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L'Opinione Rassegna Stampa
02.03.2006 D'Alema ministro degli Esteri?
un'ipotesi molto preoccupante, alla luce delle sue dichiarazioni antisraeliane

Testata: L'Opinione
Data: 02 marzo 2006
Pagina: 2
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «D’Alema può fare il ministro degli Esteri? Le Comunità ebraiche italiane se lo chiedono -»
Un articolo da L'OPINIONE di giovedì 2 maezo 2006:

La notizia è di quelle che ai maggiorenti della sinistra non possono certo fare piacere: Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica meneghina, ha aperto, sia pure a titolo personale, il problema di chi farà il ministro degli Esteri in caso di vittoria dell’Unione di Prodi. Il suo incubo, la sua preoccupazione è che possa essere quello di Massimo D’Alema, il nome prescelto. E pare che, dalle e mail che riceva, questo incubo sia condiviso da tantissimi esponenti e componenti delle comunità ebraiche italiane. Che peraltro a livello ufficiale non esprimeranno mai una pretesa né accenderanno un dibattito. Ma nella vita di tutti i giorni ne parleranno eccome. “Non saranno certamente le comunità ebraiche a decidere chi farà il ministro degli Esteri in caso di vittoria dell’Unione – dice Reibman a L’opinione - detto questo le differenze di linea politica sono enormi all’interno della coalizione e c’è una frattura che dopo la campagna elettorale ritornerà a galla. Diciamo che sarebbe preoccupnte ritornare indietro dalla politica estera fin qui seguita dall’attuale governo”. Ergo? “A questo punto – spiega Reibman - io credo che dire prima che tipo di politica mediorientale si terrà da parte de L’Unione sarebbe politicamente e intellettualmente più onesto, che rimanere sul vago come è stato fatto sinora..”

E quindi? “Di conseguenza anche il nome conta molto.. io dico che quello di D’Alema è preoccupante, sarebbe una tragedia .. in questi anni le sue considerazioni aperturiste su Hamas, il suo reiterato livore anti israeliano, il suo avere chiamato criminali di guerra gli israeliani e gli americani, il non avere mai perso occsione anche in caso di attentati in Israele, di condannare prima la politica di Sharon e solo poi il terrorismo, renderebbe il suo nome in quella posizione una preoccupazione in più per noi italiani di religione ebraica.” Conclusione del ragionamento? “Credo sia interesse nazionale del nostro paese restare ancorati all’occidente, seguendo meno la real politik con i paesi arabi e islamici e più la promozione della democrazia.. d’altronde io credo che le ceneri di Ghandi in fondo al Gange stiano rivoltandosi come un mulinello da quando qualcuno ha detto che la candidatura da parte di Rifondazione di Ali Rashid (il portavoce dell’Olp in Italia ai tempi del terrorismo all’epoca ancora non islamico di Arafat) è come quella del grande digiunatore indiano. A me invece sembra che avere come testimonial Ali Rashid per la nonviolenza sia come usare l’immagine di un rabbino per reclamizzare una marca di prosciutti. Ma tutto ciò resterebbe ancora a livello di folklore se poi alla Farnesina ci andasse la persona giusta come Rutelli o la Bonino..” E sennò? “Nel caso dell’Unione, se invece in quella posizione ci andasse Massimo D’Alema, allora poi uno qualunque dei miei correligionari sarebbe autorizzato a pensare che tutto si tiene ed è conseguente. Anche Ali Rashid in Parlamento come campione della pace e della non violenza.”
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