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L'Opinione Rassegna Stampa
06.01.2007 Invitare al tavolo della pace le Corti islamiche sconfitte
l'assurda politica italiana nel Corno d'Africa

Testata: L'Opinione
Data: 06 gennaio 2007
Pagina: 3
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «Somalia, gli islamici sono in rotta ma l'Italia punta su di loro per pace»
Da L'OPINIONE del 6 gennaio 2006:

"L'Italia ha lavorato per l'incontro tra le parti più moderate delle Corti
islamiche e le autorità transitorie, ma il processo è stato interrotto
dall'occupazione militare dell¹Etiopia,  il governo transitorio non è
sufficiente a considerare legittima questa fase: per questo è necessario il
coinvolgimento di forze islamiche maggiormente capaci di stabilizzare
l'area".
Patrizia Sentinelli, viceministro degli Esteri del governo Prodi, che con
D'Alema ministro e Bobo Craxi e Ugo Intini come sottosegretari rappresenta
il cambiamento in peggio della politica estera italiana, sempre alla ricerca
di un incidente diplomatico con i paesi occidentali che si ostinano a
combattere il terrorismo islamico, è l'unica persona nel mondo che si
auspica il ritorno delle Corti Islamiche nell'esecutivo somalo come
condizione per la concessione dei 15 milioni di euro destinati dalla
Comunità Europea al finanziamento dei peacekeeper dell'Unione Africana. Ed è
anche l¹unica donna della politica occidentale a parlare di "invasione
etiope".
In questo meraviglioso mondo alla rovescia che ci sta regalando l'attuale
governo, l'opera magistrale di questa vicemnistra è pari solo a quella del
suo capo in testa D'Alema, sempre indeciso se andare a braccetto con un
ministro hezbollah o denunciare le "evidenti colpe israeliane" nella genesi
della guerra civile tra bande armate palestinesi.
D'altronde tutti sanno che l'intervento, non l'invasione, dell'Etiopia era
stato largamente caldeggiato da Bush e che l'inaspettato rapido successo ha
creato più di un problema a questi idolatri del dialogo con i boia islamici
che opprimono il Medio Oriente e l¹Africa.
Dicono fonti somale che alla gente oggi come oggi non pare vero che
l¹Etiopia li abbia salvati da un possibile decennio di nuove guerre civili,
con la prospettiva di passare dalla padella dei signori della guerra alla
brace di un regime shariatico.
A primavera c'è persino il rischio che riaprano le ambasciate somale in
Italia, America ed Europa. E questo è un affronto senza limiti per i
colleghi di partito di chi vorrebbe fare riconoscere la poligamia islamica
in Italia. La gente a Mogadiscio festeggia per le strade questa "invasione",
che peraltro si è svolta senza spargimenti di sangue tra i civili. A crepare
sono stati solo i terroristi islamici delle Corti somale, finanziati sia dai
sauditi sia da Ayman al Zawahiri. Che ieri non a caso ha dedicato uno dei
suoi videomessaggi proprio alla jihad delle corti islamiche esortando i
propri militanti a fare "i kamikaze come in Iraq". Fonti del governo
provvisorio somalo e del primo ministro etiope hanno anche ironizzato su
questa possibilità di sedersi tutti intorno a un tavolo insieme a dei
latitanti della lotta armata jihadista. "Quando li arresteremo ­ dice uno di
loro ­ ce li accompagnamo noi al tavolo della Sentinelli, magari in gita
premio, un giorno prima di portarli alla forca".
Peggio della diplomazia italiana nel Corno d¹Africa (anche il governo di
centro destra aveva avuto i propri problemi con il sottosegretario di An
Alfredo Mantica, di cui i lettori de L¹opinione sapranno ormai tutto) c¹è
oggi come oggi solo l'operato maldestro dell'Arabia Saudita.
Che stava dietro all¹operazione delle Corti somale e che si è invece trovata
la Somalia invasa anche dai jihadisti del terrore di Al Qaeda, nemici
giurati del regime saudita. Infatti a quel punto, a Ryad, accortisi
dell'enorme idiozia commessa, hanno deciso di tagliare armi e rifornimenti a
coloro che oggi la Sentinelli vorrebbe invitare alla conferenza di pace
sulla Somalia. Per questo l¹Etiopia è potuta intervenire senza colpo ferire
e per questo oggi la Somalia non è più sotto il controllo di quelle
maledette Corti. Tutti sanno che questa azzeccata mossa di repulisti è stata
fortemente voluta dall'America. Resta da vedere se l'Europa seguirà la linea
tafazzista della Sentinelli e  di D'Alema o se invece accetterà come un dato
di fatto il nuovo governo, reso più forte dalla tutela dell'Etiopia. Che in
cambio chiede una cosa sola, certa di ottenerla in ogni caso: il famoso
sbocco al mare che i disegnatori dei confini africani del post colonialismo
si dimenticarono di darle.

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