Una voce libera e coraggiosa nell'islam italiano quella di Abdul Hadi Palazzi
Testata: L'Opinione Data: 03 aprile 2004 Pagina: 1 Autore: Shaykh Abdul Hadi Palazzi Titolo: «Ciampi non si dispiaccia tanto per il terrorista Ahmed Yassin»
Pubblichiamo con piacere l'articolo dello Sceicco Abdul Hadi Palazzi, una voce libera e coraggiosa all'interno dell'islam italiano.
CIAMPI PRENDA ESEMPIO DALL'IMAM DELLA MOSCHEA DI ROMA "Non si dispiaccia tanto per il terrorista Ahmed Yassin quanto per il turista ebreo Leo Klinghoffer".
Dall'11 settembre 2001 siamo in guerra contro il terrorismo al fianco degli Stati Uniti. Siamo in guerra contro una banda internazionale di assassini che si basano su una interpretazione aberrante della religione islamica per legittimare azioni terroristiche contro civili. In questa guerra, il nostro contributo non si è limitato al sostegno morale. A Nassirya abbiamo pagato un tributo di sangue che dimostra come i terroristi considerino loro nemici tanto noi, quanto le altre nazioni democratiche dell'Occidente. Dopo Nassirya, i terroristi hanno colpito a Madrid, e la Spagna ha mostrato al mondo lo spettacolo poco edificante di un intero popolo che si arrende dopo aver subito il primo attacco, e che va alle urne votando proprio come volevano i terroristi, cioè premiando la coalizione che vuole ritirare le truppe spagnole dall'Iraq, indebolendo così la lotta contro il terrorismo e rendendo la posizione di al-Qaeda in Iraq più forte. La scelta della Spagna ha fatto tremare chiunque sia consapevole della portata della lotta globale fra democrazia e terrorismo: se tutti i popoli si comportassero come gli Spagnoli, il terrorismo avrebbe partita vinta.
C'è però un popolo - quello israeliano - che contro il terrorismo integralista è in guerra da prima dell'11 settembre. A differenza della Spagna, Israele è convinto che non bisogna cedere ai terroristi, ma che invece bisogna sconfiggerli. Dopo l'ennesimo attentato suicida, Israele non ha alzato bandiera bianca come la Spagna, ma ha reagito giustiziando Ahmed Yassin, uno dei più feroci leader del terrorismo contemporaneo. Se la codardia della Spagna ha causato sgomento, l'azione mirata del governo Sharon ha fatto rinascere la speranza che i terroristi possono essere sconfitti; li si può localizzare ed eliminare, salvando così la vita di molte vittime innocenti. Sarebbe stato logico attendersi che - dopo questo successo militare nella lotta al terrorismo - le altre nazioni impegnate nella stessa guerra al terrorismo si complimentassero con Sharon, ed esprimessero al governo israeliano le loro congratulazioni per una azione mirata che, senza creare danni collaterali, ha portato all'eliminazione di un sanguinario criminale che ha addestrato al terrorismo suicida le donne, i bambini e persino gli handicappati. Con l'eliminazione di Yassin, non sono solo le vittime israeliane del terrorismo a ricevere giustizia, ma tutti coloro che dal terrorismo integralista sono stati uccisi. Colpendo un leader del terrorismo alleato di Bin Laden, Sharon ha reso giustizia ai morti di New York, di Mosca, di Istanbul, di Bali, e anche ai nostri caduti di Nassirya. Un telegramma di congratulazioni ai governo israeliano da parte del Quirinale sarebbe stato più che doveroso.
Quel telegramma non è mai partito. Ciampi ha anzi avuto il coraggio di affermare che l'esecuzione di Yassin è stato "un grave episodio", ed ha biasimato Israele per aver colpito quel che definisce "un vecchio paralitico". I morti di Nassirya hanno tutte le ragioni di rigirarsi nella tomba. Colui che dovrebbe rappresentare il popolo italiano ha parole di condanna per un paese amico dell'Italia che nella lotta al terrorismo ha conseguito un rilevante successo.
Hamas, l'organizzazione guidata dal defunto Yassin, è a tutti gli effetti alleata di al-Qaeda nella guerra contro la democrazia. Colpire Yassin non è in nulla diverso dal catturare Saddam Hussein o dall'eliminare i suoi figli. Si tratta di successi nella lotta al terrorismo, di vittoria della civiltà umana contro chi vorrebbe rimpiazzarla con la barbarie. Se c'è un gesto davvero grave è quello di chi ha parole di condanna per un'azione militare che rende la vittoria contro il terrorismo più a portata di mano.
