Porta a Porta sbilanciato
poco spazio agli interventi equilibrati
Testata:
Data: 04/04/2004
Pagina: 1
Autore: Bruno Vespa
Titolo: Passion di Merl Gisbson
La trasmissione "Porta a Porta" è divenuta un classico che campeggia in ogni
serata televisiva per autorevolezza, tempestività e gradevole
conduzione.Eppure, sul film di Mel Gibson imperniato sulla passione di Gesù
perfino Vespa è inciampato malamente.
Due sono i rimproveri che gli debbono essere mossi.
Il primo, e più significativo, riguarda la scelta degli ospiti. Sappiamo che
questi inviti sono ambiti, ma ciò non diminuisce, semmai accresce, la
responsabilità che grava sul conduttore. Vespa ha il dovere, per mantenere
la propria credibilità e per non offendere i suoi spettatori, di selezionare
con intelligenza e sensibilità le persone che invita, in particolare quando
propone un tema delicatissimo come questo.
Vespa ha creato invece una situazione di grave imbarazzo attorno all' unico
autorevole esponente della parte ebraica, il rabbino capo di Milano Laras,
circondandolo con attori del film - ovviamente tutti esaltati e convinti
dell' infondatezza del sospetto di trasferire sullo spettatore una
percezione negativa degli ebrei - e di altri personaggi di cui già si
conoscevano le opinioni.
Laras ha una cultura straordinaria, ma non è dotato della vis polemica, se
necessario anche brutale, che soccorre chi è solo contro tutti. E dinanzi a
colpi bassi e disquisizioni elevate ha preferito, necessariamente, replicare
con saggezza ed equilibrio a chi si poneva al suo stesso livello - come ad
esempio Messori.
Sono cadute pertanto nel silenzio affermazioni singolarissime del cardinale,
che negava tutto come il ladro portato al commissariato: perfino che prima
del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo la Chiesa predicasse, nelle scuole e
nelle chiese, contro gli ebrei deicidi.
Ed è caduta nel silenzio una affermazione di eccezionale gravità,
apertamente e deliberatamente offensiva, della Celentano, che ha detto
quasi testualmente: "Non capisco perché gli ebrei non abbiano voluto
riconoscere Gesù come Messia; forse, perché non era miliardario".
Il tutto con Vespa che, giulivo e soddisfatto di sé stesso, girava
vorticosamente, e sorridente interpellava l' uno o l' altro, avendo però
cura di lasciare poco spazio a Laras.
Ci aspettiamo da Bruno Vespa, che sappiamo persona abitualmente equilibrata,una correzione in tampi brevi. Si riveda la trasmissione, e capirà quanto la nostra richiesta sia logica e dovuta. Staremo a vedere come e in che modo.

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