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L'Opinione Rassegna Stampa
16.10.2006 Parla Ahmed Jizad lo scrittore pakistano “avvertito” al telefono
e ribadisce le sue posizioni di musulmano moderato

Testata: L'Opinione
Data: 16 ottobre 2006
Pagina: 2
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «“Continuerò a essere un moderato e non mi farò intimidire da nessuno”»
Da L'OPINIONE del 17 ottobre 2006:

“Pensaci bene, Ahmed, vuoi diventare anche tu un traditore della causa dell’Islam? Vuoi far parte anche tu, come Souad Sbai, della squadra di camerieri di un nostro nemico dichiarato come Magdi Allam?”. Questo, grosso modo, l’esordio. E poi: “Te lo dico per il tuo bene, Ahmed, dovete smetterla di riunirvi di nascosto, di firmare lettere di critica e di protesta contro l’Ucooi, dovete mettervi bene in testa che non c’è un islam italiano, non esiste l’islam dei moderati, esiste un solo islam ed è l’Ucooi che lo rappresenta…”. Infine, la frase più inquietante di tutte: “Un consiglio da amica: state attenti, tutti sanno dove abiti e se continuate, tu e i tuoi amici, nelle offese all’Islam, a qualcuno potrebbe anche saltare in mente di venire a cercarti…”. Alcuni giorni orsono ne “Il Velino” ex creatura di Lino Jannuzzi ereditata ormai da anni dal del duo Roberto Chiodi - Giampiero de Andreis, è comparso questo virgolettato attribuito alla ex eurodeputata di Rifondazione Dacia Valent, adesso animatrice della sedicente Islamic anti defamation league, che nei mesi scorsi si è segnalata per una serie di iniziative tra il provocatorio e lo sconcertante, tutte ai danni di chi come Magdi Allam critica l’Ucoii, cioè l’organizzazione che grosso modo rappresenta i Fratelli musulmani in Italia. Destinatario di queste velate minacce, secondo “Il Velino”, nientemeno che un noto esponente della Consulta islamica e della comunità pakistana in Italia, Ahmed Jizad, scrittore, giornalista . Contattato da “L’opinione” Jizad non ha voluto commentare quanto scritto dal “Velino” né parlare di dacia Valent. In compenso ha ribadito che lui e la sua comunità non cambieranno parere in senso alla Consulta islamica. E staranno sempre dalla parte dei moderati. Contro l’Ucoii.

Signor Jizad, ci sono state queste intimidazioni?
Non voglio più parlarne, il caso è chiuso.

E’ vero come dice Souad Sbai (rappresentante della comunità marocchina in Italia, anche lei nella Consulta islamica tra i moderati, ndr) che lei è stato minacciato?
Di queste cose preferisco non parlare.

Ma che posizione terrà nella prossima riunione della Consulta islamica?
Quelle che ho sempre tenute. Per l’Islam italiano. Noi non siamo l’Islam cosiddetto moderato. Siamo moderati e basta. Alcuni pensano che non esista l’Islam dei moderati, ma solo l’Islam. Da quando però esistono i fondamentalisti, e la cosa va rovesciata, è nata per quelli come noi la necessità di definirsi moderati e di essere dagli altri così chiamati.

Voi state quindi in piena contrapposizione alle posizioni dell’Ucoii, quindi?
Fino ad oggi sì. Le nostre posizioni divergono su tutto. Noi non vogliamo l’insegnamento del Corano a scuola, siamo amici di Israele e degli ebrei e ,anche per quel che riguarda la politica di integrazione degli extra comunitari in Italia, i nostri modelli sono diversi. Noi non siamo per quello inglese tanto per capirci e siamo per il rispetto delle leggi italiane. Loro poi credono di parlare a nome di tutto l’Islam ma ne rappresentano una parte piccolissima e a me non fanno certo paura.

E su questa scuola islamica riaperta a Milano?
Contrarissimi, per questo volevamo fissare i paletti del tutto firmando la carta dei valori. Deve esistere una sola scuola pubblica che è quella italiana e le private possono essere parificate solo se ci sono i requisiti. Casi come quello di Milano servono a ghettizzare le comunità di immigrati, ma noi vogliamo la piena integrazione.

Insomma anche se è stato minacciato non si sente intimidito?
Di certo no, continuo ad avere le mie idee e ad andare per la mia strada.

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