluzione politica giusta, durevole e reciprocamente accettabile”.

Quelli che appaiono più inquieti per l’approccio filoguerriglia che promana dalle dichiarazioni dalemiane sono gli esponenti italiani della comunità marocchina che, in un comunicato firmato da uno dei loro responsabili, Yassine Belkassem, sottolineano la propria preoccupazione per la legittimazione politica che si da “a mercenari filo algerini come quelli del Polisario”. Secondo le comunità marocchine che vivono in Italia questo appoggio a una banda terroristica senza alcuna rappresentanza o radicamento tra la popolazione del Sahara spagnolo sembra non tenere minimamente in conto “l'approccio all'autonomia, proposto dal Marocco per il regolamento del conflitto del Sahara”. Il tutto con la partecipazione della popolazione del Saharawi e dei partiti politici marocchini ed il Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahariani (CORCAS). Altra cosa che il Marocco lamenta nella “mediazione” unilaterale di D’Alema, è l’assenza di ogni riferimento ai diritti umani violati nei campi di concentramento allestiti in Algeria a Tindouf dagli uomini del Fronte Polisario.

Lì ci sono persone, soldati e civili marocchini da anni sequestrati dai terroristi, che vivono in condizioni paragonabili a quelle dei gulag sovietici, se non a quelle dei lager nazisti. Terroristi che agiscono esattamente come fanno hamas e gli hezbollah con i soldati israeliani o i reporter della Bbc a Gaza. L’unica differenza è che non c’è di mezzo per ora il fondamentalismo islamico ma solo il filo castrismo che tanto piace alla sinistra di casa nostra.

Cliccare sul link sottostante per inviare una e-mail alla redazione dell'Opinione

diaconale@opinione.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT