L'Ucoii non vuole testimoni l'articolo di Dimitri Buffa sulla censura ai giornalisti sgraditi
Testata: L'Opinione Data: 30 novembre 2006 Pagina: 0 Autore: Dmitri Buffa Titolo: «I giornalisti sgraditi non entrano. L’Ucoii non vuole testimoni»
Dall'OPINIONE del 30 novembre 2006
“Gentili signori, causa contrazione dei posti presso la sala del Senato, da addebitarsi all’installazione di una cabina di traduzione e di un banco regia, ci vediamo costretti ad annullare la vostra prenotazione per il convegno 'La Palestina dei media, i media della Palestina. Da un’informazione reticente a un’informazione veritiera', ci riserviamo di contattarvi per un nostro prossimo convegno, ci scusiamo del disguido e porgiamo distinti saluti, ufficio stampa Infopal.it”. Agli organizzatori del convegno palesemente anti-israeliano che si è svolto ieri nell’ex hotel Bologna in via di Santa Chiara 4 a, in un‘aula del Senato della Repubblica, la fantasia non ha suggerito scuse più plausibili per impedire a un giornalista evidentemente sgradito di essere testimone delle probabili invettive contro lo stato di Israele, in una riunione che si è subito preannunciata a senso unico, per poterle riportare sul giornale. Già nei giorni scorsi questo convegno aveva dato adito a polemiche e interrogazioni parlamentari sul fatto di usare aule di Palazzo Madama per riunioni palesemente ostili allo stato di Israele e in genere agli ebrei. Adesso la novità, presidente Marini se ci sei batti un colpo, è che l’ufficio stampa di un sito internet filo-palestinese, infopal.it, gestisce a proprio piacimento l’entrata e l’uscita di ospiti desiderati o non desiderati da un’aula del Senato della Repubblica. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
Sfogliamo allora l’elenco dei partecipanti al convegno per saperne di più. E per capire. Si va da Hamza Piccardo, segretario dell’Ucoii (l’organizzazione islamica vicina ai Fratelli musulmani che inopinatamente fa anche parte della Consulta islamica), cioè la sigla che nei giorni scorsi si è distinta perché una sua rappresentante donna ha chiesto in Italia il riconoscimento della poligamia, a una serie di giornalisti dell’area “militante” (almeno nell’invito per alcuni di loro questa è l’immagine che esce fuori). I nomi dei relatori sul sito internet di infopal.it sono questi: Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto Federazione nazionale della stampa italiana –Fnsi; Stefano Chiarini, Il Manifesto; Maurizio Torrealta, RaiNews 24; Sandro Provvisionato, Tg5; Paolo Barnard, Rai; Hamza Roberto Piccardo, Al-Hikma-Islam-online; Imad Al-Afranji, direttore Agenzia Stampa Al-Watan e presidente Ordine dei Giornalisti di Gaza; Samir Qaryuti; Jivara Al-Buderi, corrispondente Aljazeera, Territori palestinesi; Giuseppe Caffulli, direttore di Terrasanta; Maurizio Musolino, La Rinascita; Michela Sechi, Radio Popolare Network; dott. Massimo De Santi, Area della Sinistra toscana; Nerea Lupieri, redazione de Il Puro Islam; Mila Pernice, Radio Città Aperta; corrispondente del website “Comedonchisciotte”; Angela Lano, direttrice di Agenzia Stampa Infopal.it.
Il convegno avrà il proprio pezzo forte nella ennesima riproiezione di un documentario di Maurizio Torrealta intitolato “Gaza. ferite inspiegabili e nuove armi”. Ma quello chiunque potrà vederselo a ripetizione sul sito internet di Rainews 24. A seguire il ministro dell’informazione palestinese Yousef Rizqa, l’“ambasciatore palestinese” in Italia, dott. Sabri Ateyeh, Giorgio Mele, Commissione Esteri del Senato, Jacopo Venier, Commissione Esteri della Camera (“ambasciatore” di Diliberto presso gli hezbollah nello stesso giorno in cui in piazza una settimana fa qualcuno urlava dieci, cento mille Nassirya marciando insieme al Pdci), Silvana Pisa, Fernando Rossi, Paolo Cento, sottosegretario all'Economia e Finanze, Luisa Morgantini, europarlamentare con un debole per l’intifada, eletta da indipendente con Rifondazione, Ali Rashid e last but not least Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto Federazione nazionale della stampa italiana - Fnsi.
A quest’ultimo volentieri chiederemmo se sa e se approva dell’esclusione di un giornalista da tutta questa kermesse anti-israeliana. Giornalista, detto per inciso, che avrebbe dovuto usare una nutrita scorta di anti emetici per potere rimanere fino alla fine del convegno. Quello che più fa rabbia però è che in questa maniera oltre a non potere testimoniare le probabili nefandezze contro Israele che potranno venire dette senza scomodi testimoni in un’aula del Senato generosamente concessa all’uopo, chi scrive si perderà anche la “cena palestinese” che doveva essere offerta alla fine del dibattito. E questo è veramente un affronto personale oltre che un ulteriore indegno attacco alla libertà di informazione.
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