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L'Osservatore Romano Rassegna Stampa
22.08.2015 Solito condimento al veleno nella zuppa del giornale vaticano
Scrivere e protestare

Testata: L'Osservatore Romano
Data: 22 agosto 2015
Pagina: 5
Autore: Redazionale
Titolo: «Violenze sul Golan»

Riprendiamo dall' OSSERVATORE ROMANO di oggi, 22/08/2015, a pag.5, il redazionale dal titolo " Violenze sul Golan ".

Ci risiamo, per l'organo del Vaticano Israele diventa notizia solo quando può essere accoppiata a violenze, guerra, e critiche varie, soprattutto se coinvolgono nella parte del 'debole soggetto a soprusi ' i palestinisti.
Come nel redazionale che segue.

* Tensione nel Golan, senza specificare nel titolo chi l'ha provocata, la Siria, per saperlo occore leggere il pezzo
* La reazione israeliana avrebbe provocato vittime. 'Avrebbe', sembra, ma invece di attendere come è andata veramente l'OR butta lì le vittime.
* sul detenuto palestinista in carcere in Israele, manco un accenno alle sua eventuali responsabilità, dato che è da escludersi che Israele l'abbia incarcerato senza motivo. Richiamarlo era il minimo che un organo di informazione poteva fare. Più che esuriente è invece  la dichiarazione della Jihad islamica contro Israele.
*  Sulla barriera difensiva a Cremisan, invece di ricordare il motivo per cui viene costruita - salvare vite di israeliani - si limita a riferire le proteste palestiniste. Si guarda bene dallo scrivere che se non c'erano gli attentati terroristi non ci sarebbe oggi nessuna barriera di separazione

In un redazionale di poche righe, tutta l'ostilità dell'Osservatore Romano contro Israele. Ci auguriamo che dai nostri lettori arrivino mail al giornale vaticano.

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Tensione alle stelle nel nord di Israele. Almeno quattro razzi lanciati dalla Siria sono caduti sulle alture del Golan e nell'alta Galilea: allarme nelle cittadine israeliane di confine con Libano e Siria. Subito dopo, l'esercito israeliano ha risposto con colpi di artiglieria verso la Siria che, secondo fonti citate dai media israeliani, avrebbero causato vittime. Anche se per ora non c'è conferma. Si è trattato di uno degli scontri a fuoco più violenti avvenuti nell'area negli ultimi anni. Israele ha detto di aver replicato a un attacco «deliberato e orchestra-to» e di cui ha attribuito la paternità, secondo il portavoce militare, alla Jihad islamica, gruppo attivo principalmente nella Striscia di Gaza. Ma un portavoce dell'organizzazione, anche questo citato dai media, ha respinto l'accusa. In generale comunque Israele ha addossato la «responsabilità al Governo siriano» del presidente Assad. Un altro particolare, poi, minaccia di inasprire la tensione: della Jihad islamica è ritenuto membro Mohammed Allan, il detenuto palestinese nelle carceri israeliane che è stato in sciopero della fame per sessanta giorni e che ha interrotto proprio ieri la sua protesta per riprendere l'alimentazione. La scelta ha fatto seguito alla decisione della Corte suprema di sospendere gli arresti preventivi di Allan, viste le sue condizioni di salute debilitate dalla lunga astinenza dal cibo. La Jihad islamica aveva avvertito nei giorni scorsi che se Allan fosse morto avrebbe «difeso il proprio popolo». Intanto, ieri il Patriarcato latino di Gerusalemme è tornato a criticare la ripresa della costruzione della barriera israeliana nella Valle di Cremisan. Il Patriarcato «condanna fermamente questa operazione israeliana — si legge in una nota — effettuata in violazione dei diritti delle famiglie della Valle: diritti che quelle stesse famiglie hanno coraggiosamente cercato di difendere davanti alla legge negli ultimi dieci anni». Per il Patriarcato latino di Gerusalemme «la costruzione del Muro di separazione e la confisca delle terre che essa implica sono un insulto alla pace. Esortiamo le autorità israeliane ad attendere la decisione della giustizia, richiesta pochi giorni fa alla Corte suprema di Israele da parte delle famiglie della Valle, e a fermare il lavoro intrapreso».

Pewr inviare all' Osservatore Romano la propria opinione: telefonare 06/69883461, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


ornet@ossrom.va

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