Immagini e notizie manipolate contro Israele e Stati Uniti
Testata: L'Opinione Data: 06 marzo 2007 Pagina: 2 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «Come si taroccano foto e notizie per danneggiare gli Usa e Israele»
Da L'OPINIONE del 6 marzo 2007:
E’ stato un appuntamento veramente importante quello promosso da Angelo Pezzana e dalle associazioni di amicizia italo-israeliane nello scorso week-end. Qualcosa da non perdere perché finalmente quei pochissimi gatti che in Italia e in Europa si occupano della informazione corretta sul conflitto mediorientale hanno potuto conoscersi e confrontarsi per scambiarsi impressioni e notizie. E’ venuto fuori di tutto. Soprattutto dal lato della mistificazione delle fonti e delle fotografie. C’è scappata una bella reprimenda anche per il Corriere della Sera i cui giornalisti quando vanno di fretta mettono in pagina le foto delle locandine di un film su Guantanamo al posto di quelle della casa di detenzione vera e propria. Una delle relazioni più interessanti è stata quella di un giornalista free lance, già capo servizio dell’Eco di Biella, che si chiama Marco Reis. Oltre a spiegare tutti i trucchi dei taroccamenti delle foto di guerra attraverso la tecnica delle "bamboline", ovverosia degli oggetti inseriti dal fotografo sulla scema trasformando una foto spontanea in una da studio di posa, Reis ha reso il pubblico partecipe di una gaffe incredibile del Corriere che risale allo scorso 17 dicembre. In pratica per corredare fotograficamente l’ennesimo articolo su Guantanamo il caporedattore o chi per lui ha messo la foto della locandina del film “A road to Guantanamo”.
Quando Reis ha scritto a Mieli per fargli notare la toppa non ha ricevuto risposta. Pochi giorni dopo però ha scritto il segretario di redazione con questa ridicola giustificazione: “La pubblicazione dell’immagine di Guantanamo è frutto di un nostro deplorevole errore. Dovendo infatti pubblicare una foto sull’argomento, è stata fatta una ricerca nell’archivio elettronico con la parola “Guant” e tra le foto è apparsa anche questa che, come lei ha notato, è una locandina. A nostra parziale scusante posso aggiungere che la foto in oggetto, senza scritte riferite a film o ad altri avvenimenti, è stata trasmessa ai giornali dall’archivio Ansa, pur se con la corretta didascalia che fa riferimento al film “Road to Guantanamo”, didascalia purtroppo sfuggita al nostro redattore-impaginatore”. A quella e-mail il giornalista Reis, che è veramente una persona di talento ancora da valorizzare ancorché sia ormai prossimo alla pensione, ha risposto chiedendo una rettifica per il diritto del lettore a conoscere il tutto. L’avete letta voi questa rettifica? No, perché nessuno ha potuto farlo. E stranamente il di solito molto interventista presidente dell’Ordine di Milano, Franco Abruzzo, benché sollecitato da Reis ha ritenuto di non intromettersi scrivendo queste parole: “Gli errori sono scusabili. Non ti pare? Ciao”. Con buona pace del diritto - dovere di rettifica.
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