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L'Opinione Rassegna Stampa
06.06.2006 Abu Mazen incontra Suha Arafat
il tesoro del defunto raìs al centro del colloquio?

Testata: L'Opinione
Data: 06 giugno 2006
Pagina: 6
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «Abu Mazen fa la pace con Suha Arafat a Tunisi un incontro cordiale per parlare dei fondi trafugati»
Da L'OPINIONE del 6 giugno 2006:

Che ci facevano tutti insieme a Tunisi la vedova di Yassir Arafat, Suha, Mahmoud Abbas, cioè Abu Mazen, e lo staff di Al Fatah? L’incontro tenutosi giovedì scorso non è di certo passato inosservato tanto che già sabato, le fonti ufficiali vicine alla presidenza palestinese diramavano un comunicato chiarificatore. Per quelli che se la bevono si sarebbe trattato di un incontro di “chiarificazione e di riconciliazione dopo le polemiche finite su tutti i media arabi e occidentali in seguito alla morte di Arafat”. Per chi invece non è disposto a contentarsi delle verità ufficiali, il tema del colloquio sarebbe stato molto più prosaico: trovare un accordo su tutti i soldi distratti dal marito di Suha e finiti all’estero anche nella disponibilità della grassa signora bionda libanese. Il Jerusalem post di domenica, nell’edizione on line, aveva dato ampio risalto a questo incontro ipotizzando una sorta di accordo tombale tra la dirigenza palestinese e la vedova di uno dei guerriglieri più ricchi del mondo.

Al meeting durato oltre tre ore avrebbe partecipato anche l’ex presidente della Repubblica palestinese Abu Ala, al secolo Ahmed Qurei. Una fonte di Ramallah ha detto che l’incontro in realtà sarebbe servito a mettere a fuco una certa varietà di problemi sul tappeto a cominciare dai problemi creati al popolo palestinese dall’isolamento internazionale della loro causa in seguito alla vittoria alle scorse elezioni del partito nazi-islamico- terrorista di Hamas.
Questa stessa fonte richiesta se si fossero affrontati anche i problemi legati all’eredità di Arafat, si è limitato a rispondere così: “non lo posso escludere ma non ho elementi al momento per dare notizie più dettagliate”. Certo sembra abbastanza improbabile che la dirigenza del futuro stato palestinese sprechi il proprio tempo e si trasferisca in blocco a Tunisi solo per fare la pace con Suha. Anche a livello di immagine la cosa non sta in piedi. Basti pensare a quel che è uscito sui magazine francesi nel novembre 2004 dopo la morte del rais. Tutti hanno saputo che la signora in questione, insieme con madre e figlia, venivano mantenute a spese dei poverissimi contribuenti palestinesi con un appannaggio di centomila euro al mese a Parigi e qualche rotocalco la ha anche fotografata mentre si recava a fare shopping da Saint Laurent. Più logico invece, che Suha e Abu Mazen siano infine arrivati a un accordo fifty-fifty su tutti i soldi che l’ex marito aveva sottratto alla causa palestinese destinandoli invece al proprio conto in banca privato.

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