sabato 18 novembre 2017
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Perché non c'è ancora uno Stato arabo palestinese? (con sottotitoli italiani)
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Rav Jonathan Sacks spiega che cosa davvero è il movimento antisemita e razzista BDS (sottotitolato in italiano)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui



Il Foglio Rassegna Stampa
13.11.2017 All'islam manca l'Illuminismo
Analisi di Micol Flammini tratta dall'Atlantic

Testata: Il Foglio
Data: 13 novembre 2017
Pagina: 0
Autore: Micol Flammini
Titolo: «All’islam servirebbe Locke, non Lutero»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 13/11/2017, a pag. II, con il titolo "All’islam servirebbe Locke, non Lutero", l'analisi di Micol Flammini tratta dall' Atlantic.

Immagine correlata
Corano e armi: ecco il terrorista islamico

"Vari intellettuali occidentali”, scrive Mustafa Akyol dell’Atlantic, “da Thomas Friedman a Ayaan Hirsi, hanno a lungo parlato della necessità per il mondo musulmano di passare attraverso una propria riforma luterana per salvarsi dall’intolleranza e dal dogmatismo”. Lutero potrebbe essere un modello, ma il punto è un altro: non c’è analogia tra il cristianesimo di allora e l’islam di oggi. Lutero ha portato una rottura all’interno del mondo cristiano e ha messo in discussione il monopolio della chiesa sulla cristianità. Ma nell’islam non c’è alcun monopolio, solo realtà frammentate. Non esiste un “papa musulmano”, non esiste un’orga - nizzazione centrale e questo caos è parte del problema.

Se il mondo islamico può essere equiparato a un qualche periodo storico della cristianità allora, forse, più che alla Riforma dovremmo guardare al periodo che è venuto immediatamente dopo. Quell’epoca in cui cattolici e protestanti si credevano i detentori del vero e unico credo e si condannavano a vicenda per eresia. Negli ultimi due secoli anche il mondo islamico ha visto la nascita di alcune “riforme” che proprio come quella luterana proponevano un ritorno alle scritture e mettevano in discussione la tradizione. Alcuni di questi movimenti hanno segnato la nascita di quella corrente chiamata “islam moderato”, altri invece avevano come obiettivo un ritorno al dogmatismo. L’occidente, che attende un Martin Lutero musulmano, non ha capito che la speranza di vedere un islam più tollerante e più libero non si può realizzare tramite una riforma, ma tramite un altro grande paradigma della storia europea: l’Illuminismo. Il mondo musulmano di oggi non ha bisogno di Martin Lutero ma di John Locke, padre dei concetti di libertà di coscienza e di tolleranza religiosa alla base del liberalismo. In particolare, l’islam avrebbe bisogno dell’Illuminismo inglese, aperto al pensiero religioso, più che di quello francese. Anche la Haskalah ebraica, che vede nelle figura di Moses Mendelssohn il suo fondatore, potrebbe essere un modello costruttivo.

Un illuminismo islamico per svilupparsi avrebbe bisogno della formazione di alcune caratteristiche sociali come la nascita di una classe media musulmana e la crescita di un’atmosfera culturale che favorisca il dibattito e la diffusione di nuove idee. Se la Riforma protestante ci ha insegnato qualcosa, è che la strada che conduce dalla frammentarietà religiosa alla tolleranza è lunga e tortuosa. Il mondo musulmano oggi è un luogo molto complesso, dove i secolaristi, i riformisti, i conservatori, i fondamentalisti e i jihadisti si spartiscono regioni e nazioni. Ora la domanda urgente è come muovere questo universo disorganico e slegato verso una direzione positiva. Non essendoci un’autorità religiosa centrale bisogna considerare che l’unica autorità è rappresentata dallo stato e questo non è necessariamente un male: in Europa, lo sviluppo del secolo dei Lumi è stato favorito dai despoti illuminati.

Per inviare la propria opinione al Foglio, telefonare 06/589090, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@ilfoglio.it
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT