Riprendiamo dal BET Magazine, numero di aprile 2025, a pag. 11 il commento di Angelo Pezzana dal titolo "Perché in Occidente i leader e i popoli si fanno accecare da speranze illusorie? Mentre quelle vere diminuiscono ogni giorno?"
Angelo Pezzana
Autorevoli riformati, da lungo tempo sostenitori della pace con i palestinesi, dichiarano di avere perso la speranza di vedere la realizzazione della soluzione “due popoli, due stati”. Non era bastato il tracollo degli Accordi di Oslo del 1993, quando i palestinesi risposero alla generosità israeliana con stragi nei ristoranti, nelle scuole, negli ospedali, negli autobus, nelle strade. I riformati non avevano mai perduto la speranza, che prima o poi la pace sarebbe arrivata. La speranza acceca di fronte alla realtà. E la realtà si è presentata, in tutta la sua violenza e disumanità all’alba del 7 ottobre.
La speranza non ha accecato solo quei riformati. Sta illudendo anche la nuova amministrazione Trump, che ora si è convinta di poter fare un accordo sul nucleare con l’Iran di Khamenei e uno con Hamas per liberare gli ostaggi. Ma così dimentica qual è il primo e unico scopo di quei regimi: la distruzione di Israele, oltre che degli stessi Usa (il “grande satana”). La stessa illusione ottimistica sta cambiando anche il Medio Oriente: fino a pochi mesi fa il principe reggente saudita Mohammed bin Salman paragonava il regime iraniano a quello hitleriano, oggi ha cambiato toni e atteggiamento, per compiacere Trump.
La speranza, che acceca, è la stessa che ancora illude i leader occidentali nei confronti di Putin. E lo chiamiamo “presidente”, come se non fosse un illegittimo dittatore. Non puoi avere alcuna pace con un tiranno invasore che sta continuando a massacrare gli ucraini, con la volontà dichiarata di annientare una nazione. Né Putin si fermerà all’Ucraina: ha già detto che vuole il suo impero. Trump è pronto a darglielo, nella speranza di fare una nuova Yalta, per dividersi il mondo. Ma noi? Sotto chi finiremo?
Ci vogliamo ancora illudere che l’Onu sia un organismo di pace nel mondo. Ma l’Onu di adesso è dominato dalle dittature. Se guardassimo in faccia alla realtà, dovremmo uscire e fare gruppo solo con altre democrazie che rispettano i diritti umani.
Proprio pensando all’ordine internazionale e non alle donne, si illudono le femministe, che l’8 marzo hanno manifestato contro Trump, contro Milei, contro Musk, ma inneggiando alla “Palestina” (cioè Hamas, terroristi islamici che odiano, torturano e uccidono le donne) e ignorano l’Iran, il regime più misogino del pianeta.
E che dire del termine “genocidio”, usato contro Israele, un paese che non ha mai aggredito, ha sempre combattuto solo per difendersi? Di accuse ne sono state inventate molte, ma questa è arrivata fino in Vaticano. I media ne hanno scritto. Ovvio, in questo caso, essendo Israele il colpevole, la speranza era diventata realtà. Non mi sono stupito. Tutto spiegato da una data, ricordiamola, che non viene quasi mai citata: il Vaticano ha riconosciuto Israele solo nel 1993, vale a dire dopo 45 anni nei quali non riconosceva l’esistenza dello Stato ebraico.
La speranza che veniva ancora ritenuta possibile, diminuisce di giorno in giorno.
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