Scontri e censure negli atenei di mezza Italia
Analisi di Andrea Muzzolon
Testata: Libero
Data: 03/04/2025
Pagina: 1
Autore: Andrea Muzzolon
Titolo: Aggressioni alla destra negli atenei di mezza Italia

Riprendiamo da LIBERO di oggi 03/04/2025, a pag. 1, con il titolo "Aggressioni alla destra negli atenei di mezza Italia", la cronaca di Andrea Muzzolon.


Andrea Muzzolon

Volantino dei collettivi che istigano violenza contro gli studenti di destra a La Sapienza di Roma. In un solo mese del 2025, in tutta Italia, le aggressioni agli studenti di destra sono state pari a quelle dei sei mesi precedenti, un'escalation fuori controllo.

Mai come oggi fare politica all’interno delle università è diventato pericoloso. Se sei di destra, ça va sans dire. Solo a marzo, le intimidazioni e le aggressioni a ragazzi di gruppi vicini al centrodestra sono state lo stesso numero di quelle avvenute negli ultimi sei mesi del 2024. Un’escalation preoccupante che dà l’idea del clima che si respira nelle università. Ma oltre ad aumentare numericamente, gli agguati di collettivi e centri sociali si sono fatti sempre più violenti. Non basta più sfasciare tavoli e strappare volantini: come dimostra il pestaggio di un militante di Azione Universitaria movimento vicino a Fratelli d’Italia - a Pavia, le frange più radicali della sinistra hanno ricominciato a menare le mani.
Proprio come negli anni più bui della lotta politica. Roberto, il giovane aggredito, è stato prima colpito con un pugno, poi immobilizzato e preso ancora a botte finché il trambusto non ha attirato l’attenzione dei vigilanti.
Questo, forse il caso più eclatante dell’ultimo mese, si porta dietro tanti altri episodi di intolleranza. L’ultimo, appena lunedì, è stato il tentativo di alcuni esponenti dei collettivi di impedire l’incontro organizzato da Azione Universitaria con il deputato di Fdi Giovanni Donzelli all’Università di Salerno. Come spesso accade, per garantire la sicurezza dei ragazzi di Au, è dovuta intervenire la polizia.
In assetto antisommossa erano anche gli agenti che lo scorso 12 marzo hanno evitato che i violenti del centro sociale Askatasuna prendessero d’assalto i giovani del Fuan, sezione torinese di Azione Universitaria.
La presenza dei poliziotti, specie al Campus Einaudi dell’UniTo, è stata una costante per tutta la campagna elettorale che ha anticipato le elezioni universitarie dell’ateneo. Lo schema, neanche a dirlo, era sempre lo stesso: ogni volta che i militanti di destra organizzavano un banchetto o un volantinaggio, ecco spuntare alcune decine di antagonisti pronti a mettere il bavaglio a chi non la pensa come loro.
Immagini vergognose- non certo degne di luoghi di cultura come le università - si sono viste anche a Roma. Sui social sono diventati virali i video degli antifa della Sapienza: urla, insulti, qualche spintone e bottigliette d’acqua rovesciate sui giovani di destra. Il tutto, ovviamente, con Bella Ciao come sottofondo.
In un clima del genere, sono da considerarsi alla stregua di veri e propri eroi i ragazzi e le ragazze che decidono di fare politica universitaria a destra nella rossissima Bologna.
Non è un caso infatti che il “mese delle aggressioni” sia stato inaugurato proprio nell’ateneo del capoluogo emiliano dove alcuni membri di Cambiare Rotta e del Collettivo Autonomo hanno ribaltato il tavolino, strappato le bandiere e buttato all’aria i volantini di Azione Universitaria.
E questo è quanto accaduto e denunciato solo nell’ultimo mese. Andando ancora più indietro, probabilmente non basterebbero quattro pagine per risalire il fiume di intolleranza che scorre sempre più impetuoso. Dall’ingresso bloccato dai sedicenti antifascisti dell’Università degli Studi di Trento, al lancio della spazzatura alla Sapienza. Dalla distruzione di un banchetto a Tor Vergata fino all’annullamento di un evento a Teramo in seguito alle intimidazioni subite dal gestore del locale dai collettivi rossi. La lista è lunghissima e ultimamente è stata arricchita anche dalle incursioni dei pro-Pal per imporre il pensiero unico sul conflitto in atto a Gaza.
«Le angherie dei soliti collettivi di estrema sinistra, ingabbiati nel più bieco ideologismo, sono la normalità in molti atenei, per di più in un contesto di sostanziale impunità», è l’amaro commento di Nicola D’Ambrosio, presidente nazionale di Azione Universitaria.
«È la verità e come tale va detta, senza remore», va avanti. «Accadeva ieri, continua ad accadere oggi: nel tacere del circuito mediatico e con la complicità, al contempo, di un sistema politico e culturale che soffia sul fuoco». Se, come ammette D’Ambrosio, «la preoccupazione c’è per fatti come quello di Pavia», a lasciare più perplessi è il pensiero che «qualcuno possa attribuirsi il diritto di censura». Certo, a causa delle continua aggressioni «non è facile anche solo aggregare chi non la pensa come loro», ma i risultati di Azione Universitaria dimostrano che «gli studenti sono stanchi di questo modo di fare della sinistra».
«Vogliono negarci agibilità politica» spiega il presidente dei giovani di destra. «Ma noi continuiamo a deluderli: non solo difendiamo più di prima i nostri spazi, ma maciniamo sempre più successi, da Nord a Sud». La ricetta? «Sindacalismo studentesco e iniziative sociali, sportive e culturali.
Con il sorriso sul volto, per testimoniare la nostra idea di Università».

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