Che dire poi del "vecchio paralitico"? Forse Ciampi ignora che quell'individuo era in grado di gestire miliardi di dollari per l'acquisto di armi e per l'addestramento al terrorismo di bambini fanatizzati ed educati all'odio sin dalle prime classi delle elementari. Eliminato Yassin, Hamas è in preda ad una forte crisi organizzativa; e che chiunque verrà a sostituirlo alla guida di Hamas può esser certo che lo attende un analogo destino.
Secondo il presidente Ciampi, evidentemente, gli Stati Uniti, l'Inghilterra o l'Italia hanno il diritto di reagire al terrorismo e di difendere le vite dei loro cittadini combattendo i terroristi, ma gli Israeliani questo stesso diritto non lo hanno affatto. Dovrebbero soccombere al terrorismo, proprio come hanno fatto gli Spagnoli. Se invece reagiscono al terrorismo, Ciampi è pronto ad accusarli di alimentare "quella spirale perversa di violenza che chiama violenza". Ma non si tratta di quello stesso Ciampi che da giovane ha fatto il partigiano? Chissà perché allora ragionava in modo diverso, perché pensava che l'unico modo di sconfiggere il nazifascismo era quello di imbracciare le armi, e di sconfiggere il nazifascismo proprio mediante il ricorso alla forza. Lo stesso Ciampi poi si guarda bene dall'applicare lo stesso ragionamento al caso dell'America. Gli Americani hanno deciso di combattere il terrorismo, e lo stanno facendo. Hanno smantellato il regime dei talebani e quello di Saddam, eliminando molti terroristi. Lo fanno perché pensano che coi terroristi stragisti non si può negoziare, ma che bisogna sconfiggerli. Perché mai gli israeliani non dovrebbero fare la stessa cosa? Se poi il presidente Ciampi ha tanto a cuore i "vecchi paralitici", invece di pronunciare parole che oltraggiano la memoria dei nostri caduti e fanno vergognare chiunque si senta coinvolto nella lotta contro il terrorismo, farebbe meglio a ricordarsi di Leo Klinghoffer, un vecchio paralitico che non addestrava terroristi e non faceva male a nessuno, ma che era semplicemente andato in crociera sull'Achille Lauro, e che per questa sola colpa è stata assassinato a sangue freddo dai terroristi dell'Olp. Ora gli Stati Uniti hanno chiesto l'estradizione dei responsabili di quell'omicidio, in quanto sono convinti che la testimonianza degli esecutori materiali del dirottamento servirebbe a provare il coinvolgimento di Yasser Arafat nella vicenda. A quel punto, da parte degli Stati Uniti non vi sarebbe più nessuna remora, e dopo Yassin Israele potrebbe agevolmente giustiziare anche Arafat, il peggiore terrorista del secondo dopoguerra. Chiediamo al presidente Ciampi di facilitare l'estradizione dei terroristi dell'Achille Lauro negli Stati Uniti, contribuendo così a cancellare quella pagina davvero ingloriosa della storia d'Italia che ha visto un presidente del Consiglio facilitare la fuga del terrorista Abu Abbas.
Venerdì scorso alcuni estremisti che erano presenti nella moschea di Monte Antenne a Roma hanno chiesto all'imam Abdulwahab Hussein Gomaa di elevare la preghiera funebre in suffragio di Ahmed Yassin. Dal momento che secondo l'Islam la preghiera funebre si eleva soltanto a favore di un individuo di provata rettitudine, l'imam non solo si è rifiutato di elevarla a favore di un boss del terrorismo, ma quando gli estremisti hanno voluto egualmente pregare per Yassin per conto loro, ha chiamato la polizia, chiedendo agli agenti di identificare quelli che evidentemente erano almeno ideologicamente conniventi con l'ideologia di Hamas. Così facendo l'imam ha dato una lezione di netta condanna del terrorismo, senza sì e senza ma, una lezione dalla quale potrebbero trarre giovamento non solo il presidente Ciampi, ma tutti quei politici che hanno condannato Israele. Se per Yassin non prega nemmeno l'imam della moschea di Roma sarebbe davvero increscioso che per lui pregassero Ciampi o altri politici nostrani.
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