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L'Opinione Rassegna Stampa
05.08.2005 Opposti estremisti convertiti all' islamismo e al terrorismo
quello che i giornali non scrivono sulla relazione del Cesis al Parlamento

Testata: L'Opinione
Data: 05 agosto 2005
Pagina: 3
Autore: Dimitri Buffa
Titolo: «L'islam italiano degli opposti estremisti»
Convertiti italiani all'islam. dalla destra e dalla sinistra estreme, nella rete del terrorismo jihadista.
Da L'OPINIONE di venerdì 5 agosto 2005 un articolo di Dimitri Buffa sua spetti della relazione sulla sicurezza del Cesis per lo più trascurati dai giornali

Che ruolo hanno alcuni convertiti italiani all’Islam nel reclutamento dei kamikaze che si vanno a fare esplodere in Iraq e nel ditrottamento di ingenti fondi raccolti nelle moschee fai da te a favore delle varie formazioni di terrorismo islamico in tutto il mondo? Una delle domande più inquietanti che si pongono gli uomini del Sismi e del Sisde, cioè i servizi segreti italiani,
militari e civili, e che traspare chiara come il sole dalla 55 esima relazione mandata alla Presidenza del Consiglio tramite il Cesis e poi trasmessa al Parlamento, è proprio quella che quasi tutti i giornali ieri hanno evitato di farsi: in Italia chi li aiuta a ‘sti terroristi? Leggiamo questa nota presa da un rapporto del Sisde sui movimenti di estrema destra: "Attenzione è stata
dedicata al fervore propagandistico di ambienti dell’oltranzismo che mostrano sintonie e contiguità ideologiche con personaggi iracheni, in nome di un orientamento marcatamente antistatunitense. L’attivismo propagandistico
anti USA ed antisionista ha qualificato le iniziative della destra radicale di
impronta antimondialista, impegnata a ricercare collegamenti con ambienti sciiti in Italia e all’estero, nonché con componenti impegnate sul fronte revisionista e negazionista dell’Olocausto. Da sottolineare, in proposito, gli episodi di antisemitismo in occasione della Giornata della Memoria, tradottisi in gesti intimidatori e scritte inneggianti al nazismo."
Gli ambienti sciiti a cui si fa riferimento in realtà sono quelli iraniani e iracheni, abbondantemente infiltrati dagli emissari della polizia politica di Teheran. In Italia dispongono di soldi e solide basi e hanno anche una mailing list in cui distribuiscono materiale propagandistico anti americano e anti israeliano. Ad avviso del SISMI, inoltre, sono elevati i rischi che attraverso i canali dell’immigrazione clandestina possa lievitare la presenza nei Paesi europei di militanti dell’estremismo islamico. Ipotesi, questa, alla costante attenzione anche in sede di interdiscambio con i Servizi esteri, per gli evidenti profili d’interesse sul piano dell’antiterrorismo. Per quel che concerne le modalità di ingresso nel nostro Paese, da stime recenti sui dati raccolti in ordine al totale dei clandestini rintracciati in Italia nel corso del 2004 emerge che quelli giunti via mare erano il 4% del totale, rispetto alla percentuale degli stranieri che hanno attraversato fraudolentemente le nostre frontiere e a quella dei cosiddetti overstayers, cioè di quanti sono entrati con regolare titolo, permanendo entro i nostri confini alla scadenza
dello stesso. Spesso le anime no global, di destra e di sinistra e quelle islamiste, si incontrano in pseudo ong o strane sette. Ad esempio vine citato il
"movimento missionario internazionale Tabligh Eddawa." Ecco cosa si legge: " Il
movimento mostra caratteri di compartimentazione e segretezza affini a quelli delle sette e figura spesso quale "prima affiliazione" di diversi estremisti individuati a livello internazionale. Secondo quanto segnalato dal Sisde, nel corso di recenti incontri, "sarebbero stati costituiti, a livello regionale
e nazionale, nuovi gruppi di predicatori itineranti, all’interno dei quali verrebbero selezionati elementi da inviare nelle madrasse del sub-continente indiano. In ragione del citato raccordo con contesti e strutture a forte connotazione radicale, il gruppo resta alla particolare attenzione quale possibile veicolo per la cooptazione di militanti ed in quanto impiegabile
come copertura per gli spostamenti e le attività di finanziamento e supporto
logistico". "In un’ottica intesa a coprire tutti i possibili focolai di attività controindicate di matrice confessionale - proseguono le note congiunte di Sismi e Sisde - non si è mancato di seguire anche l’associazionismo sciita. In quest’ambito, è di interesse quanto rilevato in ordine all’ascesa di una nuova leadership di convertiti italiani, per lo più accomunati da una trascorsa
militanza nella destra estrema." Insomma, dopo anni anche i servizi segreti italiani si accorgono della grande anomalia di buona parte dei convertiti italiani all’Islam: i primi di loro infatti venivano tutti dall’estremismo neo
nazista italiano, e alcuni avevano un passato nel terrorismo di destra.
Ma quel che i Servizi segreti ancora non sanno, o non sembrano voler dire, è che un analogo discorso si può fare per i convertiti di estrema sinistra, uno dei quali era il segretario di Adel Smith e un altro ancora è il segretario
dell’Ucoii. Sarebbe veramente interessante capire perché tutti questi opposti estremisti a cavallo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 si siano
convertiti all’Islam. Volevano utilizzare, come Bin Laden, la religione islamica per continuare a portare la guerra al cuore dello stato? Anzi dell’Occidente? Certo oggi se l’Italia e l’Europa sono diventate fabbriche
di kamikaze, per citare l’acuto Magdi Allam, anche questi convertiti estremisti
hanno giocato un ruolo non piccolo. Magari semplicemente come predicatori d’odio. E adesso sanno di avere la Digos alle calcagna di nuovo. Come ai bei tempi degli anni ’70. Chissà se ciò li farà sentire più giovani, come ai bei tempi in cui tiravano le molotov dalle barricate.
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