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L'Opinione Rassegna Stampa
11.03.2007 Gli effetti collaterali del libro di Ariel Toaff
l'analisi di Dimitri Buffa

Testata: L'Opinione
Data: 11 marzo 2007
Pagina: 2
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «Gli effetti collaterali del libro di Ariel Toaff»

Sull'OPINIONE di oggi, 11/03/2007, a pag.2, l'analisi di Dimitri Buffa sugli effetti collaterali del libro " Pasque di sangue" di Ariel Toaff.

Ora Ariel Toaff sarà contento: i predicatori d’odio islamico hanno fatto a  gara a incensare il suo libro “Pasque di sangue” e uno di loro  lo ha addirittura recentemente  proposto pubblicamente per il Nobel.

 

Il tutto mentre in Italia e altrove i fondamentalisti cattolici alla Maurizio Blondet esultano per la tanta acqua portata dal figlio dell’ex rabbino capo di Roma al loro  mulino. Non pensare che tutta questa storia del libro di un ebreo che presume  che forse ci furono davvero nel Medioevo i sacrifici umani di infanti cristiani perché con il loro sangue si impastasse il pane della Pasqua ebraica portasse effetti collaterali di inaudita gravità è forse più folle che ingenuo. Anche perché questo signor Toaff tanto ingenuo non sembra dato che sebbene dica di avere ritirato ovunque il libro quest’ultimo risulta ancora presente in gran parte delle librerie d’Italia. E che le vendite abbiano registrato un tutto esaurito neanche lontanamente ipotizzabile per un saggio storico che oltretutto è assai palloso. E pedante.

 

D’altronde il libro parte dalla volontà di demonizzare gli ebrei ashkenaziti, cioè dell’Est europeo Germania inclusa (che poi sono quelli che più di tutti gli altri patirono sulla propria pelle la Shoà), assimilandoli a negromanti o a figli di Dracula. E a pagina 29 del libro in questione è contenuta anche questa frase che sembra fatta apposta per gli anti semiti: “i pochi fortunati banchieri rimasti sulla piazza (si parla del Nord Est italiano, ndr) erano quasi tutti ashkenaziti, gli stessi che avevano affrettato o procurato, più o meno direttamente, il tracollo finanziario degli ebrei italiani”.

 

E se qualcuno si fosse visto il siparietto sull’emittente egiziana Nile tv sul satellite lo scorso 25 febbraio avrebbe potuto constatare come godeva delle parole di questo libro il ricercatore islamico  Muhammad al Buheiri insieme al suo gongolante intervistatore televisivo egiziano.

 

Memri ha subito monitorato questo meraviglioso dibattito sulle “pasque di sangue” di cui adesso si può discutere nel mondo arabo musulmano e in quello dei cattolici integralisti senza più paura di dovere passare da anti semiti: “l’ha detto un ebreo, il figlio dell’ex rabbino capo della comunità ebraica di Roma..”

 

 E’ come un marchio kosher sulla carne in una macelleria del ghetto.

 

Così in un dialogo surreale l’intervistato e l’intervistatore hanno fatto un salotto televisivo di questo tipo: “cosa è questa storia della matza di sangue che alcuni autori persino arabi dicono che sia una bugia anti semita mentre altri dicono che è vera?”

 

Risposta di Muhammed al Buheiri all’assist del giornalista: “ purtroppo alcuni arabi vogliono essere più santi del Papa..”

 

Poi al Buheiri si scatena e dopo avere fatto un paragone con i versetti satanici di Salman Rushdie domandandosi perché “noi arabi non possiamo fare la stessa cosa con loro”, finalmente si libera: “io propongo una nomination per il premio Nobel allo storico ebreo israeliano, il figlio del rabbino capo di Roma..”

 

Se gli arabi gongolano anche gli anti semiti cattolici non sono da meno. Uno dei più famosi nemici di Israele e degli ebrei è senz’altro Maurizio Blondet, un saggista che sul proprio sito www.effedieffe.com (che contiene sfondoni di “pensatori ebrei” che considerano l’ebraismo oggi come “la religione dell’Olocausto”, perché invece quella vera sarebbe morta due secoli fa, ndr) dedica svariato spazio a recensioni e commenti sul libro di Toaff. Una delle più inquietanti è quella firmata da tale Siro Mazza e che si intitola “Contro il negazionismo (di Introvigne e Nirenstein)”

 

Ecco  uno dei passi più rivelatori di come “Pasque di sangue” possa venire strumentalizzato dai nemici degli ebrei: “ Ariel Toaff, ammettendo la veridicità di diversi casi di omicidio rituale, li inserisce in un contesto psicologico particolare: le persecuzioni, i pogrom, le vessazioni subite dagli ebrei in altre epoche portarono alcuni di essi a «vendicarsi» e a concretizzare il loro odio anti-cristiano.”

 

Bella tesi! Ma non basta: “Ora, davanti a tale interpretazione vengono alla mente due constatazioni: innanzitutto, nei suoi scritti, e anche nel sottostante preambolo, don Nitoglia fa riferimento al sacrificio umano compiuto a Damasco nel 1840 da parte di ebrei «mazziniani» di origine livornese (la stessa, casualmente, del rabbino-capo emerito!).

 

Di tale connessione fra lobby ebraica italiana e Risorgimento fa sapiente riferimento il direttore di questo giornale on-line nel suo “Cronache dell'Anticristo”. Ora, il problema sorge nel momento in cui si consideri che gli ebrei italiani dell'ottocento erano lungi (anzi!) dall'essere una minoranza “perseguitata e oppressa”: si presenta pertanto il problema di fornire un'altra motivazione al gesto da essi compiuto in terra siriana…”

 

Poi il discorso viene portato sugli ebrei di oggi: “In secondo luogo, soprattutto ultimamente, gli ebrei - in Israele come in Europa - si presentano come «minacciati», vittime di un nuovo antisemitismo, temono per la loro stessa sopravvivenza come popolo: tale clima psicologico risulta allora simile a quello considerato da Ariel Toaff: se ne dovranno paventare anche le conseguenze?

 

Del resto, quanti bimbi cristiani scompaiono ogni anno…

 

Ovviamente, ciò va inteso come un paradosso, solo per fare capire quanta distanza ci sia fra la propaganda fomentata dalla nota lobby e la realtà dei fatti.”

 

Praticamente grazie al libro di Toaff oggi si può irridere ai timori  nucleari del governo di  Gerusalemme dovuti al riarmo dell’Iran di  Ahmadinejad e fare paragoni sacrileghi e blasfemi tra questo timore e le presunte vendette vampiresche degli ebrei del Medio Evo contro gli infanti dei cristiani. Bel dibattito sta provocando questo libro. Complimenti anche al Mulino!

 

 

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