Il pacifismo che non impara le lezioni della storia intervista ad Angelo Pezzana
Testata: L'Opinione Data: 26 luglio 2005 Pagina: 3 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «Pezzana:Eliminare i terroristi, spernacchiare i terroristi»
L'OPINIONE di martedì 26 luglio 2005 pubblica a pagina 3 un intervista di Dimitri Buffa ad Angelo Pezzana, che riportiamo: "Apprezzo le vostre iniziative di contro marciare l’11 settembre e vi aderisco idealmente. Solo idealmente però, perché io insieme a quei fratacchioni pacifisti filo islamici non mi ci voglio mischiare". Angelo Pezzana, direttore del sito internet Informazionecorretta. com racconta a L’opinione in questa intervista il proprio punto di vista su queste marce del pacifismo a senso unico. Aquattro anni dall'11 settembre 2001, si sceglie questa data per l'ennesima marcia della pace Perugia Assisi dove i pacifisti senza sé e senza ma verosimilmente deprecheranno la guerra di Bush e Blair ma molto meno il terrorismo islamico.
Che lezione se ne può trarre? Che non si impara mai niente. E’ successo già negli anni ’30. Tutti i pacifisti d’Europa lodavano l’accordo di Chamberlain e il patto Molotov von Ribbentrop, festeggiando la pace ritrovata. Sappiamo come andò a finire: fu la guerra. E come disse Churchill, "anche il disonore". Oggi la storia si ripete come farsa, gli stolti battono le mani alla pace e non si accorgono che la guerra sta arrivando addosso a tutti noi. Anche a loro. Si ravvedranno dopo, ma servirà a poco.
Diaconale e L'opinione vorrebbero organizzare una contro marcia con bandiere Usa, Uk, Israele, Iraq, Afghanistan e Italia. Credi che ce la faranno fare? Il problema non è quello "se ce la fanno fare". Il punto è fino a che punto serva a delle persone benpensanti e moderate, che non credono nel potere taumaturgico dei numeri, stare lì a contarsi su quale dei cortei è il più numeroso. Io non mi metterei sullo stesso piano di questi pseudo pacifisti, parola che significa paura e resa. Farei piuttosto una manifestazione coinvolgendo come nell’Israel day anche altri giornali marciando pacificamente ma senza l’angoscia di contarsi con gente come quei fratacchioni pacifisti pro Islam. Meglio spernacchiarli che averli per vicini di marcia.
In generale che valore simbolico ha oggi nel mondo la data dell'11 settembre? Il valore simbolico è quello di ricordare a tutti che l’attacco alle Torri gemelle è venuto ben prima della guerra di liberazione degli anglo americani in Iraq. Il fondamentalismo islamico la guerra l’aveva dichiarata prima e questo fa cadere gli alibi di tutti i pacifisti.
Che riflessioni fai sulla catena di attentati da Londra a Sharm al Shaik? E' colpa della guerra in Iraq come dice parte della sinistra? Purtroppo non lo dice solo la sinistra italiana. Lo dice tutto il mondo pacifista, tutto il mondo no global internazionale, lo dicono gli inglesi che non approvano la politica di Blair, i francesi, i tedeschi, insomma tutto il mondo che io amo chiamare "fratacchione", ricordando i marciatori di Assisi, cioè quella corrente di pensiero che non ha capito cosa sia l’Islam e la guerra dei fondamentalisti di quella religione. Magari fosse solo un problema della sinistra italiana. Dobbiamo aiutarli a riprendere l’uso della ragione ammesso che ne abbiamo mai avuta.
Esiste l'Islam moderato? Se sì come aiutarlo a fargli battere un colpo? Voglio crederci. Non sono sicuro di avere ragione, ma tutta la mia formazione di rispetto verso le garanzie delle minoranze e verso i diritti degli altri, tutta la mia storia di lotta per sostituire la parola tolleranza con quella di rispetto, mi impone di creder che ci siano gli islamici moderati. Gente che vuole lottare contro il fanatismo della loro religione rimasta ferma a sei secoli prima del Medioevo, che voglio sperare che esista. Mi piace citare Magdi Allam che è un falco su come si deve affrontare questa situazione, che non fa sconti a nessuno, ma che allo stesso tempo è un figlio del Corano, un musulmano come, spero, ce ne siano tanti che la pensano uguale a lui.
Si parla tanto delle fabbriche di kamikaze made in Europe e di come arginare la predicazione dell'odio. Credi siano necessarie leggi speciali o basterebbe applicare quelle esistenti? Dico che se bisogna interrogare qualcuno senza avvocato e per dodici ore in più, ben vengano questi provvedimenti. Non credo che vengano lesi i miei diritti di cittadino se qualcuno ascolterà le mie telefonate o leggerà le mie e mail, nei momenti drammatici bisogna sapere fare qualche sacrificio. Non so poi se bisogna chiamare tutto ciò leggi speciali, di sicuro dobbiamo avere sentenze della magistratura sul terrorismo internazionale diverse da quelle che abbiamo avuto dove si distingue tra guerriglia e terrorismo. Perché in Italia come in tutta Europa va ripulito il linguaggio che usiamo, ormai l’ha capito persino Giovanni Sartori. Basta di chiamare i terroristi, "militanti", cosa che dovrebbe dire anche al giornale su cui scrive. Per non parlare dell’Ansa che arriva a chiamare "dirigenti" quelli di Hamas. Basta con questi eufemismi, chiamiamoli criminali e terroristi.
Quali limitazioni alla libertà dovremo sopportare in nome della lotta al terrorismo? Anche quella di una polizia che come a Londra spara a chi non si ferma all’alt in un controllo.
Che atteggiamenti bisognerà avere con stati come l'Iran dove i gay vengono condannati a morte? Sanzioni e chiusura assoluta, nonché forti pressioni militari. Questi si stanno facendo l’atomica per tirarla su Israele e lo dichiarano pure. Se fossi stato il ministro degli esteri avrei richiamato l’ambasciatore.
Credi che bisognerebbe limitare l'accesso alla formazione tecnologica nucleare agli studenti dei cosiddetti paesi canaglia? Assolutamente sì, studenti di stati come l’Iran, la Siria, la Corea del Nord non devono avere accesso alle nostre tecnologie e alle nostre università.
A Trieste Rifondazione comunista sponsorizza Carovana Palestina, una specie di circo itinerante che raccoglie anche i fondi per Hamas. Credi che la Digos dovrebbe intervenire? Si, dobbiamo avere il coraggio di perseguire i predicatori d’odio nostrano. Hamas è stata messa fuori legge, se qualcuno raccoglie fondi per un’organizzazione terroristica va messo in galera. E l’Italia è piena di ong e associazioni culturali che raccolgono fondi per i terroristi. Invitiamo i lettori di Informazione Corretta ad inviare il proprio parere alla redazione de L'Opinione. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.