sabato 05 ottobre 2024
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Contro il giorno della memoria 27/01/2014 -

Elena Loewenthal
Contro il giorno della memoria
ADD Editore


Il 27 gennaio di ogni anno si evoca il ricordo della Shoah. Si organizzano eventi, incontri, celebrazioni ufficiali. Ma che cosa sta diventando questo Giorno della Memoria? Una cerimonia stanca, un contenitore vuoto, un momento di finta riflessione che parte da premesse sbagliate per approdare a uno sterile rituale dove le vittime vengono esibite con un intento che sembra di commiserazione, di incongruo risarcimento. Ma la memoria che si sventola in quella data non è degli ebrei, è dell'Europa intera: deve essere elaborata e fatta propria, non diventare uno spazio da addobbare con la retorica. Elena Loewenthal scrittrice e traduttrice torinese di origine ebraica che lavora da anni sui testi della tradizione ebraica e traduce letteratura israeliana dà voce ai suoi dubbi e alle sue riflessioni su quello che per lei è un grande errore collettivo, l'errore di chi vuole, per un giorno soltanto, provare ad addolcire una coscienza civile per alleggerire il senso di colpa.

La caccia di Salomon Klein 10/06/2010 -

Massimo Lomonaco
La caccia di Salomon Klein
Mursia


Un piano per sterminare gli ebrei in Palestina, voluto da Hitler, progettato da Heinrich Himmler e messo in opera dal tenente colonnello delle SS Walter Rauff: è una pagina di storia rimasta segreta per oltre sessant'anni dalla quale Massimo Lomonaco, scrittore e giornalista dell’Ansa, ha attinto per costruire il romanzo, un salto nel passato della nazione ebraica colta in un momento cruciale della sua storia. Nelle pagine di questo libro imperdibile si mescolano con il ritmo di una spy story protagonisti reali e immaginari e nella trama si leggono in controluce tutte le contraddizioni che hanno fatto da prologo alla nascita dello Stato di Israele.

L’ebreo errante è arrivato 17/01/2011 -

Albert Londres
L’ebreo errante è arrivato
Bollati Boringhieri


Nel 1929 Albert Londres, giornalista francese, parte alla scoperta degli Ebrei, per incarico del quotidiano "Petit Parisien". L'inchiesta lo porta da Londra alla Russia subcarpatica, poi in Transilvania, in Bessarabia, in Bucovina, in Galizia, dove visita gli insediamenti ebraici, testimoniando le difficili condizioni di vita e il diffondersi dell'ideologia sionista. Poi da Varsavia, vera capitale ebraica in Europa, segue le vie delle navi di emigranti verso la Terra promessa. E' alla fine del viaggio, nel vivo del progetto sionista della neonata Tel Aviv, a Gerusalemme, Hebron, Safed, che Londres registra il "dramma dell'idealismo" alle sue prime battute cruente, tra "focolare nazionale ebraico", rivolta araba e ignavia dell'Occidente.

Teodoro Herzl, Il Messia Degli Ebrei 22/07/2010 -

Sandro Lopez Nunes
Teodoro Herzl, Il Messia Degli Ebrei. Dall'Emancipazione Al Sionismo
Mimesis

In questo saggio l’autore, discendente da un'antica famiglia sefardita in Italia dal 1500 e studioso di storia ebraica contemporanea, ripropone opportunamente molti degli scritti del fondatore del sionismo politico. Per Theodor Herzl nato a Budapest 150 anni fa lo Stato degli ebrei doveva avere una sovranità sancita dal diritto internazionale e garantire pace e concordia coi vicini. Resta attuale la sua lungimiranza politica: Herzl comprese che l’impossibile è più facile del difficile, intravide i pericoli ed ebbe sentore delle minacce che incombevano sul popolo ebraico. Non possiamo dimenticare che se Israele fosse già esistito, come da tempo era stato preconizzato, anche la Shoah sarebbe stata diversa.

La Shoah dei bambini -

Bruno Maida
La Shoah dei bambini
Einaudi

Questo libro racconta la storia dei bambini ebrei che furono perseguitati e deportati dall'Italia, in una vicenda che si dipanò dal 1938 al 1945. Esso non ripercorre solo le complesse realtà che vissero gli adulti bensì riattraversa quegli anni "con occhi di bambino". È un'espressione, questa, che non significa solo collocare al centro della narrazione il punto di vista dell'infanzia e i percorsi di una memoria specifica, segnata da esperienze in parte diverse rispetto a quelle dei genitori. È un'espressione che sottolinea come nella ricostruzione storica della persecuzione e della deportazione dei bambini italiani ebrei vengano analizzate le strategie e i comportamenti della vita quotidiana - dal gioco allo studio, dal rapporto con gli altri famigliari agli oggetti e ai luoghi - che restituiscono un mondo articolato di paure e speranze, il libro racconta sia come vissero concretamente quei bambini, sia l'aspetto psicologico più strettamente legato al trauma, poiché fu un'esperienza che coincise con la fase della crescita, indirizzando per sempre alcuni elementi della loro identità e del loro rapporto con il mondo, il tema della mancata reintegrazione, in termini materiali e simbolici, da parte del nostro paese, induce l'autore a spingere la sua ricostruzione fino al dopoguerra, così da portare la riflessione sulle responsabilità collettive che tuttora ci interrogano.

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