Così disinforma Sky Tg 24 direttore d'orchestra Corrado Formigli, suonano lo spartito antisraeliano u.d.g e il
Testata: L'Opinione Data: 20 luglio 2006 Pagina: 1 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «La propaganda anti israeliana di SkyTg24»
Dalla prima pagina dell'OPINIONE del 20 luglio 2006:
Nel programma di “approfondimento” di Sky Tg 24 condotto da Corrado Formigli, che va in onda ogni sera alle 22.30 e che si chiama “Controcorrente” (nome che potrebbe trarre in inganno dato l’imperante conformismo che vi regna), martedì sera ho avuto “ l’onore” di potere presenziare a 60 minuti di pura propaganda anti israeliana. Qualcosa di così raccapricciante che solo il fatto che avessi preso un po’ di valeriana prima di andare in onda (in realtà solo paventando un po’ di emozione) mi ha probabilmente evitato di venire sommerso dai conati di vomito. Prima di tutto la cosa è iniziata con una volgarissima speculazione sui bambini morti in Libano sotto le bombe israeliane come se in Israele in questi giorni non stessero morendo bambini come a Beirut. E come se l’aviazione dello stato ebraico facesse apposta ad ammazzarli. E come se si facesse finta di non sapere o di ignorare che gli hizbullah a questi bambini, come al resto della popolazione libanese, li stanno usando come scudi umani sin dall’inizio di questa sporca operazione targata Iran. Non basta, uno degli invitati in trasmissione, Giuseppe Zaccaria, inviato della “Stampa” in Libano, in collegamento da Beirut ci ha dato un’anteprima del proprio articolo, che sarebbe poi stato pubblicato ieri a pagina 5, E che diceva questo servizio da Pulitzer? Che “in Libano persino il lattaio muore sotto le bombe”.
Segue storia lacrimevole di una fabbrica di latticini bombardata, presumibilmente per errore, dall’aviazione israeliana nella valle della Bekaa. Presumibilmente per tutti ma non per Zaccaria, che sia martedì sera in trasmissione, sia mercoledì mattina a pagina 6 dell’house organ della Fiat di Montezemolo, accreditava questa altra versione: “ la spiegazione sarà maliziosa però giunge da Mohammed Haidar, esperto capoturno: quattro anni fa questa azienda aveva vinto l’appalto delle forniture all’Unifil le forze dell’Onu dislocate in Libano, un affare di milioni in cui la “Liban lait” aveva soppiantato l’appaltatore precedente, un gruppo caseario israeliano..”. Avete capito bene, ho dovuto sentire questa “notizia” in anteprima e ovviamente sono esploso in trasmissione, anche perché l’ “approfondimento” di Corrado Formigli, uomo degli indimenticati collegamenti esterni dei format di Michele Santoro, aveva preso la piega di un processo in contumacia allo stato di Israele e ai suoi “metodi sproporzionati”. Un’altra chicca è stata la citazione di altro scoop dell’inviato zaccaria, che il giorno prima aveva intervistato un sotto pancia di Nasrallah. Questa di fare da megafono ai terroristi è uina moda di facili effetti che però in trasmissione è stata venduta dal Formigli come perla di grande giornalismo. Mi sono permesso di fare una battuta, e cioè che gli avrebbero dato il “premio boia”, apriti cielo: mai dare del boia a uno scherano degli hizbullah. E che diamine. Sapete che mi ha detto Formigli: nella mia trasmissione non si usa questo linguaggio. E sapete che gli ho risposto: “e chi se ne frega”.
Il messaggio che è passato però è stato devastante: Israele sentina di tutti i mali del Medio Oriente. Io, spalleggiato dall’onestà intellettuale del generale Franco Angioni (altro ospite in trasmissione insieme all’inviato de “L’Unità” Umberto Di Giovannangeli, uno di quelli che crede che si debba dialogare con Hamas e Hizbullah che sono tanto buoni perché costruiscono scuole e ospedali), ho tentato di metterci una pezza ma mi sono ritrovato circondato. Ho strepitato e alzato la voce ma non so se sono riuscito ad evitare che un simile input anti israeliano passasse persino all’interno di Sky. L’unica consolazione è nella scarsissima audience dei programmi informativi di questa televisione, cui notoriamente ci si abbona solo per vedere le partite di calcio. Almeno finchè non verrà distrutto pure quello dai giustizialisti di sinistra, che poi sono gli stessi che su Israele la pensano come Giuseppe Zaccaria e Corrado Formigli.
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