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Il Foglio Rassegna Stampa
20.03.2017 La causa dell'antisemitismo? Per qualcuno è Israele
La risposta di Alan Dershowitz

Testata: Il Foglio
Data: 20 marzo 2017
Pagina: 1
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Israele non è causa dell'antisemitismo»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 20/03/2017, a pag. I, con il titolo "Israele non è causa dell'antisemitismo", l'analisi tratta dal Jerusalem Post.

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Alan Dershowitz

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Una scritta antisemita sul muro di una città italiana

In una recente lettera al New York Times, l’attuale conte di Balfour, Roderick Balfour, ha sostenuto che “l’aumento dell’antisemitismo in tutto il mondo” è colpa di Israele. Roderick Balfour, che è un discendente di Arthur Balfour, il ministro degli Esteri britannico che cento anni fa promulgò la Dichiarazione Balfour, ha scritto: “La crescente incapacità d’Israele di affrontare la condizione dei palestinesi e l’espansione degli insediamenti ebraici in territorio arabo sono i principali fattori di crescita dell’antisemitismo in tutto il mondo”. Balfour sostiene inoltre che il primo ministro israeliano Netanyahu “deve una soluzione del conflitto israelo-palestinese ai milioni di ebrei in tutto il mondo” che subiscono l’antisemitismo.

Commenta Alan Dershowitz, grande avvocato liberal e difensore dello stato ebraico: “Questa opinione, magari animata da buone intenzioni ma totalmente miope, appare particolarmente paradossale alla luce del fatto che la Dichiarazione Balfour del 1917 aveva, tra i suoi scopi principali, quello di porre termine all’antisemitismo in tutto il mondo (e ai suoi pretesti) attraverso la creazione di una patria per il popolo ebraico. Ma ora il rampollo di Lord Arthur Balfour ci dice che è proprio Israele la causa dell’antisemitismo. Chi odia gli ebrei ‘in tutto il mondo’ perché non condivide la politica di Israele sarebbe pronto a odiare gli ebrei in base a ogni altro possibile pretesto”. Gli antisemiti moderni, prosegue Dershowitz, “a differenza dei loro antenati, hanno bisogno di trovare delle scuse per giustificare il loro odio, e l’antisionismo è diventato la scusa del giorno.

Per verificarlo basta considerare altri paesi. Forse che c’è stata un’esplosione di sentimenti anticinesi in giro per il mondo a causa dell’occupazione cinese del Tibet? Si è forse registrata un’ondata di odio per gli americani di origine turca a causa della indisponibilità della Turchia a porre fine all’occupazione di Cipro? Forse che gli europei di origine russa subiscono forme di fanatica intolleranza a causa dell’invasione russa della Crimea? La risposta è un chiaro e netto no. Se gli ebrei sono l’unico gruppo che soffre a causa delle controverse politiche del governo israeliano, la responsabilità ricade tutta sugli antisemiti e non sullo stato nazionale del popolo ebraico. L’antisemitismo, il più antico odio pregiudiziale, continuerà a esistere grazie anche agli apologeti come Balfour che lo giustificano. Anche se Balfour non lo dice esplicitamente, il senso di tutta la lettera è che l’odio contro gli ebrei è per lo meno comprensibile alla luce delle politiche di Israele”. Dershowitz: conclude con un auspicio: “Che le celebrazioni per la Dichiarazione Balfour vadano avanti senza la partecipazione di Roderick Balfour e che i palestinesi si siedano al tavolo dei negoziati e riconoscano Israele come lo stato nazionale del popolo ebraico così come intendeva la Dichiarazione Balfour”.

Per inviare la propria opinione al Foglio, telefonare 06/589090, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


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