L'Italia si è impegnata a difendere il desaparecidos libanesi in Siria con un voto del Senato
Testata: L'Opinione Data: 31 marzo 2007 Pagina: 3 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «Bou Chahine: "L'Italia farà pressione sulla Siria perché si indaghi sui desaparecidos libanesi"»
Da L'OPINIONE del 31 marzo 2007:
Fare allargare la commissione internazionale d¹inchiesta sull¹omicidio dell'ex premier Rafik Hariri ai desaparecidos libanesi nelle carceri siriane. Il governo italiano è ormai vincolato a questo mandato diplomatico da un voto del Senato del 27 marzo scorso. Con buona pace del neo andreottismo dalemiano. Un voto reso possibile dalla campagna che il nostro giornale ha fatto per primo su "i figli perduti del Libano". Roger Bou Chahine, direttore dell¹osservatorio politico medio orientale (Ogmo) in questa intervista ringrazia quella "parte buona della politica italiana e del giornalismo che non ci ha abbandonato come invece hanno fatto tutti gli altri". Bou Chahine questa è la prima volta che un governo europeo viene impegnato da un ramo del proprio Parlamento a fare pressioni sulla Siria perché dica la verità sui detenuti libanesi scomparsi duranti questi terribili trenta anni di occupazione del Libano? "Sì, ancora non credo ai mie occhi. E devo ringraziare il senatore Alfredo Mantica di An per avere presentato questa mozione che poi l'assemblea ha votato a maggioranza assoluta. Ma senza gli articoli del vostro giornale e l'impegno del vostro direttore Arturo Diaconale, che non finirò mai di ringraziare anche per avere moderato il convegno in cui abbiamo fatto vedere quei drammatici filmati sui desaparecidos libanesi nelle carceri siriane, probabilmente, specie di questi tempi, nessuno ci avrebbe dato retta politicamente".
D'Alema invece non è venuto quando lo avete invitato? "Sì, siccome noi non siamo hezbollah non veniamo presi a braccetto. Ma ora voglio vedere cosa farà quando il governo italiano dovrà mantenere l'impegno, votato dal Senato di fare allargare la commissione internazionale d¹inchiesta sulle cause e i mandanti dell'omicidio dell¹ex premier Rafik Hariri anche ai retroscena delle scomparse di migliaia di detenuti libanesi nei lager siriani. Si può dire che lo aspettiamo al varco". Che altro chiede la mozione votata dal Senato? "Di rilasciare immediatamente tutti gli attuali detenuti e di fornire le liste dei deceduti spiegando la causa di questi morti e di dichiarare dove si trovano tutti quanti" E poi? "Il punto più importante è quello che chiede alla Siria di informare l'Onu sull'ubicazione di tutte quelle fosse comuni come quella ritrovata vicino al ministero della Difesa a Beirut, mostrata nel filmato" E l'Europa? "Per ora si occupa solo dei palestinesi, forse grazie all'Italia si accorgerà anche di noi" . La Lega Araba non sente il bisogno di saperne di più? "La Lega Araba non è una cosa seria. E' una stanza di compensazione per capi tribù. Nessuno al mondo si odia di più di quanto i capi di stato arabi si odiano fra loro. Coinvolgendo spesso anche le loro popolazioni. L'unica cosa che li tiene uniti, sempre per ora, è l¹odio comune verso Israele." Un po' come la sinistra italiana con l¹odio per Berlusconi? "Più o meno". Perché il generale Aoun ha tradito i cristiani libanesi e si è alleato con Hezbollah? "Sia lui sia Emile Laoud appartengono a quella scuola militare libanese il cui primo pensiero è fare carriera in politica, alleandosi con chiunque anche con il diavolo. Però loro non capiscono di essere usati come fantocci dalla Siria e dall¹'ran e di non avere alcun potere."
