Iran, la minaccia è anche convenzionale l'analisi di Dimitri Buffa
Testata: L'Opinione Data: 19 febbraio 2007 Pagina: 0 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «La Repubblica Islamica affila le armi. Ad alta tecnologia»
Da L' OPINIONE del 19 febbraio 2007:
La pericolosità militare dell’Iran non si misurerà nel prossimo futuro solo sull'eventuale auto dotazione di armi nucleari. Anzi, mentre quella è per ora fortunatamente solo una preoccupante probabilità, già oggi esistono invece delle certezze che la dicono lunga sulla volontà di quel paese di minacciare la sicurezza di un po' tutto il mondo. A cominciare dai paesi nell'immediata area di influenza. L'informatissima newsletter americana “Spacewar” infatti in questa ultima settimana ha riportato per filo e per segno i progressi militari di Teheran sia nel campo dei satelliti spia, il primo dei quali potrebbe venire messo in orbita per prova con missili Bm25 comprati dalla Nord Corea già nei prossimi giorni, sia in quello degli aerei invisibili e senza pilota, cioè i droni usati pure dall’esercito americano e quello israeliano, capaci come gittata anche di bombardare la flotta statunitense di stanza in Golfo Persico. Così mentre i pacifisti vedono e straparlano di manovre militari Usa contro l’Iran, quest’ultimo regime, un po’ come quello nazista negli anni 30 nei confronti del resto dell’Europa, sta già preparandosi di fatto al conflitto armato con Washington. E stavolta potrebbe non essere la cosiddetta guerra per procura che già sta avvenendo in Iraq circostanza sotto gli occhi di tutti.
Come l’amministrazione americana ha ampiamente provato nel dossier recentemente fatto conoscere anche se negato fino all’evidenza da Teheran. Peraltro la replica iraniana è giunta, trafelata ed irritata, solo dopo che il comando americano a Baghdad ha diffuso ieri un dossier con foto di frammenti di Efp di fabbricazione iraniana che sarebbero stati utilizzati per uccidere almeno 170 soldati americani in Iraq. Naturalmente, alla faccia dei pacifisti, dei pacifinti e degli utili idioti stile Monaco 1938 che popolano tutto il mondo, Israele e gli Stati Uniti stanno già adottando le contro misure in vista di un eventuale scontro armato con il regime di Ahmadinejad. Lo stato ebraico ad esempio ha testato con successo lo scorso 11 febbraio il suo sistema anti missile chiamato Hetz, formato dagli Arrows. Ma dagli Usa starebbero arrivando anche nuovissime batterie anti missile da usare soprattutto contro i vettori a lunga gittata come gli Shebab che potrebbero essere dotati di una testata nucleare. In realtà l’esperimento fatto sparando un Arrow dalla base militare di Palmahim, vicino a Tel Aviv, era stato condotto con successo usando un missile simile proprio agli Shebab iraniani.
È chiaro che Washington ha già nel cassetto un piano di bombardamento con micro ordigni nucleari per fare fuori tutti gli impianti dove si arricchisce l’uranio in Iran. Il problema è la proliferazione di queste centrifughe, ormai Teheran dichiara di averne oltre 3 mila, che si possono agevolmente comprare al mercato nero negli stati dell’ex Unione Sovietica. E che ancora più agevolmente possono essere mimetizzate e occultate agli occhi dei satelliti spia degli americani. Rimane il problema delle armi convenzionali con cui Teheran sta equipaggiando il proprio numeroso esercito: in un eventuale confronto regionale i satelliti spia e i droni potrebbero creare problemi concreti alle navi americane molto di più di quelli che potrebbero derivare dal lancio di un missile dotato di testata atomica su Israele. L’arma atomica infatti non sembra immediatamente disponibile ed esistono i mezzi per intercettare i vettori su cui verrebbe montata.
Al contrario il pericolo di attacchi convenzionali alla flotta americana sembrano molto più concreti. E gli americani di certo non prenderebbero bene una sorpresa in grande stile come quella di Pearl Harbour alle proprie navi oramai perennemente di stanza nel Golfo Persico. E se l’Iran si dota di aerei senza pilota questa eventualità appare molto più attuale di quella di un attacco nucleare contro Gerusalemme. Attacco che comunque Ahmadinejad ha troppe volte dichiarato di volere fare perché l’Europa possa permettersi di non prenderlo sul serio. Come nel 1938 non fu preso sul serio il proposito di Hitler di sterminare tutti gli ebrei della Germania e dell’Europa orientale.
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