Dopo Abba Eban, è giunto il momento di avere un nuovo vicepresidente israeliano all'Onu intervista a Ehud Gol, ambasciatore d'Israele in Italia
Testata: L'Opinione Data: 04 maggio 2005 Pagina: 3 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «"Israele merita un vicepresidente,per il cinqantennale dell'Onu»
L'OPINIONE di mercoledì 4 maggio 2005 pubblica un'intervista di Dimitri Buffa all'ambasciatore israeliano in Italia Ehud Gol, sulla candidatura di un israeliano, Dan Gillerman, come vicepresidente dell'Onu.
Ecco l'articolo: "Non parliamo di riforma dell’Onu, il titolo su "Libero" era forzato. La verità semplice è che Israele ha offerto un proprio candidato alla vicepresidenza delle Nazioni Unite. Una carica simbolica visto che i vicepresidenti sono 21 in tutto, ma un grande gesto per noi visto che l’ultimo israeliano che ha ricoperto quel ruolo è il mitico Abba Eban nel 1952. E’ passato mezzo e ci sono stati arabi dispotici come la Libia che hanno avuto 8 o 9 volte quella vicepresidenza, altri come Cipro anche 14, adesso noi ringraziamo la Ueo per avere messo il nome di Dan Gillermann, attuale ambasciatore all’Onu, come candidato designato per quella vicepresidenza, speriamo adesso che non ci si metta niente di mezzo". Ehud Gol, ambasciatore d’Israele in Italia, parla con L’opinione e spiega le prossime tappe del processo di pace con i palestinesi e di distensione con tutto il mondo arabo. Per incontrarlo le misure di sicurezza sono come sempre enormi: anche a chi è ben conosciuto all’ambasciata d’Israele non vengono fatti sconti di sorta sulla perquisizione in cerca di oggetti di metallo. Per chi già sa quale è la prassi il consiglio è di venire vestito senza alcun metallo, senza telefonini, chiavi e soldi sennò finchè il metal detector non la smette di fischiare non si passa. Tante volte uno si domanda se non sarebbe meglio essere ricevuti in costume da bagno, visto la stagione, nella vicinissima e molto alla moda piscina "le Ranocchie" all’hotel Aldovrandi, appena di fronte all’ambasciata d’Israele in via Mercati. Ambasciatore Gol perché Israele da tanta importanza a una carica puramente simbolica? Perché dopo più di 50 anni da quando il mitico Abba Eban ricoprì quella stessa vicepresidenza e dopo essere stati tenuti ai margini per così tanto tempo, quest’anno che cade il 60 anniversario da quel 1945 quando il mondo si accorse dell’Olocausto e decise che gli ebrei dovevano avere una patria, un cittadino israeliano accoglierebbe con entusiasmo anche un gesto simbolico. Perché la gente in Israele ha dovuto vivere di questi simboli dopo che per anni la comunità internazionale ha trattato noi come gli ultimi benché fossimo una democrazia." Dovete ringraziare l’Ueo (Unione dell’Europa occidentale, un organismo di sicurezza militare) per avere designato oltre all’ambasciatore svedese all’Onu come successore di Kofi Annan anche Dan Gillermann come suo vicepresidente. Ma Israele ancora non è in Europa: Che significa allora questa designazione? Noi non siamo ancora Europa ma non siamo mai stati Asia. Perché in Asia c’è il veto della Lega Araba e di quella dei paesi mussulmani. E noi non abbiamo mai avuto una collocazione geografica dentro l’Onu. Per questo adesso questa designazione ha questa enorme importanza. E non avete pensato di chieder un posto anche nella famigerata commissione dei diritti umani in passato presieduta da Libia e Siria? No, una cosa per volta. Adesso abbiamo pensato che almeno per il 60ennale della fondazione dell’Onu, per la seconda volta nella sua storia, non sarebbe stato un sacrilegio che un diplomatico israeliano sedesse in posti dove già decine di volte sono stati seduti diplomatici di paesi come Libia, Egitto, Arabia Saudita. Solo a noi sinora è strato riservato questo trattamento di sfavore. Ed ecco perché l’accettazione di ciò anche in quota Ueo per noi sarebbe un grande successo diplomatico. E se la Lega Araba tentasse ancora una volta di opporsi? Porterebbe la responsabilità di non volere promuovere la pace con Israele e la distensione in Medio Oriente, noi non abbiamo nulla da perdere a giugno, sono loro che farebbero la figura di quelli che ci discriminano. Un segnale estremamente negativo più per l’Onu che per Israele. A proposito di Onu, anche la nomina della Bonino ad Alto commissario per i rifugiati sarebbe un segno nella giusta direzione, visti i precedenti di quella organizzazione? Non c’è dubbio. La Bonino sarebbe una garanzia per tutto il mondo nella gestione dei profughi. E’ onesta e con grande capacità, tutto il mondo ci guadagnerebbe sarebbe una scelta importante da parte di Kofi Anann. Con l’Autorità nazionale palestinese invece come vanno le cose? Siete ancora ottimisti? Sì, ci sono alti e bassi ma dopo la morte di Arafat non è più la stessa storia e la stessa epoca. Li aiuteremo a gestire l’ordine pubblico durante lo sgombero dei coloni da Gaza il prossimo agosto e siamo fiduciosi che tutto andrà bene, anche perché noi avremmo comunque smobilitato dopo la decisione della knesset. A proposito, il ministro Natan Sharansky si è dimesso perché è contrario. Creerà un’altra crisi? No in Israele quando un ministro si dimette viene sostituito senza bisogno di crisi di governo e di rimpasti. Sarà un problema per lui. E i coloni? Come reagiranno? Si sente già dire che "un ebreo non deve deportare un altro ebreo"? In uno stato democratico le leggi si osservano e si fanno osservare se necessario con la forza. I coloni saranno ampiamente indennizzati (circa 400 mila dollari a testa, salvo caso per caso ulteriori indennizzi, ndr) e dovranno rispettare una decisione presa nell’interesse di Israele. Capiamo la loro ideologia e il fatto che stanno li da 37 anni. Però adesso se ne devono andare e devono anche capire il perché lo devono fare, cioè per il bene loro e del Paese. Invitiamo i lettori di Informazione Corretta ad inviare il proprio parere alla redazione de L'Opinione. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.