Sharon-Arafat, una piccola notizia che conquista le prime pagine
un bell'esempio di come si distorce l'informazione
Testata:
Data: 24/04/2004
Pagina: 1
Autore: la redazione
Titolo: Sharon a Bush: pronti a colpire Arafat
Ecco un bell'esempio di come si trasforma una dichiarazione (tutt'altro che nuova) fatta ieri da Sharon a un canale televisivo israeliano nella notizia del giorno. Tanto che Repubblica - per citare solo una testata- ne fa il classico titolo a nove colonne: "pronti a colpire Arafat".
Non conta che questa affermazione la sentiamo da mesi da quasi tutti i leader del governo israeliano, non conta quindi che non sia più fresca di giornata ma fritta e rifritta in tutte le salse. Il che significa commentata e chiosata su tutti i giornali da mesi. No, si deve ritrasformarla in notizia per avere l'occasione -l'ennesima!- per poter scrivere quanto Sharon sia cattivo nei confronti del "povero prigioniero di Ramallah".
Non conta il fatto che Sharon, e con lui il governo, abbiano detto e ribadito che chiunque incita all'uccisione di ebrei non deve pensare di passarla liscia. Un concetto chiaro che verrebbe capito anche da un bambino se solo l'Europa facesse un piccolo sforzo di immaginazione. Sostituisse cioè alla parola "ebrei" l'equivalente di italiani, francesi, tedeschi ecc,ecc.
Che reazione dovrebbero avere i governi se i cittadini dei loro paesi fossero non solo minacciati, ma venissero sistematicamente uccisi da gruppi terroristi che non solo praticano l'omicidio ma ne fanno il loro programma politico ? Viste inutile tutte le altre strade pacifiche percorse, cosa resta da fare per proteggere la propria gente ? Eliminare i capi del terrore, nient'altro.
Ma l'Europa non ci sente, basta un avvertimento come la strage di Madrid ed ecco immediata la resa alle condizioni dei terroristi. Nella convinzione di farla franca, senza capire che chi si arrende al ricatto del terrorismo islamico non risolve un bel nulla, al massimo rimanda a un po' più in là la propria sconfitta.
I nostri media, fatte le debite eccezioni, e sono poche, sono tutti in riga su queste posizioni. Israele, che il terrorismo lo conosce purtroppo da troppi anni, non ha altra scelta. E se domani, per permettere al popolo palestinese di avere una leadership diponibile al compromesso e alla trattativa, ma sul serio,
non restasse che eliminare l'ultimo ingombro che ostacola la strada della pace, ebbene il gioco ne varrebbe la candela. Ma sarà Israele a decidere quando e come. Nel frattempo, basta speculazioni. I fatti si valutino solo quando sono avvenuti. Il processo alle intenzioni è vero che fa parte della storia di una certa sinistra. Ma è ora di smetterla.