Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 08/06/2024, a pag. 16, con il titolo "'Idf pericolo per i bimbi' La lista nera di Guterres fa infuriare Israele" l'analisi di Paolo Brera.
Le forze armate israeliane entrano ufficialmente nella lista nera dell’Onu per i Paesi e le organizzazioni che minacciano i bambini: una lista del terrore in cui l’Idf, espressione dell’unica democrazia presente, sarà in pessima compagnia con l’Isis e al-Qaeda, Boko Haram e Paesi come Afghanistan e Russia, Iraq e Myanmar, Somalia, Yemen e Siria. L’annuncio lo ha dato ieri l’ambasciatore israeliano all’Onu, Gilad Erdan, pubblicando sui social la sua indignazione subito dopo aver ricevuto «la notifica ufficiale sulla decisione da parte del Segretario generale » dell’Onu, Antonio Guterres. «È semplicemente oltraggioso e sbagliato — ha twittato — perché Hamas usa scuole e ospedali come strutture militari. Il nostro esercito è il più etico al mondo. L’unico a finire in lista nera è Guterres, che incentiva e incoraggia il terrorismo motivato dall’odio per Israele. Dovrebbe vergognarsi».Non meno indignati sono gli uffici dello stesso Segretario generale dell’Onu, che avevano anticipato la decisione all’ambasciatore come atto di cortesia, come si fa di consuetudine. Sarebbe stata poi annunciata ufficialmente il 18 giugno: la pubblicazione annuale sugli eventi del 2023, di cui è un allegato, verrà portata nel Consiglio di sicurezza il 26 giugno. Spetta al segretario generale dell’Onu identificare «chi non ha messo in atto misure per migliorare la protezione dei bambini»: nella lista saranno iscritti anche Hamas e la Jihad islamica. La reazione di Israele è ovviamente furente: «Oggi l’Onu ha aggiunto se stessa alla lista nera della Storia unendosi a chi supporta gli assassini di Hamas», ha detto il premier Benjamin Netanyahu. Il ministro degli Esteri Israel Katz parla di «atto cialtronesco che avrà conseguenze sulle relazioni con l’Onu». Ed è d’accordo con loro persino il leader centrista e ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz, che proprio oggi dovrebbe dimettersi dal governo: lo aveva annunciato il 18 maggio lanciando un ultimatum a Netanyahuperché cambiasse strategia a Gaza, dove «sta trascinando il Paese nell’abisso ». La decisione dell’Onu, dice ora Ganz, è «un nuovo minimo storico » in antisemitismo in cui «traccia spudoratamente false equivalenze tra Israele e Isis». Ma non è chiaro se basterà a rinsaldare le fila del governo, evitando una crisi che sbilancerebbe ancora più a destra l’esecutivo. La maggioranza resterebbe solida, ma altri mal di pancia come quelli dello stesso ministro della Difesa, Yoav Gallant, minacciano guai. La decisione dell’Onu arriva dopo gli arresti chiesti dalla Cpi e l’accusa di genocidio avanzata da Sudafrica e Spagna presso la Corte di giustizia, e può avere nuove ripercussioni su partner e accordi militari.Nulla sembra però fermare gli attacchi quotidiani delle forze israeliane: all’indomani della strage nella scuola gestita dall’Unrwa nel campo profughi di Nuseirat — dove decine di video mostrano bambini fatti a pezzi dalle bombe, ma per la quale l’Idf assicura di avere colpito con precisione una base di Hamas e mostra una lista con otto miliziani uccisi — ieri è stata colpita l’area di un’altra scuola dell’Unrwa nella Striscia, uccidendo tre persone. In questo clima difficilissimo inizia l’ottava missione del segretario di Stato Usa Antony Blinken: da lunedì torna in Israele, al Cairo e a Doha per tentare di chiudere l’accordo sulla bozza presentata dal presidente Joe Biden. Hamas non ha ancora risposto.
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