Su L'Opinione di oggi, 18/11/2006, a pag.3 due interventi di Dimitri Buffa. Il primo sulle due manifestazioni di Roma e Milano. Il secondo riferisce le dichiarazioni sulla barriera di difesa israeliana diffuse dalla TV Al Manar, l'emittente di hatzbollah.
Ecco il primo:
Pacifismo anti israeliano
³Abbattere il muro antiterrorismo
boicottare le merci degli ebrei²
Ecco gli slogan delle manifestazioni di sabato a Roma e a Milano
Ma è vero che oggi a Roma e a Milano ci sarà un qualche distinguo nelle due
manifestazioni che persino i deputati dei Ds di ³sinistra per Israele², come
Furio Colombo e Emanuele Fiano, vedono comunque sbilanciate in maniera anti
israeliana tanto da averne preso le distanze in una lettera aperta
pubblicata ieri dal ³Corriere²? E se c¹è una qualche sfumatura di
divergenza, è riscontrabile a occhio nudo? Vediamo come parlano gli
organizzatori.
Argomenta il Forum Palestina che ³..la differenza è che noi valutiamo
decisivo e positivo il ruolo delle forze popolari della resistenza che hanno
agito concretamente in Libano, Iraq, Palestina per modificare lo scenario e
far fallire i progetti colonialisti nell¹area².
Cosa vogliono invece quelli della tavola per la pace²?
³L¹immediato cessate il fuoco, la fine delle incursioni militari, dei
bombardamenti, delle uccisioni, del lancio dei missili Qassam e di ogni
azione terroristica, la fine del blocco di Gaza e dell¹isolamento delle
città palestinesi, l¹abbattimento del muro, una grande azione umanitaria per
portare soccorso alle popolazioni, il rilascio dei prigionieri politici, a
cominciare da quelli che sono stati presi come ostaggi e dagli esponenti del
governo e del parlamento palestinese, la ripresa del dialogo, della
cooperazione, anche ripristinando l´erogazione dei fondi, e del processo di
pace con l¹ANP per attuare, in tempi certi, le risoluzioni dell¹Onu che
prevedono la fine dell¹occupazione militare e la nascita di uno Stato
Palestinese indipendente e democratico che viva in pace accanto a quello di
Israele².
Come si vede la piattaforma della ³tavola della pace² e quella del ³forum
Palestina² forse differiscono nei messaggi e nel linguaggio, certamente non
negli obiettivi di fondo. Primo fra tutti imputare a Israele il problema
della ³non pace² in Medio Oriente.
La vera ipocrisia, la vera scorrettezza dell¹informazione, è stata quella di
distinguere tra ³buone e cattive² le due manifestazioni anti israeliane di
oggi a Milano e a Roma.
Se infatti la truce manifestazione romana parte all¹insegna del boicottaggio
dei prodotti economici dello stato ebraico, chiedendo persino di rompere le
relazioni internazionali con Israele, nonchè chiudere i canali per la
fornitura delle armi e invalidare gli appalti della Telecom, quella di
Milano si propone Ora basta guardare a che posto nell¹elencazione c¹è la
richiesta di farla finita con il lancio dei missili Qassam, subito dopo la
ben più pressante esigenza di non uccidere i terroristi e di abbattere
l¹unico scudo che Israele ha contro i kamikaze, per capire tutto.
L¹unica differenza tra la manifestazione di Milano, cui tanti amici
malintesi (di sinistra) di Israele, da Veltroni a Fassino, da Rutelli a
Bertinotti, hanno ritenuto di fare avere il proprio appoggio, e quella di
Roma, è che quest¹ultima, dove alto sarà il rischio di azioni di
denigrazione simbolica, leggi il rogo di bandiere israeliane, usa un
linguaggio meno ipocrita e va al sodo. Per questi signori il terrorismo che
loro chiamano resistenza ³è una forza positiva² (la locuzione va tradotta
così) e Israele neanche esiste, infatti si parla di Palestina, per cui
neppure si pone il problema di riconoscerlo.
Ciò nonostante gente come Paolo Cento non ha ritenuto di dissociarsi da
questa manifestazione. Mentre chi, come Ahmed Rachid, palestinese, deputato
di Rifondazione, già portavoce dell¹Olp in Italia, non è così coglione da
confessare urbi et orbi i propri reconditi pensieri, ha pensato bene di
prendere subito le distanze affermando che ³se il corteo è fazioso non aiuta
la Palestina².
Ecco il secondo:
³Pacifinti² e jihadisti
La Jihad islamica si lamenta del Muro di difesa
e smaschera la malafede di chi lo vuole abbattere
Che la distinzione tra manifestazione buona e manifestazione cattiva ruoti
tutta intorno all¹ipocrisia e alla malafede, spesso congenita, dei politici
della sinistra, è dimostrato da un¹altra circostanza: qualche giorno fa in
una lunga intervista ad Al Manar, l¹emittente satellitare degli Hezbollah
che per un certo periodo la Francia ha ritrasmesso anche in Europa, uno dei
capi della jihad islamica palestinese, tale Ramadan Shalah, si è molto
lamentato del fatto che il cosiddetto ³Muro dell¹apartheid² costruito da
Israele ³impedisca di fatto le azioni di martirio con la frequenza con cui
avvenivano nel 2001 e nel 2002². E¹ il classico caso del terrorista che
smaschera il pacifista. Chi oggi, come gli ineffabili promotori del ³tavolo
della pace² chiede, senza sé e senza ma, l¹abbattimento del Muro, cosa vuole
in realtà? Evidentemente anche la strage di numerosi cittadini inermi di
Israele.
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