Un sito islamico indica Souad Sbai come apostata lo Stato italiano la protegga
Testata: L'Opinione Data: 23 marzo 2007 Pagina: 0 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «Bisogna dare la scorta a Souad Sbai»
Da L'OPINIONE del 23 marzo 2007:
Questo articolo è scritto con lo scopo di avvertire chi di dovere che con i convertiti al fanatismo islamico di casa nostra non è più il caso di scherzare. Loro stanno al terrorismo islamico esattamente come l’autonomia degli anni ’70 stava alle Brigate rosse. E’ ora di prosciugare l’acqua in cui il pesce nuota. Ed è anche ora di dare la scorta a chi coraggiosamente come Souad Sbai e Magdi Allam (ma lui la scorta ce l’ha già da un pezzo) denuncia quotidianamente le malefatte di questi signori. Souad infatti l’altro ieri è stata terrorizzata da un signore che l’ha seguita nei propri spostamenti durante tutto l’arco della giornata finchè lei terrorizzata non si è rifugiata nella metropolitana dando poi l’allarme alla polizia e sporgendo denuncia contro ignoti. Questo individuo che l’ha seguita sarebbe apparentemente di nazionalità pakistana. Ma solo il giorno prima Souad aveva letto nel forum dei fanatici dello sciismo italiano filo hezbollah, www.Islamforweb.net, il seguente messaggio o post che dir si voglia: “Ci risiamo. Ieri sera stavo vedendo per caso un programma chiamato "Donne" , una carrellata squallida di psicopatiche e madri frivoli ospite c'era la Santachè e si parlava di "diritti" e "libertà" non meglio specificate ma che si intuivano dove andavano a parare visto che , si parlava di moda e morale. Alla fine si parla di velo islamico e la conduttrice intervista una marocchina apostata che comincia a sparare a zero sul velo e su un "uso strumentale dei fondamentalisti" di tale questione, con mia sorpresa è intervenuta la moglie di un fratello della moschea di Bologna , con figli e marito a seguito ( è una famiglia italo-libanese) che ha cercato di limitare i danni che stavano dicendo sia la Santachè che si è buttata a pesce per ribadire le sue posizioni islamofobe e la marocchina apostata.” La “marocchina apostata”, cioè rinnegatrice della propria religione (accusa che può costare la vita a chi ne viene fatto oggetto) per la cronaca era proprio Souad Sbai. Cui più di qualcuno vuole anche farle pagare il fatto di essersi occupata del tristissimo caso delle due sorelle marocchine Amal e Halima el Bourfai . Amal aveva denunciato il marito Mostafa Ben Har che la picchiava perché aveva sentito le prediche dell’imam della moschea di San Giovanni Lupatoto, il quale paragonava le donne alle pecore e sosteneva che per badare a loro bisognasse usare il bastone. Il marito alla fine aveva anche subito due condanne (nel febbraio 2007 l’ultima, due anni e mezzo fa la prima) anche se ancora piede libero benché il Gip di Verona Marzio Bruno Guidorizzi non avesse concesso i benefici della condizionale. La sorella di Amal, Halima, invece, per avere convinto la congiunta a sporgere denuncia undici giorni fa ha subito uno strano incidente: qualcuno le ha dato fuoco e ora sta in condizioni disperate nell’ospedale di Verona. Di tutta questa vicenda finalmente si è interessata la magistratura, ma sarebbe ora che il ministro dell’Interno Giuliano Amato, invece che prodursi in futili salamelecchi con i rappresentanti dell’Ucoii all’interno della Consulta islamica, si accorga finalmente che la situazione è gravissima. Anche se non seria. E le città del Veneto, dopo avere già conosciuto negli anni ’70 la predicazione d’odio del terrorismo marx leninista e dei vari cattivi maestri alla Toni Negri, oggi sono testimoni di analogo fenomeno, solo riverniciato in chiave fondamentalista islamica. Fino a quando staremo a guardare? Deve scapparci il morto? E a Souad Sbai la scorta gliela vogliamo dare il prima possibile per favore?
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