Chi difende Kobra Rahmanpour ? condannata a morte in Iran
Testata: L'Opinione Data: 03 ottobre 2006 Pagina: 6 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «Kobra Rahmanpour verrà giustiziata in Iran non era nell’agenda Prodi-Ahmadinejad»
Da L'OPINIONE del 3 ottobre 2006:
Non era di certo nell’agenda dell’incontro tenutosi qualche giorno fa tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il dittatore antisemita Mahmoud Ahmadinejad la sorte della venticinquenne Kobra Rahmanpour che il prossimo 12 ottobre sarà giustiziata in Iran probabilmente attraverso la barbara pena della lapidazione islamica. Kobra è da sei anni nel braccio della morte di una prigione di Teheran ed è talmente povera che non ha mai potuto avere un avvocato di fiducia. Per il 5 ottobre è stata prevista una fiaccolata davanti l’ambasciata iraniana nella capitale contro la pena di morte,organizzata grazie al giornalista Aldo Forbice e alla trasmissione “Zapping”, e per la giustizia a questa ragazza che sei anni fa uccise la suocera, madre del marito padrone, in un eccesso colposo di legittima difesa. Ecco come raccontano la sua storia alcuni iraniani di Roma che vogliono mantenere l’anonimato per ragioni di sicurezza: “Kobra è nata in una famiglia poverissima di Teheran. Ha un fratello paraplegico e un padre sempre malato. Per anni la madre ha portato avanti la famiglia facendo la domestica. Kobra compiuti 19 anni dopo aver preso il diploma, viene data in matrimonio ad un uomo di 45 anni più grande di lei. Lei stessa nel processo ha detto di avere accettato il matrimonio perché a casa loro mancava il pane!!!”
Che succede dopo il matrimonio? “Kobra nella nuova famiglia veniva trattata come una domestica e non come una sposa, la suocera novantenne la picchiava per qualsiasi scusa e il marito non la difendeva mai… la vita era diventata un inferno, un giorno durante un litigio si è difesa dalla furia maniacale della suocera da cui era stata minacciata con un coltello e la uccise, senza averlo voluto”. In Italia sarebbe stato un omicidio preterintenzionale o un eccesso colposo di legittima difesa, con l’attenuante della gravissima provocazione. Per la legge shariatica di Khomeni, invece, la ragazza appena ventenne fu condannata a morte. Dice ancora la comunità iraniana esule a Roma: “Kobra a causa della povertà non ha potuto prendere un avvocato e lei per ognuno di noi potrebbe essere la figlia, la sorella, la madre, la zia…”. L’esecuzione di Kobra è già stata rinviata un paio di volte con pretesti grotteschi, in realtà perché l’Iran ha messo la sua causa dentro la trattativa con l’Onu per il nucleare. Ma questo Prodi faceva finta di non saperlo quando ha incontrato il rais antisemita. Una nota di agenzia del 2004 riferiva che “l'esecuzione della condanna a morte era prevista per mercoledì 31 dicembre. Secondo le notizie diffuse, l'esecuzione non è stata possibile per mancanza degli strumenti per il patibolo, ma la verità è che i carcerari visto la buona condotta della donna nel carcere, non hanno voluto eseguire la sentenza”.
Altri dettagli si scoprono sui siti di Amnesty International, sempre del 2004: “…Nel novembre scorso il marito di Kobra Rahmanpour, presentando i documenti che dimostravano lui come erede legittimo della madre, ha chiesto l'esecuzione della condanna a morte. Secondo il codice penale in vigore in Iran, la decisione di infliggere la pena di morte (Qisas-e-Nafs) dipende dagli eredi della vittima. Dopo la conferma dalla Corte suprema, la sentenza di morte imposta per l'omicidio può essere permutata soltanto se gli eredi della vittima rinunciano al loro diritto alla punizione, e chiedono preferibilmente il pagamento dei soldi per il sangue (Diyeh). Khorramshahi l'avvocato di Kobra Rahmanpour ha chiesto la clemenza alla famiglia della vittima, ma finora senza un risultato. Mina Kiani, figlia della vittima non è disposta a rinunciare alla condanna a morte della giovane donna venticinquenne”. Romano Prodi nell’incontro avuto con Ahmadinejad non ha minimamente mosso il discorso sui diritti civili e umani in Iran. Scordandosi la storia di Kobra e quella di almeno altre tre detenute che si trovano nella stessa situazione magari anche per reati meno gravi, come l’adulterio. Per non parlare del rilievo sulle barbare abitudini giuridiche della shar’ia in Iran (prezzo del sangue, ad esempio), argomento neanche sfiorato durante il colloquio Prodi- Ahmadnejad.
Questo, quando si parla di relativismo culturale, è il classico caso di scuola che si può portare ad esempio: come un premier di estrazione cattolica possa sacrificare sull’altare della ragion energetica di stato non solo i buoni rapporti con stati democratici come Israele, ma anche la vita di persone che presto il regime canaglia con cui il Professore sta trattando potrebbe sopprimere. Altri dettagli della storia? Sembra che Kobra Rahmanpour si fosse sposata contro la sua volontà per l'insistenza dei suoi genitori che erano poveri e che fosse anche stata la vittima della violenza da parte del coniuge. I genitori di Kobra durante un'intervista al quotidiano iraniano Etemaad chiesero già anni fa invano la clemenza dei famigliari dell’anziana assassinata. La casa in cui Kobra viveva prima di sposarsi insieme ai genitori e due fratelli era composta di una stanza di 12 e una cucina di 6 metri quadrata, situata nella periferia rurale povera a sud Teheran. Per scappare dalla povertà, è stata costretta a vivere con un uomo che aveva 43 anni più di lei. Tanti iraniani comunicando con i giornali e mass media, hanno chiesto alla famiglia della donna assassinata di perdonare la giovane donna. Amnesty International nel solo anno 2003, quello in cui Kobra fu ufficialmente condannata a morte, aveva registrato 106 esecuzioni in Iran. Petizioni sono giunte, inutile dirlo, anche alla Presidenza del Consiglio italiana ma si è visto in che conto sono state tenute dall’attuale inquilino. A questo punto L’opinione non può che farsi co-promotrice della manifestazione di solidarietà organizzata per il 12 ottobre davanti all’ambasciata di Teheran, sperando che vi partecipino quante più persone possibili. Magari anche esponenti politici della maggioranza di governo.
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