Di seguito il testo della mozione approvata da Palazzo Madama lo scorso 27 settembre:
"Il Senato, premesso che tutti gli Stati firmatari della Carta delle Nazioni Unite e di tutti gli accordi ed i meccanismi internazionali, hanno il dovere di assicurare il rispetto dei diritti dell'uomo e le libertà fondamentali ed agire per la loro applicazione; le disposizioni della Dichiarazione universale sui diritti dell¹uomo adottata a New York il 10 dicembre 1948, del Patto internazionale per i diritti civili e politici adottato a New York il 16 dicembre 1966, della quarta Convenzione di Ginevra sulla protezione delle persone civili nei tempi di guerra del 12 agosto 1949 e dei relativi due protocolli addizionali di Ginevra sulla protezione delle vittime nei conflitti armati internazionali dell¹8 giugno 1977 e dello Statuto della Corte Penale Internazionale firmato a Roma il 17 luglio 1998 che impongono tra l'altro la protezione delle vittime dei conflitti armati, vietano le torture, difendono il diritto alla vita e alla libertà, vietano gli arresti violenti e arbitrari nonchè la spartizione forzata e qualificano le violazioni dei suddetti obblighi internazionali come crimini contro l¹umanità; la risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 1998 ricorda che talune relazioni di organizzazioni per i diritti umani danno notizia della detenzione arbitraria e in isolamento di numerosi cittadini libanesi da parte delle forze siriane in Libano; ricorda altresì che, stando alle stesse notizie, detti detenuti sono stati incarcerati in Siria, non è stata formalizzata alcuna accusa nei loro confronti e le loro famiglie sono rimaste per lunghi anni nell¹ignoranza completa della loro sorte: si compiace del fatto che almeno 121 di queste persone siano state liberate in Siria; si preoccupa per la sorte di coloro che rimangono detenuti in Siria; chiede al governo siriano di pubblicare un elenco completo dei detenuti libanesi in Siria, di liberare i detenuti contro cui non è stata formalizzata alcuna accusa e di trasferire gli altri detenuti libanesi in Libano; chiede al Consiglio e ai governi degli Stati membri dell'Unione europea di prendere in esame questi elementi in occasione della negoziazione di accordi di associazione euromediterranei con il governo siriano; il giornale libanese The Daily Star del 26 agosto 2005 riferisce che le norme relative alla trasparenza ed alla giustizia non sono state rispettate nei lavori della commissione libano-siriana che era stata istituita per risolvere la questione dei cittadini libanesi detenuti in Siria e scomparsi, anche a causa della mancata collaborazione delle autorità siriane, che secondo il giornale non hanno designato la loro controparte; il punto 49 del quarto rapporto semestrale del Segretario Generale al Consiglio di Sicurezza sull¹attuazione della Risoluzione 1559 (2004) del Consiglio di Sicurezza, del 19 ottobre 2006, chiede alla Siria e al Libano di inserire nei loro contatti bilaterali la questione dei libanesi detenuti sotto la custodia siriana, impegna il Governo: a verificare la possibilità di affrontare nelle opportune sedi internazionali la questione dei cittadini libanesi eventualmente detenuti illegalmente nelle prigioni siriane nella prospettiva di estendere il mandato della Commissione ONU che indaga sul caso Hariri di cui alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1595 (2005) al tema dei detenuti nelle carceri siriane integrandola eventualmente con una sottocommissione incaricata di occuparsi principalmente e con urgenza di tale aspetto, eventualmente d'intesa con la Commissione bilaterale siriano-libanese citata dal suddetto articolo del giornale libanese The Daily Star; chiedere alle autorità siriane di liberare immediatamente, nel quadro dell'attività della citata Commissione bilaterale siriano-libanese, tutti i detenuti nelle sue carceri, e chiedere altresì alle autorità siriane una lista contenente i nomi di tutti i detenuti libanesi presenti sul suo territorio, sia nei luoghi di detenzione conosciuti che in quelli segreti, e di tutti quelli che sono morti in carcere; chiedere alle autorità siriane di rendere note le informazioni sull'esistenza di fosse comuni sul territorio Libanese."
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