Sulle attività universitarie del prof.Claudio Moffa, si veda IC cliccando "claudio moffa" in HP,cerca. Pubblichiamo oggi l'articolo di Dimitri Buffa sull'OPINIONE del 02/02/ a pag.3 sempre sul medesimo Moffa:
Il professor Claudio Moffa ha scelto i giorni di fine gennaio 2007, quelli in cui si celebra la memoria dell'Olocausto (il 27 è quello istituito dall'Onu), per mettere in piazza su internet e nelle bacheche dell'Università statale di Teramo, dove lavora come ordinario di Storia ed Istituzioni dei Paesi afroasiatici presso la Facoltà di Scienze Politiche, tutto il proprio livore anti israeliano e anti semita.
Con inni alla resistenza degli hezbollah e deliri sull'influenza della lobby ebraica sulle scelte di politica estera americana in Medio Oriente.
Claudio Moffa è tecnicamente definibile come "un cattivo maestro" ma non lavora in un Università privata e sarebbe divertente sapere come tratta durante gli esami quegli universitari che si rifutassero di affermare, con lui, che "la distinzione fondamentale oggi è fra il terrorismo transnazionale-finanziario alimentato da Bin Laden o chi per lui: un terrorismo oscuro, che si è mosso sempre con i tempi e secondo le necessità del campo occidentale-israeliano che dice di voler combattere. E, dall'altra parte , i movimenti di liberazione ancorati territorialmente ad un progetto di resistenza contro un'occupazione straniera: i baathisti laici iracheni, i sunniti hamas e gli sciiti hezbollah - tutti dotati di un vasto consenso popolare e di un braccio politico ...".
Il fenomeno di chi sfrutta alla rovescia le commemorazioni storiche è sempre esistito: non sono mai mancati i nostaglici del fascismo che l'8 settembre piangono il "tradimento" italiano e quindi non possono mancare quelli che fanno del giorno della memoria un'occasione di visibilità anti israeliana e vagamente anti semita come il professor Claudio Moffa.
Solo il giorno precedente Angelo Pezzana ne aveva segnalato un altro di "cattivo professore" , stavolta di liceo, dalle colonne di "Libero". E chissà quanti altri ce ne saranno nelle Università italiane oramai trasformate in covi di no global anti israeliani e anti americani.
Quello che stupisce di Moffa però è la crudezza del linguaggio, l'ostilità manifesta nei confronti degli ebrei e contemporanemente il proprio curriculum professionale pubblicistico tutto interno alla sinistra, da "Paese sera" negli anni '70 a Rai news 24 molto più recentemente.
Questo signore, anche lui segnalato da un take di "Informazione corretta", nei giorni della memoria ha pensato bene di organizzare un seminario su " Il Medio Oriente ed i Mass Media". Il tutto nelle aule dell' Università di Teramo dal 30 al 31 Gennaio 2007, ospite d'onore il giornalista, ex Avvenire, Maurizio Blondet, noto anche lui per i propri deliri anti americani e anti israeliani sull'11 settembre.
Nel sito del professor Moffa, che proviene da area politico culturale del tutto opposta a quella di Blondet, si legge tra l'altro che "gli ebrei neocon controllano la politica mediorentale degli Stati Uniti e l'attentato dell'11 settembre è un loro successo".
Addirittura, i terroristi musulmani sono in realtà spesso ebrei e lo proverebbe la presunta "censura" del quotidiano israeliano di sinistra Haaretz ai nomi biblici dei membri un gruppo di afroamericani che progettavano attentati negli Stati Uniti, arrestati dall'FBI.
Nel suo curriculum il professor Moffa mette anche le collaborazioni con "Limes" di Lucio Caracciolo, esperto di geopolitica molto alla moda e assai spesso criticato dalle comunità ebraiche per avere acriticamente frequentemente ospitato saggi di esponenti del mondo arabo, quanto meno anti israeliani e negazionisti del diritto di Israele a esistere, nella propria rivista. Chissà se adesso, leggendo queste citazioni, Caracciolo avrà anche il coraggio di ospitare ancora il professor Moffa.
Un'ultima "perla" del quale va citata, ed è presa di peso da un suo articolo del gennaio 2006, quando, dopo le elezioni irachene, profetizzava, meglio tifava, per la balcanizzazione del conflitto a Baghdad.
Moffa si interrogava sul (nefasto,ndr) ruolo nascente di Ahmadinejad e si domandava pure se l'Iran non fosse, come molti pazzi complottisti affermano, un alleato occulto di Usa e Israele, e se tutte le dichiarazioni che invece farebbero presagire un nuovo Olocausto nucleare non fossero che una messinscena.
Molto sobriamente Moffa non crede che Ahmadinejad sia un ulteriore elemento della congiura sionista mondiale anzi reputa, bontà sua, che "faccia sul serio".
Ed ecco come giudicava nel gennaio del 2006 il suo pensiero politico (si fa per dire, ndr ): "Israele è stato il problema con Saddam Hussein. Israele è oggi il problema con Ahmadinejade. Da questo punto di vista la palla è oggi di nuovo, come dopo l'11 settembre, tutta nelle mani dell'occidente. " Un occidente a suo dire: "troppo spesso prono di fronte all'arroganza dello stato sionista, con i suoi ministri degli esteri che cercano ormai legittimazione a Tel Aviv piuttosto che a Washington e che, a vergogna dei principi di pensiero che si vogliono patrimonio della civiltà europea e occidentale, incarcera David Irving per lesa maestà del cosiddetto Olocausto". Cosiddetto, badate bene.
Il ragionamento, chiamiamolo così, termina con una lode ad Ahmadinejad che invece avrebbe "dato una lezione di libertà" affermando, cicero pro domo sua (ma questo Moffa non lo dice ai suoi allievi), che non si deve impedire a Irving di manifestare il proprio pensiero liberamente su questo argomento.
Molto sommessamente ci si chiede se sia giusto che una persona del genere, con idee come queste, che è libero di manifestare nonostante il decreto Mastella e anche la precedente legge Mancino nonchè tutte le direttive anti negazionismo ipotizzate dall'Europa, su cui tanti la pensano nelle maniere più contrastanti, possa insegnare ai giovani universitari di Teramo e in genere di tutta Italia le proprie pessime lezioni.
Il tutto parzialmente a spese del contribuente e in istituzioni pubbliche. Nessuno vuole negare la libertà di delirio al professor Moffa, come al suo referente culturale David Irving, anche e persino per farsi pubblicità nei giorni della memoria di fine gennaio. Ma almeno lo faccia fondandosi e pagandosi una propria personalissima università anti israeliana e anti ebraica e non condizionando ignobilmente in una struttura pubblica i giovani che avranno avuto la sventura di scegliersi un esame complementare, con lui come docente in cattedra.
Un ulteriore riflessione va dedicata alla giornata della memoria: era nata come occasione di studio per le scolaresche e per la cittadinanza italiana e mondiale.
Da un paio di anni a questa parte sta diventando passerella per kermesse anti semite, alibi per lavarsi a buon prezzo la propria coscienza e dimostrare una volta l'anno, non le altre 364, di esser ottimi democratici e di apprezzare moltissimo gli ebrei, purchè morti, e, last but not least, business per improbabili fiction televisive e film non sempre riuscitissimi. Non sarà che gli effetti collaterali di questa medicina contro le amnesie storiche stanno diventando un po' troppo pericolosi?
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