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L'Opinione Rassegna Stampa
31.03.2006 Hamas non rinuncia al terrorismo
le parole di Khaled Meshal non si prestano a fraintendimenti

Testata: L'Opinione
Data: 31 marzo 2006
Pagina: 1
Autore: Francesco Vizzini
Titolo: «I palestinesi non abbandonano il terrorismo»
Da L'Opinione di venerdì 31 marzo 2006:
 
Non si è fatta attendere la risposta del movimento terroiristico di Hamas alle chiusure venute ieri dalla casa bianca che ha proibito ogni mediazione con loro per raggiungere la pace tra arabi e israeliani nei territori dell’Anp. Ed è stata la risposta che ci si poteva attendere da dei terroristi per professione, tendenza e diletto. Ancorchè elevati dal “manifesto” a futuri Che Guevara del terzomondismo anti americano con il titolo del giornale di ieri. Il capo dell'ufficio politico di Hamas, Khaled Meshal, ha detto che il movimento radicale islamico intende continuare la lotta armata contro Israele. “Non abbiamo altra scelta che legare il potere alla resistenza", ha affermato Meshal a Beirut all'apertura della Conferenza panaraba a sostegno della resistenza. “Hamas ha fatto conoscere le proprie intenzioni ed eserciterà la resistenza in tutti i suoi aspetti - ha proseguito Meshal - Stiamo esercitando la resistenza come un movimento ed oggi la porteremo avanti stando al governo”. I kamikaze quindi continueranno ad agire. La contromossa dell’amminsitrazione usa è stata lasciata alle dichiarazioni di Condoleeza Rice che non ha escluso di potere dare sostegno alle decisioni unilaterali di ritiro dei settlers dalla Cisgiordania, come è previsto nel piano elettorale di Olmert e di Kadima, sulla falsariga di quelloc he aveva già iniziao il povero Arik Sharion.

Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice non ha escluso che Washington appoggi Israele se lo Stato ebraico dovesse decidere di tracciare unilateralmente i propri confini entro il 2010. Il premier israeliano 'ad interim' Ehud Olmert ha fatto delle frontiere uno dei cavalli di battaglia della campagna che ha portato alla vittoria del suo partito, Kadima, alle elezioni del 28 marzo, e la Rice ha ricordato il successo del ritiro unilaterale da Gaza, voluto lo scorso anno da Ariel Sharon. “Dunque, di fronte a questa eventualità, non direi assolutamente che le cose di cui parla Israele non hanno nessun valore”, ha detto la Rice durante il volo che l'ha portata in Europa. Di tutt’altro tono i comunicati promananti dalla Lega Araba secondo cui Washington avrebbe rinunciato a svolgere il proprio ruolo di potenza mediatrice. In compenso Il presidente palestinese Mahmoud Abbas, al secolo Abu Mazen, ha telefonato al premier israeliano 'ad interim' Ehud Olmert per congratularsi della vittoria alle elezioni di martedì in Israele. Lo ha riferito l'ufficio di Olmert. Nella conversazione non si è accennato però a eventuali incontri tra i due. Almeno non si sono insultati.

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