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L'Opinione Rassegna Stampa
17.03.2006 La sinistra che brucia le bandiere torna in piazza
facile prevedere la replica di tristi spettacoli

Testata: L'Opinione
Data: 17 marzo 2006
Pagina: 3
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «Sabato resistente per i no global. Chi prende le distanze a sinistra?»
Un articolo di Dimitri Buffa da L'OPINIONE di venerdì 17 marzo 2006:
 
Sabato la sinistra antagonista del Campo anti-imperialista e del Forum Palestina tornerà a bruciare le bandiere di Stati Uniti e Israele nelle piazze di Roma. L’assunto è pregiudiziale, ma alla ventesima manifestazione in cinque anni che segue questo cliché, il sospetto è legittimo. Come promemoria e come antidoto all’ipocrisia da day after, quando tutti diranno che “solo un gruppetto di facinorosi ha rovinato una civile manifestazione”, sarà bene riportare un intero brano di un appello firmato mercoledì da alcuni esponenti del Prc della Toscana (tra cui il consigliere regionale Aldo Manetti, i segretari provinciali di Pistoia Ugo Bazzani, e di Livorno Sandro Trotta, e i membri del comitato politico nazionale del partito, Alessandro Leoni, Letizia Lindi e Stefano Cristiano). E questo perché quando il linciaggio dell’adunata è così duro, i risultati poi si devono presumere voluti. Date una letta: “…le notizie che giungono dai Territori palestinesi occupati sono sempre più drammatiche. L'ennesima aggressione israeliana, compiuta con il concorso degli Usa e della Gran Bretagna, definiscono bene dove sta il terrorismo di Stato, l'effettiva natura dei presunti tutori dell'ordine e della legalità internazionali. La brutale aggressività imperialista e sionista non conosce limiti se non quelli che la Resistenza dei popoli saprà imporgli…”.

E ancora: “il controllo, il monopolio, questo sì totalitario, dei mezzi d'informazione non riesce a nascondere l'effettiva natura bellicista, razzista, fascistoide di chi si sente forte della propria potenza bellica, e, anche per sottolineare l'ulteriore netta condanna degli aggressori e la piena solidarietà al popolo palestinese e alla sua legittima, doverosa Resistenza, manifesteremo sabato 18 a Roma, dando così anche una risposta alle forze reazionarie e servili del nostro Paese che rischiano di coinvolgere il popolo italiano a fianco del terrorismo israelo-statunitense”. La lettera si conclude inneggiando a “Palestina, Iraq, Afghanistan, Haiti, che sono tutti fronti di un'unica guerra: quella voluta, scatenata dalle forze reazionarie, imperialiste contro i popoli, contro i lavoratori di tutto il mondo”. Si inizierà a marciare da piazza Santissimi Apostoli, da sotto la sede dell’Unione, alle ore 12 “per sottolineare gli obiettivi del movimento contro la guerra alla coalizione che si candida a governare il Paese, e per recarsi poi tutti insieme alla manifestazione in piazza della Repubblica”. Dovrebbe quindi essere Prodi a prendere le distanze per primo da un sabato che si può sperare solo non sia di guerriglia da “centro sociale”. La supervisione sarà come al solito a cura del famigerato Forum Palestina.

Secondo cui “sostenere il pieno diritto alla resistenza globale dei popoli significa separare nettamente le responsabilità dei movimenti da quelle dei governi, soprattutto dai governi – come quello Berlusconi – che partecipano all’occupazione militare dell’Iraq e dell’Afghanistan, firmano accordi di collaborazione militare con Israele e partecipano attivamente allo ‘scontro di civiltà’, ma anche da governi futuri che non manifestano la volontà di sottrarsi chiaramente dalla logica della guerra preventiva”. Se, e quando, sabato sera avremo visto in tv le solite immagini di repertorio e, se e quando, avremo constatato l’ennesimo rogo di bandiere, per favore che nessuno dica che era solo “un gruppo di provocatori”. Magari pagati da Calderoli.
Per la cronaca a queste manifestazioni nelle passate edizioni, oltre alle adesioni dei vari Oliviero Diliberto, Paolo Cento, Luisa Morgantini e compagnia cantante, non sono mai mancati la solidarietà né l’appoggio militante del segretario dell’Ucoii Hamza Piccardo. Né potevano mancare, visto che quei signori dell’estrema sinistra sono sempre stati i suoi compagnucci di lotta prima che diventasse un fanatico islamico per professione. Chissà se il ministro dell’Interno Beppe Pisanu se ne era mai accorto prima

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